SOLO LA VERITÀ FA CRESCERE LA STIMA
17/10/2018

Sebastiani sta per partire, dice, per la Romania, dove vedrà di acquistare giovani talenti. In precedenza è stato in Cina, in Sudamerica e probabilmente avrà altre destinazioni nel suo calendario di operatore del mercato calcistico.
In questi giorni, sfruttando la eccellente posizione in classifica della prima squadra e un clima di entusiasmo che si respira in città, sta cercando di guadagnare la stima dei tifosi e della intera Pescara calcistica.
Sinceramente non capisco su quali basi poggi questa sua speranza e mi meraviglio come mai una persona, che dice di essere ''molto intelligente'' non capisca che solo la verità fa crescere la stima.
Sebastiani non sa dire la verità, proprio come costituzione del suo DNA, e dimostra di fare fatica ad accettare la verità e a proporla agli altri.
Ogni sua azione è bifronte. Quando parla, dice ma sa bene che non manterrà ciò che sta dicendo, perché ogni suo pensiero è sempre rivolto a fare un'operazione particolare che cerca di non far scoprire.
Così accade che dica, sostenuto dai soliti reggitori di microfono, che sta costruendo un grande Pescara, che punta a far crescere i giovani talenti. Ma, se analizzi la rosa disponibile, ti rendi conto che il Pescara è solo una scuola di calcio utilizzata da altre società che hanno il solo impegno di pagare al ragioniere un premio di valorizzazione.
Tutti sono concordi nel dire, in Italia e all'estero, che il futuro delle società calcistiche sta nella valorizzazione dei propri settori giovanili.
Per avere successo con i giovani, bisogna possedere un metodo scientifico di monitoraggio di ogni singolo dettaglio per costruire giocatori dotati tecnicamente e capaci di gestire ogni situazione e stile di gioco.
E' necessario, inoltre, ci sia una cultura calcistica ben radicata e organizzata che porti la società biancazzurra a scovare, seguire e inserire nei propri quadri i giovani dell'hinterland pescarese.
Ripeto i giovani delle nostre zone, non quelli che arrivano dall'Africa, dal Sudamerica o da chissà quale altra nazione.
Intorno a Pescara ci sono tantissime piccole società che hanno decine di giocatori che aspettano solo di essere ''scoperti'' e inseriti in un ambiente professionalmente più elevato.
Per scoprire talenti ci vogliono, però, dei conoscitori e dei tecnici che capiscano veramente ciò che un ragazzo ha o può dare.
Noi abbiamo una difficoltà strutturale che ci porta ad avere squadre che giocano nei vari campionati professionisti con pochissime presenze di giocatori autoctoni e con la necessità di acquistare sempre in altri paesi per completare le rose ufficiali.
Se analizziamo le forze del Pescara vediamo che sono pochissimi, in percentuale irrisoria, i giocatori che vengono dal nostro vivaio. Quando qualche ragazzo esprime un gioco appena accettabile è subito mandato a bruciarsi e a perdersi in realtà calcistiche regionali che non hanno le strutture e le capacità di far crescere i nostri ragazzi che, dopo qualche campionato, in Eccellenza, o in Quarta serie, quando va bene, si perdono per strada.
Nel frattempo, invece, le migliori risorse del Delfino sono riservate a ragazzi di altre società che hanno trovato conveniente utilizzare la scuola calcio del Pescara.
La verità che è sotto gli occhi di tutti, parla di un settore giovanile di non eccellente rilievo e che la percentuale dell'impegno economico della società a disposizione del settore giovanile è altrettanto scarso.
Come si può pretendere, allora, di crescere come società e di avere un concreto valore se si vendono giocatori che, solo per aver espresso un paio di mesi di gioco interessante, sono subito dirottati verso altre realtà calcistiche per pochi spiccioli mentre, se fossero meglio preparati e lasciati ''maturare'', potrebbero rendere fior di milioni?