CON IL SENNO DI POI...
12/11/2018

Una battuta di Mark Twain, “Nella vita reale la cosa giusta non accade mai nel posto giusto nel momento giusto; è compito dello storico rimediarvi”, mi porta a fare questa riflessione: il solo fatto di sapere a posteriori l’esito della partita, ci induce a ritenere sistematicamente più probabile quell’esito alla luce dei fatti che erano disponibili fin dal principio.
Ogni lunedì, migliaia di tifosi, con il senno di poi, sono certi di avere la risposta giusta per spiegare ciò che è accaduto il giorno o due giorni prima (visti i calendari spezzatino).
Anch'io, da giornalista, che ho il compito canonico, di raccontare i fatti accaduti, mi ritrovo a confrontarmi con ''il senno di poi''...
Certo, chi vuole a tutti i costi, criticare il lavoro del giornalista, non fa altro che dire, grazie al cavolo, parli a risultato acquisito, ma se sei così bravo perché non fai l'allenatore?
Solita riflessione del cretino di turno (porca eva quanti ce ne sono) che non riesce a capire che ci sono ruoli ben definiti che rappresentano la posizione professionale di alcuni soggetti.
Il giornalista, che commenta parla il giorno dopo, e l'allenatore che è pagato (anche profumatamente) per prendere, il giorno prima, delle decisioni che i fatti, poi, potranno essere esaltati o sconfessati, se non bocciati, dal giornalista.
Orbene, con il senno di poi, dico che, dovendo incontrare una squadra molto fisica e molto bene condotta sul campo (e i risultati precedenti confermano la sua bravura) come il Palermo, avrei allestito una formazione con qualche palleggiatore in meno e qualche lottatore in più con del peso specifico e con centimetri in più.
Per concretare: Fiorillo in porta, Gravillon Campagnaro e Perrotta al centro della difesa o anche Scognamiglio al posto di quest'ultimo; due laterali bassi, Balzano e Crecco; tre centrocampisti, Memushaj, Brugman e Machin; in attacco Monachello e Mancuso.
Come dire, non avrei messo in campo, come agnelli sacrificali, Marras e Antonucci che hanno pagato pegno perché, forti del loro funambolismo, non hanno potuto evitare di far evidenziare dai fatti la loro leggerezza fisica.
Certo... con il senno di poi.
Ma il tecnico è pagato per trovare le soluzioni il giorno prima, e far sì che il giorno dopo, il cronista abbia la sola difficoltà di trovare gli aggettivi giusti per esaltare lui e la sua squadra.
Comunque, il Pescara è secondo in classifica, ha perso contro un avversario forte, e ci poteva stare. Ora ha del tempo per studiare i correttivi soprattutto in merito ai troppi gol subiti, quindici su dodici gare sono davvero tanti.
Se è vero che abbiamo un portiere bravo, che in ogni partita conferma il suo talento; tre difensori centrali bravi con un Gravillon in grande evidenza; se abbiamo, dicono, il centrocampo migliore della B, come mai tutti questi gol?
Dicono che è mancata la cattiveria...
Non so cosa significhi. Forse che quando hanno vicino un avversario devono dire le parolacce e minacciarli verbalmente?
Stessa cosa per il cinismo. Il cinismo è un comportamento che si configura come rifiuto e disprezzo con il fine di creare uno scudo di protezione che ci eviti di soffrire di nuovo.
Che c'azzecca con il fatto che prendi i gol e che quando sei in zona tiro mandi la palla in tribuna invece che nello specchio della porta, o ti fai saltare del portatore di palla avversario?
Sarebbe meglio analizzare tecnicamente le partite, anche con il senno di poi... e lasciar andare le frasi fatte che servono solo ad appiattire un lavoro di commento e di ricerca delle cause che determinano le prestazioni sul campo (Gianni Lussoso)