MARINELLI, ATTENTO ALLE SCIVOLATE... E NON SI SMENTISCA.
11/02/2019

Caro presidente onorario, chissà perchè lo scaltro Sebastiani si è dovuto inventare questo ruolo, mai esistito nella Pescara calcio dal 1936, se volete, ma dal 1920 quando si parlava e si faceva calcio a Pescara, forse per ringraziarla dei suggerimenti, a volte poco sportivi ma molto efficaci sul piano strettamente economico e finanziario? O per avergli trasmesso le sue esperienze con i Matarrese e con i Moggi, dopo anni in cui è riuscito a fare i suoi affari nel calcio?
Partendo dal lontano 1966, alla corte di Galeota, fino ad arrivare alla presidenza negli anni Ottanta, lei si è sempre assicurato visibilità e successo sempre rispettando la regola di apparire molto e impegnarsi poco dal punto di vista economico. Infatti, lei era così furbo da farlo fare agli altri e, con il suo ''saper fare'', è arrivato alla corte della Nazionale, anche se solo Under, e ora nella vecchiaia si smentisce, e invece di dimostrare un minimo di saggezza, lei è scivolato, scrivo io, su una buccia di banana, altri avrebbero detto che l'ha fatta fuori dal vaso e, data l'età, sarebbe anche credibile.
Come le è venuto in mente di criticare tifosi e stampa dopo che lei dal 1966 proprio in forza della stampa si è creato una credibilità sportiva che poco le è costato proprio per la simpatia che la stampa pescarese le ha sempre dimostrato.
E' vero che lei era abile nel dare dei contentini, rinomate le sue cravatte regalate o gli sconti presso il suo (con altri) negozio di abbigliamento maschile a piazza Salotto, i suoi atteggiamenti rigorosamente da ''piacione'' con i giocatori e con le autorità locali che ha sempre favorito con tessere e ''sorrisi'' vari.
Tutto regolare in un mondo puttanesco come quel del calcio, e tutto bene fin quando lei si è fatto gli affari suoi, e molto consistenti, attraverso il calcio e sfruttando sempre la stampa che le è stata simpaticamente vicina, ma rivoltarsi in questo modo, alla sua età e con una esperienza che le avrebbe dovuto insegnare che il bel tacer non fu mai scritto, lei sbrocca e fa la figura dell'ingrato che morde la mano di chi l'ha favorita.
Pensi un po' a com’era nel 1966 e rifletta sui grandi aiuti che le sono arrivati dalla stampa. Se non ci fossero stati i giornalisti dell'epoca a sostenerla e a esaltare la sua simpatia e la sua capacità di dirigente (con i mezzi altrui) quando mai sarebbe diventato il personaggio che è?
Certo, arrivato ''on the top'', crede di poter vedere le persone dall'alto e considerarle degne dei suoi offensivi giudizi, ma così fa solo la figura dell'ingrato e smentisce tutto quanto ha creato con gli ammiccamenti, i furbi sorrisi, gli scaltri interventi, in questi lunghi anni che vanno dal 1966 a oggi.
Continui a fare il brillante piacione, se ci riesce, nonostante i segni evidenti degli anni passati, e dimentichi di fare il censore di una categoria che l'ha ''costruita'' sopravvalutando i suoi meriti. (Gianni Lussoso)