I BOND, UN VERO SUCCESSO?
17/11/2018

In questi giorni mi capita spesso di ascoltare e leggere commenti di persone che fanno il mio lavoro che esaltano la lungimiranza di Sebastiani e la sua idea dei bond.
Il documento finale parla di successo dell'operazione e della soddisfazione di Sebastiani.
Orbene, che ci sia una vera soddisfazione del presidente posso anche cederlo ma che sia stato un successo per il ritrovato rapporto con i tifosi, non ci credo.
Parlandone con giornalisti di vario genere, e affermando che avrei voluto scrivere sull'argomento, mi sono sentito rivolgere sempre la stessa domanda: “Ma chi te lo fa fare?” …
E come te lo spiego?
Come prendere un sentimento, un’emozione, una passione e rappresentarli in modo organico e razionale… rendendo tutto comprensibile e a prova di ragionamento? Non si può. Però ci provo lo stesso.
Intanto per rispetto che devo alla mia professione, ai tifosi che si aspettano dal mio lavoro un aiuto per capire, e per non essere sempre preso per i fondelli. Certo non per quei tifosi che accettano che il presidente faccia tutto quello che vuole basta che la squadra vada avanti.
Potrei anche dire ma chi me lo fa fare? Lasciando gli altri nella beata ignoranza, lasciando che il presidente si faccia mantenere dal calcio e dai tifosi pescaresi considerando che la sua azienda, la Interservice leasing, è stata ufficialmente chiusa,
''Ma chi me lo fa fare'', sia sotto forma di domanda sia di esclamazione, significa denunciare a me stesso una mente senza futuro, senza speranza e senza possibilità di salvezza, anche se pronuncio la frase riferendomi a piccoli problemi e possibili soluzioni.
Pronunciare questa frase significherebbe gettare la spugna, non credere più nell'onesta degli altri, non credere più che ci siano delle prospettive future, significherebbe dare libero spazio a chi vuole solo prendere in giro me e i vari tifosi.
Torno sul fatto: Si è chiusa in casa Pescara la sottoscrizione del Pescara Bond, forma di investimento a disposizione dei tifosi per sostenere economicamente la società abruzzese: ''La Delfino Pescara è lieta di annunciare la chiusura del Pescara Bond, che ha raggiunto il traguardo di oltre € 2.320.000 grazie a 390 sottoscrittori.
La Società attraverso il Presidente Daniele Sebastiani ha espresso grande soddisfazione per questo risultato 'Ringrazio tutti quelli che hanno investito in questa operazione e voluto partecipare all’inizio di questo nuovo percorso di crescita della Pescara Calcio, percorso che passa inevitabilmente attraverso lo sviluppo ulteriore di un centro sportivo moderno e all’avanguardia e alla crescita dello scouting'''.
E' patetico nel suo voler credere che tutti gli altri siano degli abbocconi.
Basterebbe fare una semplice operazione: duemilioni e 320 mila obbligazioni sottoscritte da 390 sottoscrittori che lui ha ringraziato, stanno a significare che, in media, ogni sottoscrittore lo ha fatto per 5.949 euro.
Se effettivamente, i tifosi pescaresi, a cui è andato il ringraziamento presidenziale, sono in grado di sottoscrivere mediamente questa cifra, allora dico che Pescara è una città molto, ma molto ricca.
Ma in definitiva che cosa acquista il tifoso che sottoscrive un bond?
Chi acquista un’obbligazione (in inglese bond) compra parte del debito di una società (o di uno Stato) e ne diventa soltanto creditore. In teoria dunque, a meno di un default (cioè di un fallimento) della società o dello Stato in questione, il creditore deve riavere a una scadenza prefissata il capitale sottoscritto più gli interessi previsti dal contratto.
Già nel passato il Pescara ha emesso un pacchetto di obbligazioni, legato al progetto scouting, interamente sottoscritto dalla Fondazione Pescarabruzzo (presieduta da Nicola Mattoscio, che poi ha lasciato la presidenza).
Ora ha ripetuto l'operazione coinvolgendo altri, i tifosi ed eventualmente degli operatori finanziari che non hanno interesse alla crescita della Pescara calcio ma agli interessi che il loro acquisto dovrebbe rendere.
Un’iniziativa che dovrebbe consentire alla società di sostenere le spese per lo sviluppo e il rinnovamento del centro sportivo Poggio degli Ulivi, ribattezzato dal sodalizio di Daniele Sebastiani “Delfino Pescara training center”.
«Partiamo per una nuova tappa del progetto Pescara», dice Sebastiani, «vogliamo investire in quello che crediamo possa rappresentare il futuro di una società come la nostra. L’obiettivo è crescere e, soprattutto, tornare in serie A da protagonisti, magari con ragazzi che abbiamo formato noi. Da quando sono diventato presidente», aggiunge Sebastiani, «abbiamo sempre puntato a due obiettivi principali: per prima cosa, dare stabilità e sostenibilità al progetto calcio attraverso una gestione oculata delle attività aziendali... Il secondo riguarda il futuro societario del club, con particolare attenzione al settore giovanile, allo scouting e alle infrastrutture. Per questo motivo mi piacerebbe intraprendere tale percorso di crescita insieme ai nostri tifosi...».
Ci è o ci fa?
Non capisce che, eccezion fatta per uno sparuto gruppo di tifosi che gli reggono il bordone, tutti gli altri hanno mal digerito le tante chiacchiere sul Poggio che deve essere ancora acquistato, sul centro sportivo di Silvi inesistente, sui finanziamenti stranirti mai realizzati, sui giovani del vivaio locale bruciati e persi per strada, sui giocatori preparati per altre società, sulla trasformazione del Pescara in scuola calcio per altri club, sulla spasmodica ricerca di plusvalenze che sanno di illegalità, sui contatti e sulle connivenze con realtà calcistiche dall'odore strano...
Chiudo. Sebastiani è felice del risultato? Contenti per lui. I tifosi hanno fatto affari con la sottoscrizione dei bond? Felici per loro. Per fortuna abbiamo, al momento, una squadra capace di farci dimenticare anche le prese per il culo del presidente. (Gianni Lussoso)