PALLE (NON BALLE) COLORATE PER L'ALBERO
20/12/2018

Anche un vecchio cronista, come anni di lavoro, avanti negli anni, come anagrafe, trova un momento di relax per divertirvi con delle battute che non sono, però, proprio delle facezie.
La prima riguarda Bepi Pillon che si è detto preoccupato dopo che il presidente ha detto che vuole da lui il Piano B. Essendoci una cena social, e temendo che bevendo qualche bicchiere di troppo Sebastiani insista con il Piano B, avrebbe chiesto un posto dove potersi appoggiare al muro ed evitare spazi liberi pericolosi.
La seconda riguarda il nostro ''laureato on line'' in scienze calcistiche, che va cercando un mediano regista-incontrista. Lo possedeva in casa, Pompetti, e l'ha ceduto ancora in fasce all'Inter dove è considerato un campioncino di grosse possibilità tecniche. La stessa tattica che sta per realizzare con Elizalde...
La terza riguarda quei giovani giornalisti sportivi che, per sentirsi importanti, mettono i voti ai giocatori. Orbene, basta leggere tutti i servizi del dopo partita, per rendersi conto di quanto siano differenti i vari giudizi e, quindi, poco attendibili.
Comunque, la prima valutazione da fare, sarebbe quella di chiedere al giornalista quali competenze reali ha per giudicare una partita nel suo insieme e come fa a seguire le prestazioni di ventidue giocatori più i sostituti nell'ambito della gara stessa?
Si affida alla sensazione? Oppure ha dei metri di valutazione affidabili che noi mortali non conosciamo?
E pensare che i giocatori, che dicono di non leggerli, e di non avere stima per chi li elabora, invece sono proprio loro a centellinare parola per parola. Parliamo delle pagelle, idea giornalistica che tira, perché lì c’è il concentrato del rendimento del singolo, con la sintesi del voto. Non solo, e si incazzano ferocemente, quando il voto non li soddisfa.
L'idea dei voti venne ad un vecchio giornalista, Nino Nutrizio, direttore della Notte, e in questo modo scoperchiò il vaso di Pandora nel calcio.
I calciatori generalmente hanno una memoria di ferro (anche se culturalmente, per la gran maggioranza, valgono meno dell'aria fritta) e in molti mi hanno confessato di andare a leggere, appena acquistano i giornali, il voto preso, e se non è di loro gradimento, giù improperi verso il cronista che non capisce un cazzo.
Questa è la vita, bella perché avariata, ed è sintomatico lo stesso rapporto con i tifosi che ti leggono: sei bravo, se la pensi come loro, non vali un fico secco, se esprimi giudizi diversi dal loro, e, forti della loro ''gnurantità'', si ergono a giudici del tuo lavoro e danno, essi, a questo punto, il loro voto ed esprimono dei giudizi scritti in basso stile dialettale e con espressioni che non sanno nemmeno trascrivere foneticamente.
Però è vero, ma se non ci fossero questi cialtroncelli ad alimentare il mercato calcistico nella sua globalità, come farebbero i presidenti, i mediatori, i calciatori a guadagnare somme molto interessanti sulla pelle di chi per farsi l'abbonamento firma delle cambiali? (Gianni Lussoso)

Se avete letto fino in fondo, avete capito che non sono legato a nessuno, esprimo liberamente e con coraggio i miei commenti, non cerco consensi, non ricevo finanziamenti dalle società, ma sto in piedi grazie ai lettori che mi seguono su Agenzianotizie.it e su Facebook. Se v'interessa continuare a leggere un cronista libero, che ha il coraggio di scrivere quello che gli altri non fanno, o nascondono, inviate un vostro personale piccolo contributo ricaricando su poste pay: Giovanni Lussoso - numero per ricarica 5333171075740809 Codice fiscale: LSSGNN40C26G482C