IL 23 PROSSIMO SECONDO ROUND TRA IANNASCOLI E SEBASTIANI
21/01/2019

Come si concluderà lo scontro tra Daniele Sebastiani e Iannascoli Iannascoli e quali conseguenze avrà, lo sapremo il prossimo 23 gennaio quando si riunirà la Corte d'Appello alle ore 9,30.
Ricapitoliamo, in breve, il nocciolo della ''querelle'':
Il dottor Massimo Mancinelli, il commercialista nominato dal tribunale delle imprese dell’Aquila chiamato a far luce sui bilanci del Delfino, depositò la sua relazione e il documento andava a sostegno di quasi tutte le eccezioni sollevate dai legali dell’ex amministratore delegato del Pescara, Danilo Iannascoli, Marco Sanvitale e Giovanni Di Bartolomeo, che avevano evidenziato alcune operazioni relative all’esercizio 2015 e 2016.
Bilancio 30 giugno 2015.
Le accuse di Iannascoli riguardavano “operazioni per contanti prive di giustificazione per circa 55.498 euro” dei biglietti delle partite. e il dottor Mancinelli ebbe a scrivere: «tali operazioni sono prive di documentazione di supporto idonea a confermare l’effettiva riconducibilità delle insussistenze di cassa all’emissione dei biglietti omaggio». E il dottor Mancinelli ebbe a sottolineare che «il fenomeno appare di proporzioni più ampie... e viene quantificato in 151.281,12 euro per l’esercizio 2015 e 293.866,50 euro per quello del 2016.
Il dottor Mancinelli fece anche riferimento alla iscrizione di crediti per imposte anticipate: 3.358.334 euro che per il Pescara potrebbe essere recuperato da utili “derivanti dalla vendita di calciatori di prima squadra e, soprattutto, del settore giovanile”. Ma secondo il commercialista di fiducia del Tribunale, la permanenza di quella cifra “non appare coerente né con il criterio della ragionevole certezza né con quello della prudenza».
La conclusione del commercialista era che se tre punti su cinque analizzati fossero stati trattati correttamente, il bilancio si sarebbe chiuso con un incremento delle perdite pari a 5.300.653,88 e i conti sarebbero stati in rosso non di 4.691.811, ma di 9.841.183, 76 di euro.
Bilancio 30 giugno 2016.
Le contestazioni erano piuttosto ''intriganti'' e riguardavano la vendita di Caprari all’Inter per 4.146.386,66 euro, il sospetto di illegittima iscrizione di crediti (2.930.910 euro per imposte anticipate) considerati recuperabili entro l’esercizio che per Mancinelli è illegittima e poi fu sottolineata l’insufficienza del fondo svalutazione crediti, l’illegittima considerazione nell’attivo di crediti inesigibili e l’omessa o errata rilevazione del debito verso il fornitore Oran Srl (368.953,05 euro). Nel bilancio 2016, scrive Mancinelli, «se 5 punti su 7 fossero stati trattati correttamente, la perdita sarebbe passata da circa 720mila euro a poco più di 5 milioni. In pratica, una differenza di altri 4.318.156,96 euro.
In primo grado la relazione del dottor Mancinelli è stata ''sbugiardata'' dal punto di vista tecnico e
gli avvocati difensori, sono stati capaci di dimostrare l'inesistenza delle accuse mosse dalla Cimmav Spa nella persona dell'ex amministratore delegato del Pescara Danilo Iannascoli, rimasto socio di minoranza con circa il 27% delle quote societarie.
Naturalmente la decisione del Tribunale in prima istanza, considerando la corposità degli addebiti mossi alla gestione dei bilanci da parte di Sebastiani, aveva sollevato più di una perplessità.
Ora, il 23 gennaio 2019 ore 9,30 ci sarà un altro grado di giudizio che porrà fine a titolo definitivo alla vicenda.
Gli sportivi attendono il risultato senza parteggiare per l'uno o l'altro dei contendenti ma sperano che tutto si risolva nel modo migliore sia per i due dirigenti ma soprattutto per il Delfino 1936.
A poche settimane dall'appuntamento in Corte d'Appello, il ragionier Sebastiani annuncia il segno positivo al bilancio del Pescara calcio al 30 giugno scorso. Un attivo piuttosto consistente, poco più di 4,6 milioni, se si considera che l’anno precedente il passivo era stato di oltre 7,2 milioni di euro. Miracolo dei numeri che sanno sanarsi autonomamente come le cellule che ridanno vita ad un tessuto morto? Gestione miracolistica o la capacità di giostrare tra i vari tipi di plusvalenze?
Crediamo che sarà proprio interessante leggere cosa deciderà la Corte di Appello dell'Aquila. (gianni lussoso)