04/02/2019

Lettera aperta a Daniele Sebastiani


Le scrivo perché, in questi anni di frequentazione a distanza, ho notato in lei alcune caratteristiche intriganti, che pochi hanno e che le hanno consentito di arrivare al vertice della società Delfino 1936 e, altresì, ho notato delle manchevolezze che sarebbero assolutamente da cancellare per poter dire a se stessi la verità e capire perché, dopo aver mantenuto la squadra in A (in modo deplorevole) ma anche in interessanti stagioni di B, il pubblico lo ha ripagato con una bordata di fischi e di frasi ingiuriose che avrebbero affondato anche una portaerei.
In questi anni, dal 2012 a oggi, lei era convinto di aver costruito un rapporto costruttivo con la città e con la tifoseria e, invece, si è ritrovato nudo dinanzi alle telecamere e la sua reazione è stata: ''Se qualcuno è più bravo di me, si faccia avanti ed io mi metto da parte.''
Parola più, parola meno, il succo del suo atteggiamento irato e strafottente.
In questi anni lei ha annullato quanto di buono c'era nel gruppo originale e si è tenuto accanto alcuni elementi che hanno la caratteristica di essere, o lontani, anche fisicamente, o abituati a darle ragione.
Spesso l'ho definita ''ragioniere'', i meno accorti hanno pensato a una frase offensiva che era lontana dal mio intendimento, dando al termine il suo giusto significato di ''abile nel fare conti''.
E lei, questa abilità, lo ha confermato a più riprese, ha capito che il calcio poteva essere una miniera d'oro e ha lasciato perdere, di riffa o di raffa, le sue aziende primitive, e si à lanciato come un bulldozer nel mondo dello sfruttamento del calcio che punta sulle plusvalenze fittizie (che nulla hanno a che vedere con quelle reali), sulle scuole calcio, sfruttando il sogno di centinaia di padri che credono di aver dato vita ad un nuovo Verratti, sulla ''tarantella'' dei continui passaggi di giocatori da una società collegata all'altra, con il risultato di guadagnare extra cospicui sui vari contratti e sul fatto che molti, che sanno di essere ormai buoni per il carrello dei bolliti, accettano di firmare per ics e prendere ipsilon... Senza tralasciare poi l'attività di utero calcistico facendo crescere giocatori per squadra più blasonate e meglio attrezzate finanziariamente.
Lei, che ha scoperto la gallina dalle uova d'oro, non venderebbe nemmeno sotto tortura. Però, dice, trovatemi uno migliore di me...
Perché lei è convinto di essere il migliore e di non avere rivali in tal senso.
Ma lei ha dimostrato in questi anni di essere furbo, di non avere peli sullo stomaco, capace di liberarsi con una spinta di chi lo ha servito fino a pochi minuti prima, ma ha perso la visione dell'insieme perché le manca quella che è l'Intelligenza Emotiva che consente di acquisire competenze applicabili sia sul piano personale, sia su quello sociale, migliorando tanto il suo autocontrollo quanto la comprensione dei bisogni altrui, aiutandola ad entrare in sintonia con le altre persone.
Lei non ha capito che uno degli elementi attraverso cui possiamo esprimere e sviluppare l’Intelligenza Emotiva sia la comunicazione: comunicare nel modo giusto significa, prima di tutto, sapersi ascoltare, capire quali siano le nostre esigenze e aspirazioni senza lasciare che queste prendano il sopravvento su di noi.
Stimolare questi aspetti della comunicazione le permetterebbe di applicare tali abilità anche ai suoi rapporti interpersonali.
Cosi facendo, capirebbe anche il perché è solo e perchè migliaia di persone la fanno oggetto del loro risentimento.
In questi anni si potrebbe scrivere un libro sulle tante bugie da lei dette con grande disinvoltura. Bugie che le hanno alienato l'amore di gran parte della tifoseria.
Fosse davvero intelligente e sportivo, avrebbe capito che non può fare il presidente solo per arricchirsi (anche se è lecito e doveroso), ma che una buona parte delle entrate le dovrebbe reinvestire nel rafforzamento della società.
Pillon le ha chiesto due soli giocatori. Lei ha messo in moto, con i suoi ''colleghi'' una girandola di operazioni e non ha preso ciò che il suo allenatore le aveva chiesto e questo i tifosi lo sanno.
Sempre con il gioco di prestidigitazione è passato da un passivo importante a un attivo altrettanto importante nel giro di qualche mese... Abilità tecniche, senza dubbio e allora, ci spiega perché le società di calcio perdono nella gestione centinaia di migliaia di euro e quando ogni anno i presidenti come lei debbono (meglio dire dovrebbero) mettere mano al portafogli per ricostituire il capitale sociale divorato dalle perdite, alla richiesta di qualche operatore economico di acquistare, invece di pagare per liberarsi del peso delle perdite future, sparano (come fatto da lei) cifre iperboliche?
Vuol dire che il mercato delle uova d'oro funziona.
Chiudo questa mia lettera aperta chiedendole di non continuare a sfruttare il Delfino ma di aiutarlo; di smetterla con i suoi atteggiamenti altezzosi e arroganti e di trovare la giusta ''comunicazione'' con la tifoseria e continui a fare mercato, ma pensi anche a far crescere il patrimonio della società, riduca la sua furbizia e aumenti quella sua capacita di far di conto, per il bene suo e la felicità dei tifosi e vedrà che ne trarrà vantaggi personali di non poco conto. (Gianni Lussoso)