FORSE IL SUCCESSO DÀ DAVVERO ALLA TESTA
04/04/2019

Forse il successo dà davvero alla testa…o quantomeno, è questo ciò che verrebbe da pensare ogni volta che ci si imbatte in comportamenti un po’ troppo ‘fuori dalla norma’. E da qualche mese verrebbe da pensarlo anche nei confronti di Sebastiani, che pare abbia assunto degli atteggiamenti piuttosto ‘discutibili’ e a farne i danni, sono proprio loro, i suoi fan (pochi per la verità), coloro che contribuiscono in larga misura al suo successo, proprio quel successo che il buon Seba non riesce a gestire come si deve.
A fine partita, dopo una vittoria imprevedibile, almeno a vedere le azioni del primo tempo, il presidente, come tutti sanno laureato in scienze calcistiche in un istituto serale, ha detto ai microfoni gestiti che ''I cambi giusti sono arrivati quando ha messo Bruno in mezzo al campo, Brugman mezz’ala e Sottil e Del Sole affianco a Mancuso. Che bisogna giocare con il 4-3-3'' e via con le esternazioni di chi appare davvero fuori di testa.
Nella mia lunga esperienza di giornalista (50 e passa anni) ne ho visti tanti di questi presidenti che, da un giorno all'altro, si mettono in cattedra e bacchettano i loro ''dipendenti'' allenatori.
Ricordo in particolare Helenio Herrera che ebbe modo di dirmi nel corso di una intervista rilasciatami per Il Messaggero: ''''Ha ragione il presidente nel dire che è lui che dirige, che è lui che paga e può prendere qualunque decisione vuole, ma nel suo campo, non nel mio. Lo staff lavora con professionalità, i giocatori si impegnano e queste cose non fanno bene. Lo sport è fatto di emozioni, quelle belle quando si segna, e quelle brutte quando le cose non vanno. Bisogna aiutare la squadra, e il presidente che commenta pubblicamente il lavoro di un professionista non lo fa.''
Sto parlando di Moratti, un presidentissimo, non di un parvenu del calcio. Angelo Moratti era ''innamorato calcisticamente'' di Mariolino Corso e lo avrebbe voluto sempre titolare inamovibile e don Helenio diceva che doveva giocare quando lo decideva lui che lo osservava quotidianamente sul campo di lavoro.
Come dire che le interferenze ci sono sempre state ma è necessario fare dei ''distinguo'' sulle reali competenze del dirigente in oggetto.
Sappiamo tutti che sono gli atleti a gareggiare, ma la qualità della loro prestazione è forgiata in allenamento, che è una situazione centrata sull’interazione fra tecnico e atleta, del cui valore di questo rapporto sono ambedue pienamente consapevoli.
Quindi, se Seba si permette di criticare in questo modo il suo allenatore, non fa che ridurre pesantemente la stima dei giocatori nei confronti di Pillon il quale, molto signorilmente, ha detto: ''Sono io l'allenatore e lo farò sino alla fine, se mi verrà data la possibilità.''
Queste ultime sei parole sono significative.
Pillon ha capito bene che da qualche tempo il suo feeling con il Seba non è dei migliori e che molto probabilmente a fine stagione, contratto scaduto, dovrà fare le valige. Già si fanno dei nomi e i ''reggitori'' di microfono, assoldati, già stanno prendendo, da alcune partite, le distanze dal mister Pillon.
Fanno a gare nell'evidenziare presunti errori di impostazione, ritardi nei campi e non dicono mai che questa squadra da prima in classifica nel girone di andata, aveva bisogno a gennaio di due elementi esplicitamente richiesti dallo stesso mister e che non sono arrivati. Dimenticano di dire che la pattuglia degli studenti di calcio è aumentata e che stanno studiando e crescendo per le migliori fortune delle società di appartenenza e che daranno al Seba degli euro come premio di preparazione ma che non sono alternative valide per le sostituzioni in campo.
Dimenticano di dire che, solo con l'aiuto dei ''vecchietti'', Campagnaro, Scognamiglio, Del Grosso, il Pescara sta reggendo il passo e, nonostante tutto, è in quarta posizione in classifica e non per merito degli acquisti o dei prestiti utili per le plusvalenze.
Merito anche di uno strepitoso Fiorillo che sta esaltando il suo campionato e quello del Pescara, e di altalenanti Memushaj e Brugman che sono pur sempre un lusso in Serie B.
State certi che l'attrito non finisce qui e, se per malaugurata sorte il Pescara dovesse perdere ad Ascoli, sentiremo altre esternazioni del ''Ferguson dei Colli''. (Gianni Lussoso)