LA PAROLA FA VALUTARE L'UOMO
04/03/2019

E' proprio vero quello che dice Siracide, quando afferma come sia importante, nella valutazione della qualità di un uomo, la sua parola. Essa manifesta realmente chi ciascuno veramente sia, ed è per questo che, per giudicare un uomo, dobbiamo ascoltare le parole che escono dalla sua bocca. Quelle parole ci danno la sua dimensione umana, spirituale e culturale.
Sebastiani, dopo la sconfitta di Benevento ha criticato il mister Pillon dimenticando che sta facendo miracoli con una rosa incompleta e senza quei due elementi che aveva chiesto durante il mercato di gennaio.
Pillon non ha parlato ma la sua voce è arrivata forte e chiaro quando ha fatto solo una precisazione, preferisco non parlare e rispondere con i fatti sul campo.
Due diverse concezioni di gestire il proprio im,pegno, l'uno con l'arroganza di chi sa di avere il potere, l'altro con la consapevolezza di essere un onesto interprete del gioco del calcio e che sta facendo quanto di meglio è possibile con questa squadra, che non è male, anzi, ma è solo incompleta.
Pillon con accortezza è riuscito a non far soffrire molto il gioco della squadra pur con delle assenze importanti in difesa o ha sopperito spostando Balzano, pur sapendo che a sinistra rende la metà; ha cercato di rimediare con Gravillon terzino, anche se è un centrale classico; si è inventato Bruno davanti alla difesa e il ragazzo è riuscito a non far sentire la mancanza di Brugman, anzi in alcune partite mi piacerebbe vedere Bruno davanti la difesa e l'Uruguagio dietro le punte. Si è inventato per minimizzare le difficoltà tattiche Marras dietro le punte quando il ragazzo sulla fascia spinge che è una bellezza.
Aveva chiesto dei rinforzi e gli sono arrivati dei ragazzi che, mi auguro per loro, diventino dei campioni ma che, per ora, non servono così tanto al Pescara.
IL g rosso handicap di Sebastiani è che, essendo in grado di manipolare conti e sottoconti con bravura non avendo paletti che moralmente lo condizionino a non esagerare, ha acquisito un potere psicologico che lo ha portato a credersi capace di fare tutto, anche l'operatore di mercato calcistico, a definire se un allenatore sta lavorando bene o meno, al di là di quello che tutti possono capire guardando i risultati e le classifiche, ma ci sono, oggettivamente anche altre valutazioni da fare ma lui non le fa perché ha il potere.
Il potere risulta per tutte le persone esaltante in quanto conferisce all’individuo la sensazione di poter controllare e influenzare la vita degli altri, per esempio manda via Repetto poi lo riprende, ma lascia a sé il compito di fare mercato.
Poi Repetto scopre e porta a Pescara Pillon, un onesto lavoratore della panchina con grossi successi a Treviso e nulla più o quasi. Una persona mite, seria, lavoratrice, che conquista la piazza pescarese che non è delle più facili ma con il suo modo di fare conquista le simpatie dei tifosi.
E quando Sebastiani lo critica senza seri motivi di colpevolezza di Pillon, la piazza reagisce anche sui social e fa sentire che il mister è rispettato e non deve essere toccato.
Quando si evidenzia che in certe partite ci sono state poche migliaia di tifosi, lui, Sebastiani, ha detto che sono i fedeli che lo seguono e rappresentano lo zoccolo duro della tifoseria. Il potere annebbia il cervello. Quello zoccolo duro segue il Pescara, non Sebastiani, e di riflesso, se vogliamo, segue Pillon.
E allora c'è la reazione, non essendo fesso ha capito che i tifosi tra lui e Pillon, in questo momento, preferiscono il secondo e quando il potere e la notorietà si affievoliscono o teme che possa cessare, come un tossicodipendente che perde la sua droga, il potente detronizzato, cerca di rinverdire la sua posizione di potere affermando, dopo la vittoria sullo Spezia, oggi mi sono divertito.
Direi che si sono divertiti di più i tifosi, e fors'anche Pillon che ha risposto alle malevoli parole di Sebastiani, con i fatti. Ma il potere dà alla testa e, questa, non controlla più le parole che escono... (Gianni Lussoso)