GIÙ LA MASCHERA
16/04/2019

Daniele Sebastiani, presidente del Delfino Pescara 1936, ogni volta che parla, fa danni a se stesso.
In questi anni, spesso, si è dato la zappa sui piedi e ha dimostrato di essere tutt'altro che un capo carismatico per la sua società
Uno degli elementi di maggior successo di una buona governance è lo stile di leadership dei vertici di un’organizzazione. Un capo carismatico e seguito, finanche amato, è in grado di motivare e trascinare tutti coloro operano nel suo raggio d’influenza, con enormi benefici in termini di performance e risultati. Per riuscirci deve innanzitutto ispirare fiducia, e per farlo la parola d’ordine è “coerenza”.
Ma in questi atti le ''incoerenze di Sebastiani sono state tante e di enorme danno. Solo per capirci meglio voglio ricordare alcune delle sue ultime esternazioni.
Il 21 gennaio Sebastiani disse: ''Può arrivare un centrocampista nelle prossime ore di buon livello che contribuisca a far aumentare il valore della nostra linea di centrocampo. Un terzino sinistro come vice di Del Grosso no, abbiamo Elizalde in questo momento, anche se è assente perché impegnato con la sua Nazionale nel Sudamericano Sub 20 in Cile”.
Invece sappiamo che il centrocampista di valore non è arrivato, a meno che non si consideri tale Bruno, atleta degno di rispetto, ma solo un onesto lavoratore in mezzo al campo.
Pillon fece capire chiaramente di aver bisogno di un terzino, di un centrocampista e di un attaccante. Forte delle promesse del presidente ebbe a dichiarare il 29 gennaio: In queste ultime ore dal mercato arriverà un attaccante, l’ho chiesto io.
<come sapete bene non arrivò nessuno e il buon Pillon, facendo buon viso a cattivo gioco, il 2 febbraio disse: ''Io sono il tipo di allenatore che allena i giocatori che mette a disposizione la società. Non faccio richieste esorbitanti e quindi sono contento di quelli che ho. Machin è una perdita importante...''
Era convinto il mister che il presidente avrebbe tenuto in considerazione questo fatto e che con la rosa incompleta non poteva garantire il miracolo del girone di andata.
Il 9 aprile, pressato dalle richieste dei giornalisti, finalmente uscì fuori la consapevolezza che mancava, dall'inizio, un terzino sinistro di ruolo e di spessore, una mezzala offensiva con qualche gol nei piedi (dopo la cessione-autogol di Machin) e un attaccante con la A maiuscola che potesse dare il cambio o fare da spalla a Mancuso.
I tifosi biancazzurri, dopo aver sopportato per molti mesi le estemporanee esibizioni pilotate del presidente e dopo aver dovuto ingoiare commenti commissionati e proposti come verità calcistiche, si sono fatti sentire e hanno contestato apertamente il presidente che, per tutta risposta, il 13 aprile ha risposto così ai cori dei tifosi contro di lui: 'Non me ne frega niente dei cori e di quello che dicono'':
Frase irriguardosa contro chi, del resto, rappresenta una fonte di guadagno e di sostegno non indifferenti, e subito i lacchè della informazione pilotata, si sono dati da fare e dire che il presidente aveva detto che dei cori non si curava (falsando del tutto il contenuto della dichiarazione riportata da vari servizi televisivi) perché aveva da pensare al bene della società.
Il 14 aprile, finalmente uno spiraglio, il presidente si lascia scappare la frase: ''Per Pillon servirebbe una punta di sostegno a Mancuso.''
Come dire che ci ha messo circa quattro mesi a capire ciò che anche il meno esperto dei tifosi aveva già capito e chiesto inutilmente.
Il 15 aprile Sebastiani getta giù la maschera: Sono il presidente, tiro fuori i soldi e ho il diritto di dire quello che penso. Che non vuol dire fare scelte tecniche. Ma se penso che la squadra ha giocato male lo dico. Con il Palermo il primo tempo fu oggettivamente brutto e feci quell’intervista. Con il Perugia invece la squadra ha fatto bene e dico bravo all’allenatore...''
Prima bugia: caccio fuori i soldi. Per sua fortuna si è trovato in mano un prezioso regalo da Giuseppe De Cecco e con le vendite iniziali di alcuni giocatori, per esempio Verratti, non ha mai dovuto cacciare soldi ma amministrare (a modo suo) i milioni di euro incassati.
Seconda bugia: Dico bravo all'allenatore, ma tutti sanno che era da tempo che minava la credibilità di Pillon sia quando chiedeva il piano B sia quando diceva di addormentarsi alle partite, sia quando criticava le scelte dell'allenatore e i cambi dimenticandosi che in panchina c'erano solo dei numeri...
In queste settimana ha certo di ricucire il rapporto con i tifosi dicendo che lui non ha mai interferito sulle questioni tecniche e sui movimenti dei giocatori..
Altra clamorosa bugia. Basta chiedere a Pavone, a Repetto, a Zeman per conoscere in quante situazioni il Ferguson dei Colli ha cercato di far sentire la sua pesante e interessata presenza...
Il 16 aprile Sebastiani regala un'altra ''fetecchia'':''Ho chiesto alla Fiorentina di poter avere Sottil il prossimo anno, e ci sono possibilità che resti''.
E invece non è così, c'è la volontà da parte della Fiorentina di valutare il ragazzo, anche e soprattutto in ottica di metterlo a disposizione di Montella, qualora l'allenatore lo dovesse ritenere pronto per un impiego più stabile e continuo. Di certo c'è che a giugno, finirà il periodo di prestito.
Giù la maschera, Ferguson dei Colli, ormai è stato scoperto. (Gianni Lussoso)