UN CAFFÈ PER TRE QUOTIDIANI
01/11/2018

Le vendite dei quotidiani in edicola sono in calo continuo da vent’anni. Se vogliamo elencare in pochi punti le principali cause della crisi dei giornali, eccole:
- il sempre minore interesse del pubblico per quello che si trova sui giornali: troppa politica, troppo poca cronaca;
- il prezzo eccessivo rispetto all’interesse;
- l’offerta molto ampia, che non è data solo da internet ma anche dalla tv e dalla radio;
- il bar.
Per ultimo ho messo la voce ''bar'', ma rappresenta, a mio modesto avviso, un importante freno alle vendite in edicola.
Mi sono divertito, questa settimana, partendo dalle sette del mattino fino alle nove, ora in cui di solito mi reco in redazione a TVQ, a visitare vari locali pescaresi e non solo quelli alla moda. Ebbene, in ogni bar, ho potuto vedere decine di persone che, pur dovendo aspettare il loro turno, sfogliavano e leggevano, a seconda dell'interesse, i tre quotidiani che abitudinariamente i gestori dei locali mettono a disposizione dei clienti.
L'utilità del bar per l'utente è presto spiegata: un caffè costa mediamente un euro e,dopo averlo consumato, ti fermi e leggi tre quotidiani evitando di comprarli all'edicola.
Certo non posso banalizzare con la lettura al bar la spiegazione della crisi dei quotidiani che va ben oltre.
Infatti, al primo posto. ho messo il minore interesse del lettore in quanto sui giornali trova le notizie che il giorno prima gli hanno dato le televisioni nazionali e locali.
Per suscitare interesse quindi, i giornali dovrebbero dare altro e cioè gli approfondimenti delle notizie date con poca dovizia di particolari e di commenti i TG, ma per farlo, ci vorrebbero giornalisti qualificati, che costano, e gli editori preferiscono dare spazio a chi ha la passione dello scrivere, pur senza avere le idonee competenze, perché risparmiano sui costi del personale.
Naturalmente il prezzo dell'acquisto è legato allo scarso valore che il lettore dà al giornale in generale.
Poi ci sono le televisioni internet e i vari social a dare informazione e, a volte, mi tocca constatare che questi ''colleghi'' di internet sono più bravi dei giornalisti professionisti e questo, nella mia città, Pescara, si riscontra anche confrontandosi con i semplici social.
Insomma, la crisi dei quotidiani è sotto gli occhi di tutti, ma pare che a nessuno interessi più di tanto. Gli editori fanno un prodotto povero a costi ridotti e puntano solo sui contributi, sugli assistenzialismi, sulla pubblicità e sull'amicizia di fonti politiche. E così non si va avanti. (gianni lussoso)