PESCARA TRAVOLTO DAL CITTADELLA LA TIFOSERIA VIVE UN MOMENTO DIFFICILE
10/03/2019

Pescara travolto dal Cittadella nell'incontro valido per la ventottesima giornata della Serie B: dopo aver raggiunto il pareggio in un primo momento, i biancazzurri sono crollati perdendo il match per 4-1.
Il Pescara può recriminare per un arbitraggio troppo “casalingo” ma la sconfitta deve essere valutata nel giusto modo mettendo in evidenza come il Pescara sia stato penalizzato dal mercato di gennaio e come i “movimenti di Sebastiani abbiano contribuito a rendere difficoltoso il percorso della squadra.
Il Cittadella è riuscito a portarsi in vantaggio grazie alla rete di Manuel Iori al 20°, ma il Pescara ha pareggiato i conti con Gennaro Scognamiglio al 25°. Dopo il pareggio subito il Cittadella ha preso il largo spinto dalla doppietta di Moncini (32°, 45°) e al gol di Federico Proia al 83° che ha chiuso i giochi.
A conferma del punteggio finale, il Cittadella ha avuto un maggior possesso palla (55%), e ha effettuato più tiri (23-10).
I padroni di casa hanno completato con successo più passaggi dell'avversario (314-220): si sono distinti Iori (53), Amedeo Benedetti (47) e Simone Branca (39). Per gli ospiti, Memushaj è stato il giocatore più preciso con 34 passaggi riusciti.
Il centrocampista Memushaj è stato invece il più efficace nelle fila del Pescara con 12 contrasti vinti (18 effettuati in totale).
Pillon:” Non abbiamo fatto bene sotto tutti i punti di vista. Aldilà dell’episodio arbitrale non abbiamo fatto bene. Sottil ha provato a fare la sua partita, bisognerà lasciargli il tempo di entrare nei ritmi della squadra. Forse abbiamo dei limiti ma bisogna resettarli e vincere la prossima partita. A livello di personalità non mi è piaciuta la squadra. Eravamo molli, e questo non è per me una cosa positiva che non ci appartiene.”
Il fatto è che il Pescara è stato indebolito a gennaio. Ha dei limiti, non forse, come dice Pillon. La panchina è inadeguata. E quando ci sono cambi da fare Pillon si trova davvero in difficoltà. I ragazzi presi da Sebastiani sono ancora acerbi e gli anziani non possono reggere il peso di troppe partite. Bisogna, quindi, rendersi conto che Pillon sta facendo un ottimo lavoro e se giocheremo i play off sarà molto difficile, a meno di un clamoroso risveglio fisico e tecnico, superarli.
La storia che la società è in vendita, qualcuno parla di15 ml e non si capisce su quale base sia stata segnalata questa cifra, enormemente sopra il valore reale di una rosa priva di pezzi di valore di proprietà ed un bilancio sub judice. Altro fumo per i gonzi. Per Sebastiani il Pescara è la sua attività principale e il suo mezzo di arricchimento e non lo mollerà fino a quando ci sarà qualcosa da spremere. Alla fine del mercato di gennaio il Pescara era lanciatissimo verso la vetta ed è la scelta di non prendere un paio di giocatori per rinforzare la squadra e provare a salire direttamente in A.
Il grande peccato è che Sebastiani ha un errato modo di rapportarsi con la realtà societaria e con la città e con la tifoseria che vive un momento difficile e traumatico scagliandosi l'uno contro l'altro e depauperando quello che era un capitale morale della Pescara calcio.
Fossi suo amico, e lui avesse l'intelligenza di ascoltare, gli consiglierei di mantenere il ruolo di manovratore del mercato e di tecnico delle operazioni finanziarie di cui è esperto e di lasciare la presidenza, e quindi il rapporto con squadra tifosi e città ad un socio che abbia delle caratteristiche molto diverse da lui. Ma la sua arroganza è tale che non gli consente di analizzare i danni che sta facendo sul piano della ''comunicazione '' e delle ''pubbliche relazioni''.
Il fatto è che in società ci sono dei soci solo apparenti e che reggono il suo gioco costretti a farlo perché, di fatto, il padrone è lui e il suo mondo ruota attorno a dei maneggioni che lo hanno ''ingaggiato'' e si crede potente perché sostenuto da una stampa colpevolmente amica e incapace di capire il tradimento fatto nei rapporti della deontologia professionale che detta come il giornalista sia il ricercatore della verità e che essa deve essere offerta al vero padrone che è il pubblico, lettore o spettatore che sia. (Gianni Lussoso)