LE PERLE DI SEBASTIANI
13/04/2019

Per cercare di capire il perché dello scollamento tra società e tifoseria, ho ''ripassato '' mentalmente le varie situazioni e, quindi, ho raccolto le varie perle di colui che, a buon diritto, può essere definito il Ferguson dei Colli. Infatti, oltre a dirigere la società interviene a piedi uniti sulle questioni tecniche, tattiche e sull'uso dei giocatori.
Siccome alcuni tifosi credono che siano i giocatori, il male del Pescara, perché non si sacrificano abbastanza, devo ribadire che a fregarsene dei tifosi e del pallone, dei diritti altrui e del buonsenso, sono i presidenti, non i giocatori. E sono i presidenti, non i giocatori, a determinare le fortune o le rovine di questo sport.
Parto dall'ultima perla: Daniele Sebastiani , presidente del Pescara , risponde così ai cori dei tifosi contro di lui: 'Non me ne frega niente, devono aiutare i ragazzi ...''
Ascoltando e leggendo i tifosi, si nota bene come essi stiano vicini alla squadra e a Pillon a cui hanno dedicato uno striscione. Quindi, è lui l'oggetto della contestazione, e non la squadra o l'allenatore.
Mettendo bocca nel discorso tattico, ha speso parole di soddisfazione quando Pillon ha messo Brugman a mezzala facendo spazio a Bruno nel centrocampo. Eppure il nostro Ferguson è lo stesso che incolpava Zeman di ''vedere'' Brugman mezzala.
Considerando che il mercato lo fa lui, fregandosene (questo verbo gli sta incollato sulla pelle) dei direttori sportivi o consigliori tecnici di oggi (Repetto) e di ieri (Pavone) si tiene vicini solo quelli che dicono solo ''Sì'' e ha fatto arrivare a Pescara decine e decine di migranti del pallone, con il solo scopo di fare movimenti economici e finanziari di comodo, e nella moltitudine di giocatori pronti per il carrello dei bolliti, ha trovato anche dei giocatori di valore, ma se li è giocati alla prima occasione, senza pensare di creare una ossatura tecnica che potesse far crescere il Pescara con degli aggiustamenti successivi. Solco copre solco, o meglio l'uovo oggi che la gallina domani.
Ma di perle ce ne ha regalate tante.
Ricordo che ha precisato: “Il Poggio presenta delle carenze. Dobbiamo sistemare la scarpata, il campo sottostante e alcune carte col comune di Città S. Angelo. Quindi, chiederemo l’agibilità finale di tutta la struttura. A quel punto saremo nelle condizioni di accollarci il leasing esistente, oppure, di contrarre un mutuo. Mi auguro di risolvere il tutto entro i prossimi 3 mesi”.
Stiamo ancora zero. Il passaggio della proprietà tra De Cecco e il Pescara doveva arrivare entro luglio del 2018. Nulla di fatto.
Unica novità è che il Centro si chiama, con una chiara espressione di provincialismo, ''Delfino Training Center'' scritto così, all'americana, perché in inglese avrebbero dovuto scrivere Centre, ma questi sono dettagli di scarso valore pratico.
Altra perla: Al via la scommessa più importante della Pescara Calcio, realizzare una cittadella dello sport in grado di rappresentare il centro sportivo, commerciale e amministrativo della società sportiva. La presentazione del progetto è stata fatta dal presidente della Pescara Calcio, Daniele Sebastiani e dall'assessore allo Sport, Carlo Masci.
La struttura sportiva e commerciale sorgerà nel comune di Silvi... etc, etc... parole al vento.
Altra perla: Presentato ufficialmente il progetto del nuovo complesso sportivo che includerà il nuovo Stadio di Pescara.
Una scenografia spettacolare, video emozionali e tanti ospiti di prestigio hanno accolto il pubblico accorso in massa al padiglione espositivo della Camera di Commercio.
Altre migliaia di euro spesi per progettazione presentazione etc...
Per finanziare le ciclopiche idee del Ferguson dei Colli si è fatto ricorso ai bond. “Vogliamo potenziare il Poggio degli Ulivi. L’acquisizione del centro è un’altra cosa. Ci sono problemi tecnici sulla struttura. Quando saranno risolti, crediamo in tre mesi, riusciremo a definire l’operazione. Abbiamo voluto coinvolgere i tifosi, renderli partecipi per la crescita della nostra società. Abbiamo già ricevuto delle adesioni, addirittura da fuori regione. Per emettere i bond bisogna raccogliere almeno 2 milioni di euro. Il target 3 milioni. Il massimo 6 milioni”.
La Delfino Pescara è lieta di annunciare la chiusura del Pescara Bond, che ha raggiunto il traguardo di oltre €2.320.000 grazie a 390 sottoscrittori.
Chiacchiere gettate al vento e fumo negli occhi dei tifosi.
Ho visto un bond: un foglietto A4 di carta per fotocopiatrici e il testo stampato dal computer. Nemmeno una parvenza di signorilità utilizzando una carta pergamena A4 che costa qualcosina in più, ma è elegante e dignitosa, considerando che quel pezzo di carta è costato cinquecento euro.
Altre bufale relative alle operazioni in Cina, in Sudamerica, all'interesse di Sebastiani, disponibile a cedere la società o accogliere nuovi soci, ad un magnate kazako e mi fermo qui per non aumentare lo spazio di scrittura.
Ma chi ha memoria buona sa bene che, con queste perle, il presidente ha preso per i fondelli tutta una città, e chi scrive lo fa, non per odio verso Sebastiani di cui, per usare un suo termine, non gliene frega niente, ma per amore della verità e questo valga per i suoi lecchini che non sanno capire la differenza tra un giornalismo libero e uno fatto a commissione. (Gianni Lussoso)