CONTRO IANNASCOLI TANTO RUMORE PER NULLA... O QUASI.
17/03/2019

Il commercialista Massimo Mancinelli avrebbe chiesto il pignoramento, e non il sequestro, delle quote del Delfino 1936 di proprietà della CIMMAV e quindi di Danilo Iannascoli.
Il professionista teramano doveva essere liquidato con circa 26 mila euro quale compenso per il lavoro svolto su richiesta del Tribunale delle Imprese dell'Aquila.
Avendo Iannascoli fatto ricorso con i suoi avvocati ed essendo in attesa del giudizio di secondo grado, non aveva ritenuto di pagare considerando, per l'intervento fatto in tribunale, di non dover pagare essendo la parcella sub judice ed essendoci in atto il ricorso. Pertanto si attende da più parti la decisione del giudice e la sentenza che potrebbe dare ragione a Iannascoli o torto.
Nel caso caso i giudici confermeranno il torto di Iannascoli questi ha precisato che provvederebbe al pagamento di quanto dovuto.
Perché il dottor Mancinelli avrebbe chiesto il sequestro e quindi una provvisionale?
Per garantirsi in attesa della sentenza.
Quindi tutto ricade, psicologicamente, sul ritardo con cui gli Organi competenti stanno preparando la sentenza definitiva.
Ora, se questa situazione, fosse capitata a un altro dirigente, ci sarebbe stato solo da dire: OK, è stata chiesta la provvisionale, aspettiamo e pagheremo se dovuto.
Invece, stante in atto una guerra subdola e a volte aspra, tra Sebastiani e Iannascoli, e considerando che quest'iltimo, nonostante gravi minacce rivcevute e di cui si sta interessando la Procura di Pescara, non intende assolutamente cedere le sue quote e lasciare libero Sebastiani di fare ''il padrone e sotto'', ecco che si cerca ogni motivi per mettere in cattiva luce l'ex Amministratore Delegato e stornare gl'interessi della cittadinanza sull'operazione in essere della Guardia di Finanza e della Pretura su alcune operazioni della Pescara calcio, riferenti a Sebastiani che cerca, ed è anche giustificabile, di spostare anzi, di far spostare, i riflettori dalla sua persona su quella di Iannascoli.
Comunque, per onestà di cronaca e non per fare partigianeria di sorta, è bene precisare che fino ad oggi gl'impegni finanziari di Iannascoli all'interno della Pescara calcio, ammontano a cinca quattro milioni di euro e pare assurdo che si faccia ''crocifiggere'' per 26 mila auro. Ma il fatto vero è che i reggimicrofono vengono subito sollecitati ed esauditi a fare fumo per coprire altrui manchevolezze.
Come dire tanto rumore per nulla.. o quasi perché in definitiva, un certo vantaggio per Sebastiani c'è stato giacché i suoi estimatori dicono: Ah ecco chi è chi voleva prendere la presidenza del Pescara... e pensano, da parte loro, di avere bevuto un sorso di miele e gongolano felici e contenti.
La realtà, invece, parla di ben altre cose: di una gestione fatta in chiaro - scuro, di operazioni che la Finanza sta controllando, di bilanci che il Giudice dell'Aquila deve ancora sentenziare... e quindi ci sono tutti motivi per cui il tifoso pescarese non può essere soddisfatto di chi li rappresenta, né di come abbia fatto terra bruciata attorno a sé per gestire da solo il potere e solo Iannascoli ha avuto la forza di controbattere, anche se si sente accerchiato, mentre altri, inutile stare a fare nomi in quanto le posizioni sono ben note, avevano preferito uscire dalla società non ritenendo piacevole confrontarsi con Sebastiani e regalandogli, di fatto, una presidenza costata poco e molto remunerativa nel tempo.
Certo è che il risultato più deplorevole di questa ''querelle'' è quello di avere una tifoseria spaccata e frastornata che non sa a chi dare ragione o torto. Perché è chiaro che da fuori ci si diletta a seguire lo svolgersi degli avvenimenti.
I più dicono, invece, che se ne fregano di tutt'e due i personaggi in questione e che per loro è importante solo la maglia... Sì, ma la maglia, presuppone anche degli uomini idonei a sostenerla e a onorarla. (gianni Lussoso)