SI CONTINUA A MENTIRE SUI PROGRAMMI INIZIALI DEL PESCARA
19/03/2019

Non riesco a capire il perché, ma ci sono persone che continuano a mentire sui programmi iniziali del Pescara dicendo che era votato a lottare per evitare la retrocessione e il fatto che ora sia in alto nella classifica, sia un miracolo da accreditare al demiurgo (artefice dell'universo biancazzurro).
Basterebbe, invece, rileggere le dichiarazioni iniziali di Pillon, e del ragioniere, per rendersi conto, invece, che le aspettative erano ben altre.
Vi ripropongo, aiutandomi con i giornali dell'epoca, le dichiarazioni di Pillon rilasciate il 25 agosto 2018: ''Niente proclami, solo il campo ci dirà dove potremo arrivare. Il Pescara sarà la mina vagante della serie B noi andremo in A o puntiamo ai play off.''
Questa consapevolezza fu, poi, ancor più avvalorata dai successi iniziali. Tant'è che alla diciottesima giornata del girone di andata il Pescara era in seconda posizione con il Brescia a quota 32.
A quel punto il mister Pillon, che aveva avuto sempre un atteggiamento consapevole e molto comprensivo nei confronti della società, disse soltanto che avrebbe avuto bisogno di due elementi per garantirsi eventuali scelte in difesa e in attacco.
Questo il pensiero del presidente: ''Abbiamo tanti giocatori bravi e quando puoi metterli in campo tutti hai una formazione importante. Marras ad esempio ha fatto una grandissima partita, ma anche Antonucci.
Il mercato? Dobbiamo cercare di non sbagliare, anche se difficilmente si può trovare qualcosa di importante. Bisogna fare cose mirate e prendere giocatori pronti, ci siamo già incontrati col mister ed abbiamo parlato. Se esce Cocco entrerà una punta. Bellini ha convinto Pillon e Repetto, l'8 gennaio diventa comunitario e se tutto andrà bene dal punto di vista della documentazione starà con noi. Chi vorrei prendere? Un altro giocatore stile Del Grosso, non come ruolo ma in termini di bravura, voglia ed esperienza''.
Nel mercato di gennaio, invece, Sebastiani ha venduto Machin, e invece di giocatori pronti, ha preso un manipolo di ''ragazzotti'' e Pillon, per poter mantenere il ritmo dei punti, ha dovuto dare fondo a tutta la sua fantasia e professionalità.
E, nonostante i mancati arrivi richiesti, la squadra è in lotta per i play off.
Da questo, a dire che nessuno può criticare e commentare la gestione del presidente, perché dalla lotta per la salvezza ci ha portati alla lotta per la promozione, significa travisare la realtà.
In un campionato piuttosto modesto, in cui le tre squadre più accreditate, Palermo, Brescia e Lecce, alternano risultati positivi e negativi, il Pescara riesce a fare la sua figura e a giocarsi tutte le sue possibilità contro il Verona, il Perugia...
Non sarebbe il caso di smetterla di giudicare le cose biancazzurre solo in funzione pro o contro Sebastiani?
Il tifoso vive per la sua squadra, e non per i successi personali del presidente e dei suoi colleghi di mercato.
Quindi, appare assurdo e fuorviante che la convocazione di tre ragazzi del Pescara (Capone - Melegoni - Antonucci) nella nazionale di categoria, venga fatta passare per una impresa del ragioniere,quando i tre ragazzi stanno parcheggiati a Pescara, e sono di proprietà dell'Atalanta e della Roma, e al Pescara toccherà solo un premio di valorizzazione.
La domanda da farsi è: Quanti sono i ragazzi di proprietà e che valore complessivo di mercato hanno?
E la risposta sarebbe illuminante sulle reali capacità di programmazione tecnica del presidente, mentre ci farebbe capire ancor più e ancor meglio le sue rilevanti capacità di far business in collaborazione con alcuni faccendieri del calcio, di cui alcuni molto chiacchierati. (Gianni Lussoso).