“L’AVVENIRE DEI DIRITTI DI LIBERTA’” DI PIERO CALAMANDREI
26/09/2018


ANTEPRIMA NAZIONALE ALL’AURUM – “L’AVVENIRE DEI DIRITTI DI LIBERTA’” DI PIERO CALAMANDREI – A CURA DEL PROFESSOR ENZO DI SALVATORE
SALA FLAIANO, ORE 19.00 DOMENICA 7 OTTOBRE2018 - FESTIVAL SULLA QUALITA' DELLA VITA - CEUV 2018
Il 27 settembre 1956 moriva il grande giurista e Padre Costituente Piero Calamandrei.
Nel 62° anniversario, per ricordarne il pensiero politico e l’operato, che posero le basi per la Costituzione, il primo patto repubblicano tra lo Stato e i cittadini, il 7 ottobre verrà presentato in anteprima nazionale un suo importante scritto, recuperato grazie al lavoro del Professor Enzo di Salvatore, Costituzionalista dell’università degli studi di Teramo.
La presentazione all’interno della IIIaedizione del Festival sulla Qualità della Vita, appuntamento annuale all’Aurum di Pescara che si propone di raccontare le migliori esperienze, storie e percorsi sulla sostenibilità, economia circolare, educazione e infanzia.
Massimo Melizzi, Presidente di Pescara Punto Zero, che organizza il Festival: “La presentazione in anteprima nazionale dello scritto di Piero Calamandrei e l’intervento di Enzo di Salvatore ci onorano e gratificano. Oggi il senso profondo del vivere quotidiano e della qualità della vita, sono più che mai dipendenti dal rispetto e dall’applicazione della Costituzione, il primo “patto” tra lo Stato e i cittadini. L’incontro all’Aurum all’interno del nostro festival sarà animato da un dibattito al quale parteciperà Emanuele Mancinelli, della locale sezione ANPI, a ricordare l’attualità del messaggio dello scritto di Calamandrei oltre il portato giuridico, ma soprattutto come valore inestimabile sul significato odierno della parola, spesso abusata, libertà”.
È il 1945 quando Piero Calamandrei decide di interrogarsi sul significato delle libertà. E lo fa con uno scritto destinato a introdurre la ripubblicazione di un libro dello storico ed ecclesiasticista Francesco Ruffini, dato alle stampe e circolato clandestinamente vent’anni prima. In quelle pagine, qui riproposte, il giurista toscano afferma che il liberalismo economico del XIX secolo fu uno strumento di cui la borghesia si servì per escludere tutti gli altri dal godimento delle libertà politiche.
Non fu, dunque, garanzia di progresso sociale, ma privilegio, sfruttamento dei più poveri da parte dei più ricchi, in quanto era l’appartenenza a una determinata classe sociale ad assicurare la partecipazione attiva alla vita dello Stato. Poi sopraggiunse il fascismo e i diritti vissero il loro momento più buio.
Solo quando nuove forze sociali riuscirono a emergere, si riconquistò anche la libertà perduta. Ma ci si convinse presto che la proclamazione delle libertà implicasse un’azione dello Stato volta a rimuovere gli «ostacoli di ordine economico e sociale» che si frapponevano di fatto al godimento dei diritti: perché la libertà fosse, appunto, di tutti e perché la democrazia e la giustizia sociale potessero infine trionfare sul privilegio, sui soprusi e sull’egoismo. Denso e a tratti lirico, il saggio colpisce per la sua straordinaria attualità e sa parlare al lettore con chiarezza esemplare.
Giurista, scrittore, politico, Piero Calamandrei nasce a Firenze il 21 aprile 1889. Docente di diritto processuale civile nelle università di Messina, Modena, Siena e Firenze, antifascista, nel 1941 aderisce al movimento Giustizia e Libertà, nel 1942 è tra i fondatori del Partito d’Azione, nel 1946 viene eletto all’Assemblea Costituente. Nel 1945 fonda la rivista «Il Ponte», che dirige per dodici anni.
Tra le sue opere principali La Cassazione civile, Studi sul processo civile, Elogio dei giudici scritto da un avvocato, Inventario della casa di campagna, Uomini e città della Resistenza. Muore nella sua città natale il 27 settembre 1956.
Fabio Rosica - Freelance International - tel. 3475769291