CALCISTICAMENTE PARLANDO, UN ''CAFONETTO RIVESTITO''
19/12/2018

Un allenatore che sa farsi rispettare direbbe: Ha ragione il presidente (chiunque sia) nel dire che è lui che dirige, che è lui che paga e può prendere qualunque decisione vuole ma nel suo campo, non nel mio. Lo staff lavora con professionalità, i giocatori si impegnano e queste cose non fanno bene. Lo sport è fatto di emozioni, quelle belle quando si segna e quelle brutte quando le cose non vanno. Ma il presidente faccia il presidente e non interferisca, così come io allenatore non interferisco nel suo lavoro.
Frase ipotetica che direbbe, però, qualsiasi allenatore con le palle quando il presidente, sentendosi un laureato in scienze calcistiche, pubblicamente esprime questioni tecniche non di sua competenza.
Sebastiani ora comincia a fare anche l'allenatore e picchia duro accusando i centrocampisti di essere anarchici, tatticamente parlando; di non saper tenere le posizioni in campo. Ha accusato Brugman di non saper sveltire il gioco e di non essere un vero regista e che dovrebbe giocare... certo come diceva Zeman, che lui però aveva vilmente accusato di non saper gestire la posizione in campo di Brugman.
Il presidente nel pallone (chissà che aveva bevuto?) ha detto anche che sarebbe forse opportuno cambiare modulo tattico e passare al 4-4-2.
Che la squadra sia in una fase di involuzione tecnica, è vero: ultime tre gare, tre sconfitte con otto gol subiti e solo uno realizzato. Ma salire sulla sedia e mettersi a insegnare calcio a chi lo fa da una vita, sembra proprio il massimo.
Perché non dice che la squadra l'ha costruita guardando alle necessità commerciali e non a quelle tecniche? Perché ha detto fino all'altro ieri che aveva fatto uno squadrone che non aveva bisogno di nessun ritocco a gennaio e ora parla di un difensore centrale e di un centrocampista che sappia dettare i tempi di gioco?
Sta cominciando a crearsi gli alibi per i nuovi movimenti affaristici e per cominciare a indebolire la posizione di Pillon e dargli, a breve, l'etichetta dell'inadeguato?
Se guardiamo gli ultimi anni, è stato sempre capace di colpevolizzare gli allenatori e non ha mai ammesso la sua ben che minima colpa, forte sempre degli appoggi mediatici che si è procurato nel tempo.
Sebastiani, è proprio convinto di poter prendere tutti per i fondelli solo perché ha dei cronisti sportivi ossequiosi che non hanno il coraggio di dissentire e di farle capire che, forse, sta parlando di cose che dovrebbe studiare un ''tantinello'' prima di poter aprire bocca?
O pensa veramente che una laurea on line le dia autorevolezza in ogni campo?
Cominci a temere le reazioni del buon tifoso medio che, per amore della maglia, tanto ha sopportato dal 2012 in poi, e che ora comincia a essere stanco e a porsi delle domande alle quali, lei, sicuramente, non saprà rispondere, se non con un suo solito, scurrile, atteggiamento da ''cafonetto rivestito'', calcisticamente parlando. (Gianni Lussoso)

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