SERRAIOCCO SBROCCA
07/12/2018

Il sostituto procuratore Andrea Papalia, che conduce l'inchiesta sulla struttura sportiva meglio conosciuta come Le Naiadi, nel corso dell'udienza di ieri, sei dicembre, ha confermato che, per i riscontri effettuati in queste settimane di indagini, il presidente della Progetto Sport Gestione Impianti, Vincenzo Serraiocco e i suoi soci Daniele D'Orazio, Paolo Colaneri e Livio Di Bartolomeo, amministratori della Sport Investiments, avrebbero violato la legge fallimentare e avrebbero agito «nella qualità di soci responsabili, amministratori e/o gestori di diritto o di fatto, della Progetto Sport Gestione Impianti, dichiarata in concordato preventivo in continuità aziendale, con riferimento a sottrazioni di risorse finanziarie e distrazioni di somme e beni della predetta società prevalentemente in favore della società Sport Investiments, sempre a loro riferibile e legalmente rappresentata da Di Bartolomeo» e si ipotizza che a giorni ci sarebbe una sentenza di colpevolezza e di bancarotta.
Naturalmente la notizia ha fatto scalpore e alcuni lettori, poco addentro alle questioni giuridico legali, si chiedono cos'è la bancarotta, o per meglio dire, il delitto di bancarotta.
Il delitto di bancarotta può essere commesso da un imprenditore individuale o una società che siano stati dichiarati falliti dal tribunale. La dichiarazione di fallimento, infatti, è presupposto indispensabile affinché possa essere contestato il reato di bancarotta.
Il fallimento è un istituto giuridico che tratta la situazione di un’impresa dissestata dal punto di vista economico; un’impresa che non è più in grado di far fronte, con le proprie risorse, al pagamento delle obbligazioni contratte (con i fornitori, con le banche o con altri creditori). Si tratta, nello specifico, di una procedura concorsuale attraverso la quale il tribunale spossessa l’imprenditore insolvente dei propri beni al fine di risarcire i creditori liquidando in loro favore i beni rimasti ancora nel patrimonio dell’impresa.
La bancarotta può essere genericamente definita come quel delitto commesso dall’imprenditore fallito che pone in essere comportamenti che, se non sono intenzionalmente finalizzati ad arricchirsi a discapito dei propri creditori, indicano una gestione imprudente (o addirittura temeraria) dell’attività.
Considerando tutti gli elementi evidenziati dalle indagini che hanno portato sul banco degli imputati i personaggi sopra citati, il cittadino medio si chiede come sia stato possibile che Serraiocco e soci abbiano potuto chiedere e avere in gestione un impianto che stava consumando gli ultimi mesi del contratto esistente e quali interessi concreti potevano avere se non fossero stati certi di avere appoggi da parte di qualche potentato della Regione per vedersi concedere altri anni di gestione allo stesso costo annuale che appare, oggi, abbastanza risibile data la esiguità del dovuto.
Con un atteggiamento a dir poco arrogante, Serraiocco, nonostante le contestazioni serie poste in essere dalla dottoressa Mariani, non ha mai chiarito il perché della mancanza del Certificato di Prevenzioni Incendi, ha giostrato a suo piacimento una somma importante avuta dalla Regione (720 mila euro) e non ha effettuato alcun riparto nei confronti dei creditori privilegiati, ma soprattutto nei confronti degli ex dipendenti con contratti a tempo indeterminato alcuni dei quali, dopo tanti anni di lavoro e professionalità, sono stati licenziati ingiustamente solo per ridurre i costi di gestione e favorire il famoso Concordato Fallimentare. N on solo, ma ha avuto l'ardire di dire che ''Ormai appare chiaro: è una questione politica. Un accanimento mediatico contro la mia persona e contro la società che rappresento. Sono una vittima di questa politica di centrosinistra che sta facendo di tutto per estromettere me e il gruppo che rappresento dalla gestione delle Naiadi per favorire, forse, qualche altra cordata di amici''. Per coprire le sue malefatte alza il polverone politico senza dire però chi lo ha sostenuto ''politicamente'' in questa sua arrembante azione all'interno delle Naiadi e poi ribadisce con sicumera «Io non ho intascato nulla, sono stufo di leggere il contrario. I 750mila euro incassati dalla Regione sono stati versati sul conto della società, che è libero e non vincolato, intestato a Progetto Sport Gestione Impianti srl e successivamente, nello stesso giorno, ho provveduto a disporre tre assegni circolari non trasferibili per spostare i fondi dal conto alla cassa, al fine di evitare eventuali pignoramenti».
I nodi sono arrivati al pettine e ci si augura siano sciolti e chiariti, anche se sarebbe opportuno che qualcuno spiegasse chi ha sostenuto e favorito l'azione di Serraiocco, chi gli avrebbe promesso una proroga di tre anni della convenzione di gestione delle piscine 'Le Naiadi' di Pescara . (Gianni Lussoso)