NON AVETE ANCORA CAPITO?
26/01/2019

Non voglio essere il solito ''criticone'', ma, dopo aver speso cinquant'anni, nell'attività giornalistica, credo di avere il dovere di mettere in evidenza un aspetto della comunicazione odierna, che sta diventato risibile.
La mattina, per abitudine mi fermo al bar: cornetto e cappuccino e letture dei giornali locali che sono in bella mostra a disposizione dei clienti.
E ogni mattina, sfoglio le pagine e devo ogni volta riconoscere l'inadempienza della stampa, la pigrizia dei cronisti, la incapacità di evolversi tecnicamente di chi crede di fare comunicazione dando le sole notizie senza un commento e senza delle analisi che arricchiscano la notizia stessa a beneficio di un utente che è cresciuto, scaltrito e, sicuramente, più esigente.
Mi spiego: tutti, chi più chi meno, abbiamo a che fare con i social. Nel nostro variegato mondo sportivo, a Pescara, abbiano dei giornali on line che fanno un lavoro più che decente e alcuni anche ottimo. Non faccio nomi per non creare motivi di imbarazzo anche per me che potrei dare l'idea di arruffianarmi qualcuno che a volte si spinge a dipingermi come un rompicazzo della informazioone sportiva, anche se costretto a riconoscerre il mio sforzo di fare indagini, inchieste e di anticipare i loro interventi sul social.
Solo fino a pochi anni fa il termine Social Media era confinato ai libri di testo e i corsi di sociologia, oggi giorno questa parola è qualcosa che pervade gran parte della nostra vita. Bisogna capire è che il social network è stato creato come una rete sociale per connettere delle persone affini a legami sociali. Con il tempo è diventato anche un canale fatto per comunicare a un pubblico di massa, proprio come lo sono stati i media ''tradizionali'' quali la televisione, radio e giornali. Ma la differenza più marcata tra il vecchio e il nuovo è questa: la comunicazione è interattiva, più similare a una vera e propria conversazione tra due o più persone. Nel giro di un decennio si è verificato un vero e proprio big bang: l’avvento di Internet, accompagnato da un’accelerazione tecnologica senza precedenti, ha scatenato un flusso informativo in tempo reale e 24 ore su 24.
Le nuove tecnologie consentono al mondo dell’informazione di raccontare real time e su differenti piattaforme mediatiche quel che succede in ogni angolo del pianeta. Le Tv sono ormai in grado di raccontare in diretta ogni evento, con ore e ore di trasmissione sui canali all news; i siti web danno un’informazione tempestiva e multimediale.
Il giornalismo “tradizionale” deve fare ora i conti con i luoghi e il modo di espressione della Rete: siti, blog, social network, portali, citizen journalism. Una lotta impari: la velocità predicata e praticata da Intenet non consente sempre, ad esempio, di operare quel controllo su fonti e notizie che da sempre caratterizza la professione giornalistica.
L’informazione giornalistica può avere un ruolo determinante a patto che sappia evolversi e passare dalla concezione ottocentesca di notizia a quella contemporanea di verità. Un’informazione che non sia il comunicato del padrone o la soffiata, interessata, del presidente di turno.
Non avete ancora capito che siete fuori tempo?
Con i vostri articoli arrivate sempre talmente in ritardo, rispetto ai giornali on line, da apparire scioccamente fuori luogo e non interessanti.
Allora, o fate come i ''colleghi'', e lo dico senza ironia perché alcune voci dei social sono davvgero intriganti e interessanti, e scavate nei fatti e date qualcosa di più, oppure aprite le vostre menti e, se avete del cervello, fate delle analisi, dei commenti, delle riflessioni tecniche, che i ''colleghi di cui sopra'' non sanno o non psoono fare per non avere una dimestichezza con la professione.
Ma cercate di capire che è assurdo leggere su un quotidiano a grande tiratura che il Pescara è interessato a Pinco Pallino quando lo stesso social due giorni prima ha detto che Pinco Pallino era stato preso da un'altra società. E badate bene, non una volta, ma tante volte è capitato, così come si danno in paso ai lettori nomi importanti che se, nei giorni precedenti, sono stati già dati per acquistati da altre società. e allora?
Allora, o cambiate modo di lavorare o cambiate lavoro.
A meno che il vostro non sia, per scelta, quello di fare da reggimicrofono al padrone di turno. (Gianni Lussoso)