MATCH RI RIVINCITA TRA IANNASCOLI E SEBASTIANI IL 21 O IL 28 PROSSIMO
11/01/2019

Come in un normale match sportivo si dovrà combattere il match di rivincita tra Sebastiani e Iannascoli. Il 21 o al massimo il 28 di gennaio 2019 ci sarà il ricorso alla Corte d'Appello dove si tenterà di dimostrare che i buchi di bilancio non furono sanati alla chiusura dell'esercizio di bilancio annuale, ma soltanto al termine del 30 giugno 2017 con l'approvazione di quello successivo.
Come ricorderete il tribunale delle imprese dell’Aquila rigettò il ricorso del socio minoritario Cimmav SpA ( 27,06% delle quote) che chiedeva la rimozione degli attuali amministratori della società con conseguente nomina di un amministratore giudiziario.
Secondo Cimmav, tra le motivazioni della suddetta richiesta, erano presenti gravi irregolarità nella redazione dei bilanci chiusi al 30 giugno 2015 e 30 giugno 2016.
Il tribunale delle imprese, in composizione collegiale, ritenne l’inidoneità delle irregolarità denunciate da Cimmav S.p.A. Gran parte di esse, valutò il collegio, risultavano infatti sanate tramite l’approvazione del bilancio chiuso al 30.6.2017.
Come dire che il reato è stato fatto, ma sanato quando scoperto e denunciato, in data successiva.
Un procedimento giudiziario lungo e estenuante che è partito da una relazione del dottor Massimo Mancinelli, il commercialista nominato dal tribunale delle imprese dell’Aquila chiamato a far luce sui bilanci del Delfino. Il documento del dottor Mancinelli andava a sostegno di quasi tutte le eccezioni sollevate dai legali dell’ex amministratore delegato del Pescara, Marco Sanvitale e Giovanni Di Bartolomeo, che avevano puntato i fari su alcune operazioni relative all’esercizio 2015 e 2016.
Senza ritornare sui vari punti dell'accusa, vale la pena ripetere che la conclusione del commercialista fu che ''... se tre punti su cinque analizzati fossero stati trattati correttamente, il bilancio si sarebbe chiuso con un incremento delle perdite pari a 5.300.653,88 e i conti sarebbero stati in rosso non di 4.691.811, ma di 9.841.183, 76 di euro.''
In relazione, poi, al bilancio 30 giugno 2016 furono sette le contestazioni di Iannascoli e il dottor Mancinelli appoggiò le istanze di Iannascoli sottolineando l’insufficienza del fondo svalutazione crediti, l’illegittima considerazione nell’attivo di crediti inesigibili, e l’omessa o errata rilevazione del debito verso il fornitore Oran Srl.
Nel bilancio 2016, scrisse il dottor Mancinelli, «... se 5 punti su 7 fossero stati trattati correttamente, la perdita sarebbe passata da circa 720 mila euro a poco più di 5 milioni. In pratica, una differenza di altri 4.318.156,96 euro.
La sentenza divise l'opinione pubblica che leggendo le motivazione del giudice ebbe la sensazione che non fossero state analizzate le varie questione su una base di equità giuridica e più di qualcuno ebbe a dire che la legge è uguale per tutti e per qualcuno più uguale.
Ora si attende il giudizio d'appello e la curiosità è molto alta anche in considerazione di quanto il presidente Sebastiani sta facendo con una disinvoltura a volte sorprendente. (Gianni Lussoso)