CHI È IL CAPORALE DEI GIORNALISTI A CINQUE EURO A SERVIZIO?
15/11/2018

Sono amareggiato nel leggere che degli operai lavorano per pochi euro (tre) all'ora e sono arcicontento che la Magistratura stia cercando di punire i colpevoli del caporalato che è un fenomeno molto diffuso che si fonda sullo sfruttamento della manodopera a basso costo.
Ma vogliamo parlare anche del caporalato nel settore della informazione?
Molti credono che i vari giornalisti che si vedono quotidianamente in TV, parlo soprattutto delle locali, ma anche in quelle nazionali c'è grande sfruttamento, e non bisogna farsi abbagliare dai compensi di alcuni tra le star della informazione, guadagnino chissà quali stipendi...
Non tutti sanno che molti giornalisti della carta stampata, in redazioni di giornali locali, spesso finanziati anche dallo Stato, ricevono al massimo cinque euro a servizio.
Fare un servizio significa preparare un'intervista, farla, scriverla e darla al proprio caporedattore. A volte un servizio prende da due ore e oltre. Tutto per cinque euro lordi (non perché sporchi, ma perché bisogna pagarci anche le tasse...)
Una grossa fetta degli iscritti all'Ordine percepisce uno stipendio lordo annuo inferiore ai diecimila euro e, quindi, al di sotto della soglia di povertà, ma questo per i fortunati che hanno un contratto, ma ci sono i tantissimi che sono freelance, cioè precari, carne da macello della informazione.
Con questi stipendi 'da fame', gli aspiranti giornalisti sono costretti a fare una scelta: abbandonare il sogno o accontentarsi di quello che si trova in giro.
La realtà di questi lavori sottopagati non ha a che fare soltanto con piccole testate, esistono situazioni precarie anche in redazioni di quotidiani nazionali molto conosciuti.
Con l'avvento di internet ci sono molte testate telematiche nelle cui redazioni ci sono giornalisti pagati anche 200 - 250 euro al mese, i fortunati; la gran parte lavora gratis perché spera di poter avere un contratto anche minimo... pia illusione.
Il giornalista sportivo oggi, parlo di una categoria che conosco da cinquant'anni e passa, è una sorta di donchisciotte che deve fronteggiare l'acrimonia dei tifosi, l'arroganza dei dirigenti, e la spocchia dei giocatori.
Eppure ogni giorno ci caliamo in questa realtà senza avere una soddisfazione economica.
Come si sopravvive senza fare le puttane come hanno accusato i dirigenti di Cinque stelle?
Molti hanno un altro lavoro (molti giornalisti sono insegnanti), altri arrotondano scrivendo molto e, sommando i vari pezzi da cinque euro, arrivano a fare un incasso mensile per sopravvivere, altri pubblicano libri e cercano di guadagnare sulla vendita del loro prodotto culturale e tutto questo per non fare la puttana.
Poi, in verità, ci sono quelli che hanno scoperto che la via del letto è meno ardua di quanto pensavano e si danno al miglior offerente.
E ci sono giornalisti che sono i portavoce dei presidenti, che fanno solo e soltanto da reggitori di microfoni e a volte sono anche i beniamini dei tifosi perché non criticano e parlano sempre bene... e questo a molti tifosi, che hanno il cervello poco sviluppato o mandato all'ammasso, piace perché hanno bisogno non di verità, ma di leccatine, più o meno profonde.
E quelli che vogliono fare i giornalisti e non le puttane della informazione?
Beh, e ve lo posso confermare per le mie esperienze personali, è dura, dura assai anche perché le tentazioni sono tante. Ma ognuno ha il suo carattere. Personalmente preferisco avere vita difficile, che i miei ascoltatori nemmeno pensano, ma avere la mia dignità di professionista che ha anche studiato per fare meglio il proprio lavoro, e mi invento la vita giorno per giorno senza fare la puttana anche perché, con la nomea che ho, nessuno avrebbe il coraggio di presentarsi con il cadeau in mano.
E allora?
I politici, invece di fare di tutt'erba un fascio (anche noi potremmo allora dire che tutti i politici sono ladri) facciano i giusti controlli, pretendano che gli editori paghino con stipendi appena appena dignitosi, che siano rispettate le leggi dei vari Ordini Giornalisti che sono disattese e gli stessi Ordini sono incapaci di aiutare concretamente i giornalisti, basta vedere la pietosa situazione esistente nel nostro Abruzzo: duemila giornalisti circa iscritti e qualche decina di contratti...
E dai con il caporalato... almeno gli operai in qualche modo riescono a farsi semtiree, forse, ad essere aiutati, ma i giornalisti? Sono puttane, che cazzo vogliono di più? (gianni lussoso)