RIFLETTIAMO
16/03/2019

Ci sarà una pausa nel campionato e ci sarà modo di riflettere, per tutti.
Comincio dal presidente perché, si sa, il pesce puzza dalla testa. Un amico saggio mi diceva sempre: Chi commette degli errori e sorride è perché ha già individuato su chi scaricare la colpa.
E Sebastiani non riconosce le sue colpe e i suoi errori e incolpa, con sottile cattiveria, Pillon che lo fa addormentare con il suo gioco, e i tifosi che restano a casa e che ''la prossima volta vorrebbe affittare dei pulmini e andare a prenderli a casa.''
Il fatto è che a Sebastiani, per il suo egocentrismo e per la sua arroganza, è difficile assumersi la sua quota di responsabilità, e il Pescara corre dei rischi, quando aveva chiuso il girone di andata in alto, e avrebbe potuto fare meglio, se ci fossero stati due acquisti mirati chiesti dal mister Pillon.
Con il suo comportamento Sebastiani sta minacciando il futuro del calcio pescarese a livello non solo di società, ma anche della tifoseria, spaccata e disorientata.
Diceva giustamente Albert Einstein: “Il mondo non è minacciato dalle persone cattive, ma da tutti quelli che permettono la cattiveria”.
Questo è il nocciolo del problema.
Sebastiani ha delle colpe, ma sono più colpevoli coloro che gli consentono di fare tutto quello che gli pare senza alcun rispetto per la città, per i tifosi e per l'intelligenza altrui.
Il presidente è talmente occupato nella ricerca di chi incolpare di tutto, che si dimentica di cercare le vere cause delle situazioni che oggi cominciano a penalizzare il risultato sportivo.
Insomma, scaricare le sue responsabilità sugli altri è una strategia molto comoda ma si può convertire in una pericolosa arma a doppio taglio.
Infatti, addomesticare la stampa locale, che poi è fatta di un paio di testate importanti e utilizzare dei personaggi avidi di una sua remunerazione e farli infiltrare tra i veri, a volte eroici, tifosi della Nord, per confondere le situazioni, se sembra dargli successo a prima vista, alla lunga diventa un grave errore.
Infatti, molti restano a casa (6.088 presenze allo stadio sono un clamoroso flop) per non sostenere la sua politica societaria; molti dei suoi lacchè non hanno più credibilità e vedono diminuito, per fortuna, il loro potere di coinvolgimento tra i tifosi; alcuni dei reggimicrofono, sono così derisi e criticati dai lettori, che non si capisce come i loro editori, a meno che non siano collusi, non li mandino a fare la cronache delle serate mondane...
Per fortuna c'è un periodo utile per le riflessioni.
Cominci il signor Sebastiani con il capire che, mercanteggiare sulla pelle della tifoseria, è un valore negativo. E rifletta sul fatto che il ''re è nudo'' e sono tanti quelli che hanno scoperto il fine dei suoi movimenti di centinaia di giocatori, dal 2012 a oggi, che non sono serviti a risolvere problemi tecnici sportivi, ma ad alimentare le sue entrare lecite e illecite.
Cominci a capire che la città sportiva non si vede più rappresentata da lui e si augura che, rimesso parte del tesoretto nelle casse sociali, se ne vada. E non pensi di fare il furbo andando via col ''malloppo''.
Che tipo di soddisfazione può trovare, il ragioniere, al di là dell'arricchimento, vedendosi contestato e svilito da coloro che ragionano con la testa e con il cuore?
Rifletta, e impari che la comunicazione è l'arte di rendere trasparenti e comprensibili i vari atti, e non il monologo precostruito e sostenuto da servitorelli ossequenti... le sue esternazioni pilotate fanno addormentare, non la prestazione di una squadra condizionata da assenze importanti e dalla mancanza di scelte valide, visto che il mercato lo ha fatto per la cassa e non per la squadra.
Riflettiamo e riprendiamo il discorso su basi serie.
Il campionato è ancora aperto, nonostante tutto, e basterebbe poco per realizzare dei traguardi importanti. (gianni lussoso)