MARIO PERROTTI E LA SUA ''MAGIA FOTOGRAFICA''.
20/01/2019

Oggi, un pomeriggio di tranquillità domestica, ho voluto sfogliare di nuovo il libro fotografico di Mario Perrotti sull'Aquila colpita e ferita dal terremoto ma che ha trovato la forza per volare ancora. Guardando quelle foto di Mario Perrotti, la mente è volata agli anni Sessanta quando ho cominciato proprio nel capoluogo abruzzese a svolgere professionalmente l'attività di giornalista che mi aveva avvinto fin dagli anni dell'Acerbo quando cominciai a scrivere e a pubblicare sul giornale dell'Istituto, ''La palestra''.
Dai ricordi alle riflessioni il passo è stato breve. Le immagini di Mario Perrotti mi hanno fatto capire che la fotografia non è solo l’arte di creare delle belle immagini, ma è, soprattutto, la capacità di cogliere attimi significativi nella vita del mondo, di mostrare l’essenza di un soggetto.
Le immagini fotografiche, è indubbio, esprimono con immediatezza stati d’animo che le parole non possono fare e ce le ''congelano''in una fissità che fa cogliere gli arcani significati delle espressioni e dei paesaggi.
Il bello della fotografia è, a parer mio, il fatto che guardando una foto si può dare spazio alla propria fantasia: carpire i possibili pensieri e le sensazioni delle persone ritratte così come è possibile dare una propria lettura e interpretazione dei paesaggi ripresi e senti, quasi sulla pelle, le palpitazioni che una terra lacerata dalla violenza del terremoto ha offerto all'abilità del fotografo.
Una foto è un fatto già accaduto, basta scattarla che siamo immersi nel delicato passato; è un attimo immortale.
La fotografia ci rende unici, l’immagine è bloccata alla nostra memoria e non passa velocemente dentro di noi, dentro le nostre menti; ci fa pensare e ripensare.
Fare una foto è descrivere con attenzione ciò che ci accade attorno; é descrive intensamente, e dettagliatamente, il vissuto in quell’istante.
La foto non ha bisogno di parole o di un discorso, ma sono tanti discorsi messi insieme.
Con una foto si può dare spazio alla nostra fantasia di immedesimazione e interpretazione, si risvegliano emozioni ricordi e passioni, anche di qualche tempo lontano, per fare un esempio “guarda come eravamo”.
La foto, insomma, è una forma artistica, passando da qualche paesaggio alle stagioni, ai ritratti di persone di mondi e culture diverse.
Ci sono vari momenti della vita che vorremmo rimanessero nel nostro cuore, momenti emozionanti che vorremmo ricordare per sempre. In questo ci può aiutare la fotografia che immortala istanti ed emozioni.
Con le sue foto Mario Perrotti ha costruito un album dei ricordi da lasciare ai familiari, ai nipoti, agli amici del Club, ai suoi tanti conoscenti dell'Aquila, validissimi per lui, ora che vive a Roma.
Anche lo sfondo sfuocato di una fotografia provoca emozioni, amplifica il soggetto, il gesto, l’espressione, e concede a chi la guarda la possibilità di sognare e immaginare.
Ho capito, guardando le foto di Mario Perrotti, che esse possono significare la vittoria sull'oblio.
L’attimo catturato non si replicherà, non sarà mai uguale e non torneranno quelle condizioni che regalano l’emozione di un attimo ma posso replicare nella mente quelle sensazioni che ti hanno colpito.
Oggi, quando tutti credono di poter fotografare con i telefonini di ultima generazione e scattano come mitragliette impazzite, dico che la foto è un'arte di pochi e non tutti la possono capire.
Molte volte quando guardiamo delle foto di momenti storici particolari, pensiamo anche a come si potrebbe essere svolto l’evento, e cominciamo a raccontarci una storia, la pensiamo, immaginandoci lo svolgimento dei fatti; tutto ciò molte volte capita anche guardando una sola fotografia, perché l’immagine racconta una storia.
Le potenzialità espressive della fotografia sono davvero sorprendenti, e Mario Perrotti è riuscito a immortale in un centesimo di secondo, ciò che è successo nel 2009 all'Aquila e quale volontà di rinascita hanno saputo esprimere gli aquilani.
Con Mario Perrotti ho capito che il bravo fotografo riesce anche ad avere la sensibilità giusta nello scattare nel momento più idoneo, dando il significato maggiore alla foto, allora non serviranno le parole, un testo scritto che spiega gli avvenimenti; infatti, basta solo guardare con gli occhi del cuore le sue foto e amare ancor più l'Aquila e gli aquilani. (Gianni Lussoso)