SEBASTIANI E LA FORTUNA
03/05/2019

Mi convinco sempre più che Sebastiani, il presidente del Pescara è un uomo fortunato.
Le persone fortunate sono, per definizione, anche ottimiste e Sebastiani lo è visto che si lancia su diverse vie e riesce sempre ad avere la meglio. La fortuna non è sempre soltanto una questione di probabilità o caso. Essa si basa sull’essere nel posto giusto al momento giusto, cogliere le opportunità, e avere il coraggio di rischiare ogni tanto e fare cose che altri si rifiuterebbero di fare.
Quando De Cecco in uno dei suoi caratteristici scatti caratteriali decise di lasciare il Pescara, Sebastiani si ritrovò a poco prezzo una società calcistica in mano e con essa è riuscito, negli anni, a farsi una fortuna personale, tanto da aver assorbito senza difficoltà economica il flop della sua azienda madre che era la Inter Services Leasing srl.
Muovendosi con una certa disinvoltura, è riuscito negli anni a fare operazioni molto valide sul piano economico, anche se non sempre soddisfacenti su quello tecnico calcistico.
Senza curarsi troppo dei valori adamantini nel mondo del calcio ha saputo contare su amicizie rilevanti. «Non è vero che nel calcio sono tutti approfittatori - ebbe a dire pubblicamente - ad esempio, Alessandro Moggi è un amico mio e del Pescara; anche grazie a lui abbiamo realizzato plusvalenze. Lo stesso vale per Mino Raiola, Dino Zampacorta, Marco Sommella, Mario Giuffredi e altri». Alla faccia del cacio cavallo...
Questa sua filosofia di gestione della società non piacque molto al secondo socio per importanza, Danilo Iannascoli, che ebbe a ridire su diverse voci dei bilanci 2015-2016. Infatti, secondo i legali di Iannascoli, Marco Sanvitale e Giovanni Di Bartolomeo, numerosi voci avrebbero presentato irregolarità e molte contestazioni furono anche ritenute fondate da Mancinelli, l'esperto nominato dal Tribunale per i controlli del caso.
In primo grado, lo scorso mese di ottobre, il Tribunale delle Imprese dell’Aquila aveva respinto il ricorso del socio Danilo Iannascoli che chiedeva la rimozione degli attuali amministratori del Delfino con conseguente nomina di un amministratore giudiziario.
Dopo l'appello chiesto dai legali di Iannascoli, il Tribunale dispose una nuova analisi di Mancinelli sul bilancio 2017. In pratica l’ispettore doveva verificare se le irregolarità riscontrate nei precedenti esercizi (2015 e 2016) fossero state sanate dalla società pescarese. Come dire, anche se uno fa un reato, ma poi ci mette una pezza a colori, tutto si rimedia.
La Corte d’Appello dell’Aquila ha dato nuovamente ragione al Presidente Sebastiani, ai consiglieri e ai sindaci del club biancazzurro respingendo la richiesta del socio Iannascoli.
Perché parlo di fortuna? Perché non è facile trovare una sentenza così favorevole dopo che l'ispettore nella sua relazione aveva evidenziato che le irregolarità ci furono ma, la fortuna si è evidenziata quando si è accolta la valutazione della ''sanatoria'', come dire, il reato ci sarebbe stato ma se le cose, poi, sono state messe a posto e non si dà luogo a procedere... Una sentenza che sicuramente farà storia oltre che diritto 'positivo' giurisprudenziale e che ha segnato la sconfitta non solo di Iannascoli, ma anche del perito ufficiale del Tribunale il dottor Mancinelli...
Ma le fortune di Sebastiani non si limitano alla soluzione della querelle tra lui e Iannascoli ma coinvolgono anche le aperture che, attraverso il calcio, ha avuto e che gli hanno permesso investimenti fuori sede, l'acquisto, si dice, dello stabilimento Belvedere a Pescara, le partecipazioni in iniziative immobiliari e, come si dice, siccome ''l'acqua va al mare'', è probabile che il mare sarà l'elemento in cui il ''delfino Seba'' nuoterà disinvoltamente cercando di non spiaggiare. (gianni lussoso)