QUANTO HA CONDIZIONATO GENNAIO...
01/04/2019

A gennaio, mercato di riparazione, l'U.S.Lecce comunica di aver acquisito il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Panagiotis Tachtsidis, proveniente dal Nottingham Forest, con la formula del prestito con obbligo di trasformazione dell'acquisizione da temporanea in definitiva in caso di promozione in Serie A e alternativamente con diritto di opzione. Il centrocampista greco (classe ’91) in Italia ha già vestito le maglie di Genoa, Cesena, Grosseto, Verona, Roma, Catania Torino e Cagliari.
Sempre a gennaio, il Pescara comunica di aver ripreso dal Livorno Alessandro Bruno.
La società, infatti, ha depositato in Lega il contratto del centrocampista beneventano, che ha scelto di vestire la maglia numero 20.
Bruno, classe 1983, aveva lasciato l'Abruzzo al termine della sessione estiva di calciomercato del 2017, con destinazione Livorno. In precedenza ha indossato la casacca biancazzurra dal 3 febbraio 2015 fino, appunto, al 31 agosto 2017.
Queste le due note delle società che ieri hanno dato vita ad un incontro interessante a che è finito con la meritata vittoria del Lecce.
Una sola differenza, il Lecce ha preso un giovane di 28 anni con un tasso tecnico di notevole spessore e si è visto bene nel corso della partita che ci interessa, mentre il Pescara ha preso un giovane di 36 anni, bravo nel passato, bravino oggi che corre molto di meno e punta solo sulla fisicità per avere diritto al posto in squadra.
Certo non è colpa di Bruno se il Pescara oggi non ha gli stessi punti del girone di andata, né è addebitabile a Pillon il fatto di non avere alternative molto valide quando deve fare delle sostituzioni, né gli si può rimproverare di non aver fatto meglio considerando che a gennaio aveva chiesto due soli rinforzi mirati che non sono arrivati.
A costo di ripetermi, ma le verità per essere capite devono essere ripetute e ribadite anche per i sordi e i ciechi (calcisticamente parlando) di professione che invece di analizzare, capire e discutere con adeguata preparazione di calcio stanno solo a ''bestemmiare'' sempre calcisticamente parlando dicendo idiozie macroscopiche con il solo intento di giustificare l'ingiustificabile.
Vivaddio, accetto che uno difenda l'operato del presidente perché gli è amico, e l'amicizia è sacra e va rispettata, a costo di fare la figura del peracottaro. Così come accetto che un tifoso inesperto, accetti le giustificazioni di comodo anche perché gli sta bene, comunque, quello che passa il convento. Non mi sta bene che chi è chiamato professionalmente a far conoscere le verità vere, si trinceri dietro il nulla, anche se detto in bella forma, solo perché deve difendere le sue personali posizioni di comodo.
E che dire, dopo, degli idioti, con il significato che gli davano i latini (in latino, idiota significava 'incompetente, inesperto, incolto' e proveniva a sua volta dal greco idiótes) che si arrampicano sugli specchi solo per dire che il loro beniamino, (ancorché abbia incassato diversi milioni di euro e non ha avuto il buon senso di spendere quattro soldi a gennaio per rendere ancora più efficace una squadra che stava al primo posto in classifica), sta facendo gl'interessi (sic) del calcio pescarese avendoci dato due promozioni in A e diversi campionati di serie B?
Mi ricordano l'idiota, protagonista del romanzo del grande narratore Fëdor Dostoevskij, il principe Myškin, che, però, è un idiota molto particolare, segnato da una forte valenza simbolica: un candido, un buono integrale, un angelo che cerca di farsi uomo e, in quanto tale, agisce a vantaggio di altri, senza altro interesse che quello di contrapporsi, comunque, a dispetto della verità, a chi ha il coraggio di dire che il re è nudo.
L'idiota, di cui purtroppo dobbiamo accettare la presenza, dice oggi che il Pescara, comunque, è nei play off e il merito è del suo presidente, e dimentica, o fa finta di farlo, che il Pescara con pochissimo acume mercantile, non finalizzato ai propri interessi, ma a quelli societari, avrebbe potuto tranquillamente lottare per la promozione diretta.
Ma siamo partiti solo per salvarci, dice il nostro ''eroe-idiota'' ed è felice, dimenticandosi che si può anche essere partiti per salvarsi, pur se le dichiarazioni del presidente e di Pillon all'inizio del campionato dicevano altro, ma se per strada incontri la reale possibilità di andare in A, ci rinunci solo perché non lo avevi preventivato?
Ma dai, siate seri, se potete. (Gianni Lussoso)