CAPALDI, LUSSOSO, E UN GIOVANE GIORNALISTA.
27/05/2019

Un giovane giornalista alle prime armi mi ha chiesto cos'è per me l'amicizia e se essa esiste tra persone che fanno lo stesso lavoro, in particolare il giornalismo.
Me lo ha chiesto, bontà sua, perché mi fa saggio (a suo dire), esperto di vita (per i miei quasi ottanta anni) e giornalista affermato (sempre per bontà sua) e quindi soggetto e oggetto di amore e di odio e perché lui, in questi primi anni di lavoro, si è scontrato con tante di quelle situazioni antipatiche dettate dall'invidia, dalla gelosia, dalla incapacità di alcuni di rispettare i ruoli e sapersi tenere al proprio posto. Ricordo che un mio amico, parlando di chi non sa rispettare il proprio ruolo, mi ricordava una frase dello zio vissuto, da operaio, in America, 'il calzolaio non deve andare mai oltre il malleolo'...
Vista la fiducia che il giovane collega ha riposto in me, proprio ricordando i miei cinquanta anni (uno più uno meno) di frequentazione con Dante Capaldi, giornalista aquilano, lui, pescarese io, e impegnati in due redazioni concorrenti, lui il Tempo ed io il Messaggero, e le varie possibilità di incontri e scontri che il lavoro poteva metterci davanti, abbiamo vissuto, invece, questi anni, in perfetta sintonia, il che non significa che non ci siano stati delle controversie nell'analizzare fatti e situazioni, ma sapevamo ben scindere quello che era il rapporto di lavoro e quello personale.
Dante ha scritto libri, ha prodotto centinaia di trasmissioni televisive nelle quali spesso mi ha voluto ospite quindi aiutandomi a far crescere la mia notorietà ma non ha mai pensato di limitare il mio successo personale e stessa cosa ho fatto io invitandolo nelle mie trasmissioni.
Dicevo che lui ha scritto libri ed io li ho recensiti e stessa cosa ha fatto lui per me.
Quante volte altri hanno tentato di interporsi tra noi perchè infastiditi da questo legame di amicizia ed ecco che, passando in rassegna, nella mia mente di 'datato' che ricorda meglio le cose degli anni passati piuttosto che quelle di ieri, cerco di dare al mio giovane amico alcune riflessioni su quella che io credo debba l'essere l'amicizia.
Di certo chi trova un vero amico trova una grande risorsa per il proprio benessere psicologico. L’amicizia tra due persone o all’interno di un gruppo è una risorsa immensa. L’amicizia si basa sull’aiuto reciproco, sul sapersi mettere da parte per lasciare spazio “emotivo e psicologico” all’altro. L’amicizia è sinonimo di fedeltà e di felicità. Tutto questo non può che far bene. Ma come tutte le cose, a volte, dietro ad un comportamento si cela qualcos’altro e l’amicizia non fa eccezione.
Spesso non siamo circondati da buoni amici ma solo da persone che ci usano, ci manipolano oppure da persone a cui non possiamo affidarci perché l’amicizia vuol dire anche fiducia. E nel mondo del lavoro, specie nelle redazioni, ci sono molti cialtroncelli che credono di essere più furbi degli altri.
L'amicizia è un legame fondamentale tra due o più persone basato sul rispetto reciproco, sulla fiducia e sulla stima. ... L'amicizia è un sentimento come l'amore, perchè nasce spontaneo dal cuore, con la differenza che può durare per sempre, mentre l'amore prima o poi finisce.
Come deve essere una buona amicizia lo indica Gesù Cristo quando ci invita a una maggiore perfezione. Difatti, ci chiede di amare gli altri come noi stessi; di amare anche chi ci maltratta. È un modello d'amore: ''Amatevi gli uni gli altri, come Io vi ho amato''.
L'amicizia è dunque una virtù che fonda le relazioni tra le persone e spinge l'uomo a scoprire l'altro e di conseguenza della propria identità in quanto persona.
Una relazione umana che permette di vivere un rapporto pieno fatto di comprensione e rispetto pur nella diversità.
L'amicizia che diventa virtù cristiana, fondata sulla fede profonda, può trasformarsi in comunione spirituale e generare una forma di relazione stabile e duratura. Gesù ha detto: ''Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi''.
Questo è il punto di partenza.
L'amicizia, infine, è uno tra i sentimenti più belli perché dona emozioni e complicità nell'assoluta gratuità. Si può camminare accanto e nello stesso tempo crescere insieme pur percorrendo strade diverse, consapevoli dei reciproci bisogni, come dei fiori che hanno necessità della pioggia per aprirsi e mostrare tutta la loro bellezza.
Nell'amico c'è sempre un qualcosa di noi, un modo possibile d'essere, un riflesso di una identità che potremo assumere.
Spero, giovane amico che, parlandoti di Dante e di me, ti abbia fatto capire nel modo migliore cosa è l'amicizia. Ciao. (Gianni Lussoso)