VIVERE EMOZIONI INSIEME
29/11/2018

Prossima trasferta Perugia. Orario infame, nove della sera, con temperatura sicuramente bassa e con un percorso stradale non facile per chi deve rientrare in tempo utile per recarsi lunedì al lavoro. Eppure, decine di person, si stanno organizzando per esserci, per vivere insieme delle emozioni. Quelle che solo il calcio ti sa dare, anche oggi, seppure dobbiamo fare i conti con la violenza e con l'errata interpretazione della passione da parte di chi vanifica lo spettacolo calcistico con le sue geometrie e con le sue fantasie tecniche, per dare più spazio alla spavalderia, alla lotta, non solo dialettica, contro il nemico.
Non riesco ancora ad abituarmi, eppure frequento il mondo del calcio dal 1948.
Quello che stigmatizziamo oggi: tafferugli, scazzottate, botte agli arbitri, invasioni di campo, scommesse, partite vendute, ci sono sempre stati.
Chi è ''datato'' come me, ricorderà l'arbitro D'Ascola di Reggio Calabria pestato nel corso della partita contro il Moglia (campionato 1957-'50) oppure l'arbitro Rancher di Roma, salvato dalle ire dei tifosi dal capitano del Pescara Mario Tontodonati, (campionato serie C 1959), che ricevette anche una medaglia dal Coni per questo suo gesto, oppure le tante scazzottate tra i tifosi biancazzurri e quelli chietini ''gestite'' dai marinai Papilione ed altri che erano noti alle autorità dell'epoca per le loro intemperanze al Rampigna.
Ci sono state partite comprate e vendute e ci sono stati giocatori ''disonesti'', ma quanta differenza con oggi.
Intanto, nonostante tutto, allo stadio ci potevi andare tranquillamente con la famiglia perchè i ''pugili'' se la vedevano tra di loro, le donne e i bambini erano rispettati da tutti.
Poi lo scontro fisico, faceva notizia perché accadeva di rado, non era la costante di oggi. I tifosi seguivano la partita stando insieme sugli spalti e si accendevano solo se spinti da un fatto negativo che accadeva dentro o fuori del campo; oggi, invece, non c'è bisogno del motivo scatenante, si sa già che i tifosi avversari saranno attaccati fuori dello stadio, visto che oggi all'interno, con le divisioni delle tifoserie, è più difficile.
C'era il gusto della trasferta, che era motivo di sano divertimento: la visita della città, la mangiata in locali tipici, lo sfottò con i tifosi avversari... dico sfottò, non il menar le mani solo per il gusto di dare sfogo alla violenza.
Oggi non puoi andare in trasferta se non seguendo percorsi blindati, chiusi in pezzi di curva come animali pericolosi.
E' vero che lo stadio offre due spettacoli in uno: quello calcistico e quello folcloristico offerto dai tifosi organizzati. Ma costa troppo poterli seguire insieme in termini di tranquillità e sicurezza
Certo, sarebbe splendido poterli seguire entrambi, senza dover temere per la propria incolumità.
E' vero, infatti, che puoi ritrovarti in mezzo ad un attacco furibondo senza averne colpa e subire dei danni fisici e, allora, rinunci allo spettacolo della coreografia dei tifosi e ti godi solo quello calcistico davanti alla tv che, oltretutto, ti arricchisce il servizio con immagini rallentate, con replay, con spiegazioni tecniche che ti fanno conoscere ancor più e meglio il calcio.
E' indubbio che così si annullano le emozioni. Che non si gode della vicinanza di chi ha la tua stessa passione per il calcio e che, quindi, non può essere un nemico, semmai un avversario da battere, salvo poi andare insieme a bere una birra come accade quotidianamente anche nelle più dure ed esaltanti partite di rugby.
Nel rugby ognuno tifa per la sua squadra, senza per questo essere fatto oggetto di violenza e poi si discute, si commenta la partita nel terzo tempo, e si mangia e si beve insieme. Nel calcio, questo non è mai avvenuto, né mai sarà possibile: questione di cultura sportiva che i rugbysti hanno e i calciofili no. Immaginate che il terzo tempo del calcio è quella sfilata di strette di mano all'inizio della partita senza una vera partecipazione, mentre il terzo tempo del rugby è stare insieme, mangiare, bere e commentare la partita ognuno dal suo punto di vista.
Eppure il calcio continua a essere il gioco più bello e fascinoso del mondo anche se una finale tra il Boca e il River non si è potuta giocare ancora perché ''Non ci sono le condizioni per giocare...''