NON VEDO, NON SENTO, NON PARLO... NON PROTESTO.
01/02/2019

Non vedo, non sento, non parlo... non protesto. Riporto questa frase di Étienne de La Boétie che è illuminante: “Non basta che obbediscano, devono compiacerlo, devono darsi da fare, tormentarsi, ammazzarsi per occuparsi dei suoi affari; e inoltre devono godere del suo piacere, abbandonare i propri gusti per quelli del tiranno, forzare il proprio temperamento, spogliarsi della propria natura, stare sempre attenti alle parole, alla voce, ai segni e agli occhi: non devono avere occhio, piede, mano che non stia sempre in agguato per spiare i suoi desideri e scoprire i suoi pensieri.”
Questa è una frase forte, senza dubbio, ed è riferita, da Étienne de La Boétie al padrone. Possiamo ben utilizzarla per capire come vivono intorno al presidente padre padrone coloro che amano compiacerlo. Nel calcio di padroni ce sono stati e ce ne sono a bizzeffe, basta riconoscerli. Alcuni nomi? Berlusconi, ora al Monza, Suning, Levy del Tottenham, De Laurentiis, Zamparini, e nel passato Anconetani, Giulivi, tra quelli importanti. Tra i meno importanti, Sebastiani, ma non meno pernicioso.
Dal 2012 con abilità, è da riconoscere, ha letteralmente scippato a Peppe De Cecco la Pescara Calcio (c'è da dire che è stato facilitato dal carattere di Peppe De Cecco che ha ben altre dimensioni umane e finanziarie e che diceva chiaramente che non aveva nulla da spartire con quel signore, nemmeno una tazza di caffè...) di cui è diventato padrone ed esprime questo suo potere con arroganza, tipica dei parvenu che non hanno freni inibitori dettati dalla cultura o dalla signorilità dell'ambiente in cui crescono, e l'ultima esperienza del mercato ha riconfermato tutto ciò che di negativo si è detto e scritto... da chi? Certamente non da quelli che non vedono, non sentono, non palano, ma leccano e sono pronti ad ammazzarsi per compiacerlo... Questi hanno fatto sì che riuscisse nell'opera di addormentare le coscienze e di anestetizzare tutto un ambiente che non è capace più di protestare.
Pillon aveva chiesto solo un attaccante.
Nel mercato si è fatto di tutto fuorché prendergli l'attaccante di cui il Pescara aveva e ha bisogno.
Si sono fatte operazioni solo per arricchire il carrello dei bolliti, per incrementare la cucciolata dei futuri portatori di plusvalenze, si è gabellato per rafforzamento della rosa qualche arrivo pompato dai reggitori di microfoni addestrati e tenuti al guinzaglio e sponsorizzato da Faggiano, nastro nascente degli operatori di mercato e direttore del Parma, e così il buon Pillon è rimasto inascoltato.
Il Pescara è, comunque, terzo in classifica, la rosa non è stata rafforzata ma ha perso solo Machin che non è stato sostituito a meno che non si dia credito a Bruno di poterne fare le veci.
Ma tanto è inutile parlare e scrivere a una massa atrofizzata che, mentre legge e ascolta, invece di capire e di ribellarsi, si chiede, ma perché ce l'ha con il nostro beneamato che, seppure si fa i cazzi propri, anche abbondantemente, però ci tiene in Serie B?
Il fatto è che io ho bisogno di sognare, non mi resta altro, e spero che la mia voce possa svegliare chi non accetta di essere pecora nel gregge e credo che ci sarà sempre una maggioranza, che se oggi è silenziosa, domani potrebbe svegliarsi per le mie parole. E' un sogno è vero, ma è pur anche vero che i sogni aiutano ad accettare meglio queste realtà calcistiche offerteci dal padrone dei colli. (Gianni Lussoso)