GIUSTIZIA È FATTA?
25/10/2018

I giudici dell'Aquila hanno rigettato il reclamo di Danilo Iannascoli sostenendo che molte voci del bilancio trovate irregolari ed evidenziate nella relazione dell'ispettore dottor Mancinelli al momento attuale sono state sistemate e, quindi, non più esistenti...
Cosa ancora più rimarchevole è che i soldi presi dalla cassa sono serviti per i biglietti omaggio e che nelle scritture contabili si sono ''dimenticati'' di metterci i nominativi...
Il giornalista prende atto delle decisioni dei giudici e riporta la notizia come è giusto che sia, ma non può esimerci dal chiosare che è proprio vero che la legge è uguale per tutti ma pe5r quyalcuno è ancora più uguale.
La legge dice che un errore commesso in esercizi precedenti deve trovare tempestiva correzione nell'esercizio in cui esso è individuato.
Ciò vale sia per errori non determinanti, sia per errori determinanti.
In linea generale, la normativa vigente presuppone la continuità dei bilanci dell'impresa, con ciò intendendosi che i valori esposti nel bilancio di chiusura di un dato periodo corrispondono sistematicamente ai valori di apertura del periodo successivo.
Sulla sola base di tale principio generale, ne deriverebbe che in nessun caso un errore potrebbe essere rettificato attraverso la correzione dei valori di apertura del bilancio del periodo in cui esso è individuato, bensì che esso debba sistematicamente essere rettificato attraverso gli opportuni addebiti/accrediti al conto economico del periodo corrente.
Ciò presuppone naturalmente che i bilanci dei precedenti esercizi siano ”legalmente validi”: se così non fosse, i bilanci precedenti andrebbero corretti e, quindi, l'errore a suo tempo commesso non avrebbe più alcun effetto sul bilancio dell'esercizio in corso.
Dunque?
I giudici asseriscono: ''Al riguardo, le premesse di carattere generale appena esposte consentono al Tribunale di respingere l’eccezione sollevata dai componenti del collegio sindacale secondo cui la circostanza che il bilancio sarebbe un atto della Società e non degli amministratori esonererebbe quest’ultimi da qualsivoglia responsabilità ex art. 2409 c.c.
Gran parte di esse risultano, infatti, sanate tramite l’approvazione del bilancio chiuso al 30.6.2017.
Le “irregolarità” invece riscontrate risultano: i) prive del requisito della “gravità” in quanto, aventi carattere formale; ii) prive del requisito dell’ “attualità”, in quanto non sussistenti al tempo della
presente decisione; iii) inidonee ad arrecare anche solo in via potenziale danno alla Società.
S’impone pertanto il rigetto del ricorso.
Risultato?
Il dottor Mancinelli è stato ''sbugiardato'' e le sue relazioni considerate ininfluenti. Gli avvocati difensori di Iannascoli sono rimasti allibiti e considerano questa decisione, ''benevolmente'', assurda, per non dire altro.
Iannascoli, da parte sua, si trincera dietro un ''No comment'' ricco di amarezza oltre che di sorpresa per come si è giunti a giustificare degli errori e a consentire, a chi ha ''sbagliato'', di mettere una pezza a colori alla situazione.
Da cronista che ha seguito tutta la vicenda dall'inizio, devo scrivere i complimenti al collegio difensivo di Sebastiani, sia a Giuliano Milia e sia ai tecnici napoletani intervenuti in seconda battuta, e mettere il punto finale al servizio.
Da uomo e da cittadino, devo esprimere, però, tutta la mia sorpresa nel vedere che un atto illegale (giudicato tale da un ispettore del Tribunale), se si hanno le giuste chiavi di lettura, può essere corretto a danno di chi lo ha subito. (Gianni Lussoso)