VINCENZO SERRAIOCCO ''DIMESSO'' AL CAPOLINEA
29/11/2018

Il sogno di Vincenzo Serraiocco di fare business anche con le Naiadi sta miseramente svanendo. Nell'inchiesta sui conti delle piscine Le Naiadi, Vincenzo Serraiocco, è stato, come si sa, iscritto nel registro degli indagati per violazione della legge fallimentare, in relazione alla gestione della struttura sportiva che al momento si trova in concordato preventivo e con un commissario giudiziale, Claudia Mariani, che segue per conto del tribunale ogni passaggio necessario alla liquidazione dei creditori.
La dottoressa Mariani da subito si era trovata in difficoltà all'interno delle Naiadi di fronte ad una massa di scatole cinesi che servivano solo a confondere le carte ufficiali e a nascondere la realtà di un affare nato stranamente a pochi mesi dalla scadenza del contratto di gestione. Come si ricorderà una società con utili importanti che pagava circa ottantamila euro al mese di affitto alla Progetto Sport Gestione Impianti all'improvviso fu ceduta, per poche centinaia di euro, agli stessi soci della Progetto Sport Gestione Impianti il 29 dicembre del 2017.
Naturalmente l'operazione era stata studiata nei minimi dettagli tant'è che i passaggi furono tutti documentabili, anche se criticabili.
Con quell'operazione Progetto Sport Nuoto cambiò poi nome, divenendo Sport Life con i soci Vincenzo Serraiocco, Paolo Colaneri, Daniele D'Orazio e Alessandro Sarni, e con il 45 per cento confluito nella neonata Sport Investiment (dove con il 25 per cento c'era anche la Progetto Sport Gestione Impianti, oltre a un altro 30 per cento diviso tra D'Orazio e Sarni. Non parliamo del tentativo fallito di accaparrarsi anche la gestione della piscina di Francavilla e restiamo al discorso Naiadi.
Quando Serraiocco e soci, con la benevolenza di alti personaggi della politica e dello sport locali, si lanciarono alla conquista della gestione delle Naiadi le perplessità furono molte perché non si capiva l'utilità di una operazione che, comunque, avrebbe dovuto avere pochi mesi di vita prima della nuova asta di appalto che sarebbe dovuta partire dall'inizio del nuovo anno 2019 considerando la scadenza delle concessioni al 31 dicembre 2018.
Ma Serraiocco era convinto, date le assicurazioni avute, che avrebbe avuto una proroga della convenzione per altri tre anni con un ulteriore investimento di 500 mila euro per ammodernare le strutture.
Gli ammodernamenti fatti, detto da tecnici, sono solo di facciata e per confondere, pensava Serraiocco, i controllori che, invece, dopo le relazioni informative del commissario, trasmesse al giudice delegato e alla procura, come prevede la normativa in materia, sono riusciti a innescare l'inchiesta penale che si trova nelle mani del sostituto procuratore Andrea Papalia, e hanno evidenziato, soprattutto, una grave mancanza di comunicazione tra la società e il commissario, cosa sottolineata dalla dottoressa Mariani in diverse relazioni e anche giochi di prestigio con somme considerevoli versate dalla Regione e che dovevano servire a un riparto nei confronti dei creditori che non c'è stato.
Serraiocco si era detto convinto di poter dimostrare la valenza del suo operato e chiarire tutti gli aspetti di una vicenda piuttosto ingarbugliata, che il giudice delegato Federica Colantonio e il pm Papalia cercheranno di sbrogliare.
Di certo ci sono domande importanti alle quali nessuno dà le risposte: Come mai la Regione per troppi mesi è stata assente? Chi ha garantito a Serraiocco e soci di poter avere la proroga della gestione? Chi sono i parafulmini? Perché la banca BPER non ha reso possibile al commissario giudiziale la individuazione del beneficiario o i beneficiari dell’assegno di 720 mila euro versato dalla Regione?
Intanto, tra un ''riscaldamento'' e un ''raffreddamento'' delle acque delle vasche, i clienti continuano a sopportare disagi anche dopo aver pagato profumatamente le loro quote e sono in attesa di sapere quando si normalizzarà la gestione delle Naiadi e quando sarà posta la parola ''fine'' all'avventura acquatica di Serraiocco e soci. (Gianni Lussoso)