PER ALCUNI LA LEGGE È PIÙ UGUALE
09/10/2018

La scritta che leggiamo nelle aule di Tribunale è spesso contraddetta dai fatti: la legge non è uguale per tutti. La mia potrebbe sembrare una provocazione, una contestazione, un’affermazione sovversiva. E invece, a conti fatti, la giustizia non funziona in modo perfetto, non ha le stesse misure, cambia e, poi, dobbiamo considerare l’elemento spaziale: città che vai, interpretazione che trovi.
La legge non è uguale per tutti perché alcuni sono centri di interesse più forti di altri.
La legge non è uguale per tutti perché anche i giudici sbagliano.
Infine, la legge non è uguale per tutti anche quando la sentenza è corretta. I tempi variabili dei processi portano spesso a doversi confrontare con sentenze ormai inutili o, spesso, ineseguibili.
La querelle tra Sebastiani e Iannascoli doveva arrivare a una conclusione l'8 di ottobre dopo un lungo iter e una interessante battaglia tra tecnici (Mancinelli), avvocati della difesa (Milia e un gruppo di ''fiscalisti'' napoletani) e dell'accusa (Sanvitale, Di Bartolomeo) e invece si ha notizia di un nuovo rinvio di quindici giorni.
Ricordiamo che il lavoro del commercialista teramano Massimo Mancinelli, l’ispettore nominato dal tribunale per fare luce sui bilanci della società 2015 e 2016, che secondo Iannascoli presentano delle irregolarità, ebbe a mettere in evidenza, al termine della sua verifica, che quasi tutte le eccezioni sollevate dagli avvocati di Iannascoli, erano valide e da accettare.
Sebastiani si è sempre detto convinto di aver operato in modo legittimo.
Il dottor Mancinelli, invece, la pensa diversamente e mette in evidenza che diversi punti contestati da Iannascoli e dai suoi legali, hanno valenza e dovrebbero portare alla condanna di Sebastiani.
C'è anche da ricordare che la Cassazione accolse il ricorso di Iannascoli, il quale si era opposto alla decisione del tribunale dell’Aquila che, in merito alle controversie sul bilancio 2015, si era dichiarato incompetente accogliendo la tesi difensiva di Sebastiani. I legali del presidente si erano appellati alla cosiddetta “clausola arbitrale” (presente nello statuto del club), in base alla quale le controversie tra soci non possono essere portate in tribunale. Ma tale clausola, secondo la Cassazione, non può essere applicata per le questioni di bilancio.
Da quanto si evince dalla relazione del dottor Mancinelli, il bilancio del 2015 è irregolare, così come sono irregolari, molte voci di bilancio che hanno portato i saldi della società a ''ballare'' secondo la musica suonata da Sebastiani e dai suoi esperti difensori.
Inoltre non si capisce bene come mai Sebastiani debba essere favorito da questi rinvii con la possibilità offertagli di ''sistemare'' i conti, come dire, se hai registrato in tuo favore operazioni irregolari, ti diamo tempo per rimetterle a posto e andare avanti al suono della tua musica.
Giusto per banalizzare, e semplificare il concetto: tu signor Pinco Pallino, hai rubato, e i conti lo dimostrano, però ti do l'opportunità, in un successivo bilancio, di dimostrare che quelle operazioni sono state ''sanate''.
Ecco perché si ha l'impressione che la legge è uguale per tutti e per alcuni è ancora più uguale.
La scritta che leggiamo nelle aule di Tribunale è spesso contraddetta dai fatti: la legge non è uguale per tutti. La mia potrebbe sembrare una provocazione, una contestazione, un’affermazione sovversiva. E invece, a conti fatti, la giustizia non funziona in modo perfetto, non ha le stesse misure, cambia e, poi, dobbiamo considerare l’elemento spaziale: città che vai, interpretazione che trovi.
La legge non è uguale per tutti perché alcuni sono centri di interesse più forti di altri.
La legge non è uguale per tutti perché anche i giudici sbagliano.
Infine, la legge non è uguale per tutti anche quando la sentenza è corretta. I tempi variabili dei processi portano spesso a doversi confrontare con sentenze ormai inutili o, spesso, ineseguibili.
La querelle tra Sebastiani e Iannascoli doveva arrivare a una conclusione l'8 di ottobre dopo un lungo iter e una interessante battaglia tra tecnici (Mancinelli), avvocati della difesa (Milia e un gruppo di ''fiscalisti'' napoletani) e dell'accusa (Sanvitale, Di Bartolomeo) e invece si ha notizia di un nuovo rinvio di quindici giorni.
Ricordiamo che il lavoro del commercialista teramano Massimo Mancinelli, l’ispettore nominato dal tribunale per fare luce sui bilanci della società 2015 e 2016, che secondo Iannascoli presentano delle irregolarità, ebbe a mettere in evidenza, al termine della sua verifica, che quasi tutte le eccezioni sollevate dagli avvocati di Iannascoli, erano valide e da accettare.
Sebastiani si è sempre detto convinto di aver operato in modo legittimo.
Il dottor Mancinelli, invece, la pensa diversamente e mette in evidenza che diversi punti contestati da Iannascoli e dai suoi legali, hanno valenza e dovrebbero portare alla condanna di Sebastiani.
C'è anche da ricordare che la Cassazione accolse il ricorso di Iannascoli, il quale si era opposto alla decisione del tribunale dell’Aquila che, in merito alle controversie sul bilancio 2015, si era dichiarato incompetente accogliendo la tesi difensiva di Sebastiani. I legali del presidente si erano appellati alla cosiddetta “clausola arbitrale” (presente nello statuto del club), in base alla quale le controversie tra soci non possono essere portate in tribunale. Ma tale clausola, secondo la Cassazione, non può essere applicata per le questioni di bilancio.
Da quanto si evince dalla relazione del dottor Mancinelli, il bilancio del 2015 è irregolare, così come sono irregolari, molte voci di bilancio che hanno portato i saldi della società a ''ballare'' secondo la musica suonata da Sebastiani e dai suoi esperti difensori.
Inoltre non si capisce bene come mai Sebastiani debba essere favorito da questi rinvii con la possibilità offertagli di ''sistemare'' i conti, come dire, se hai registrato in tuo favore operazioni irregolari, ti diamo tempo per rimetterle a posto e andare avanti al suono della tua musica.
Giusto per banalizzare, e semplificare il concetto: tu signor Pinco Pallino, hai rubato, e i conti lo dimostrano, però ti do l'opportunità, in un successivo bilancio, di dimostrare che quelle operazioni sono state ''sanate''.
Ecco perché si ha l'impressione che la legge è uguale per tutti e per alcuni è ancora più uguale.