L'8 OTTOBRE SAPREMO: SEBASTIANI SANTO O DIAVOLO?
18/09/2018

L'8 ottobre a Cuba si ricorderà il giorno del guerrigliero eroico, a Pescara, si spera, il giorno in cui il Tribunale dell'Aquila dirà qualcosa sulla querelle tra Danilo Iannascoli e Sebastiani.
Il Giudice si dovrebbe esprimere sulle accuse dell’ex AD e attuale socio del Delfino, Danilo Iannascoli, che denunciò pesanti irregolarità nei bilanci 2015 e 2016.
E' da maggio del 2018 che si attende che il Tribunale dell'Aquila si esprima, dopo la conclusione del lavoro del dott. Mancinelli, l’ispettore nominato dal tribunale, che ha depositato la sua relazione sostenendo quasi tutte le contestazioni sollevate dagli avv. Sanvitale e Di Bartolomeo, i legali di Iannascoli, che hanno chiesto la revoca degli attuali amministratori del Pescara.
Tutti si augurano che, finalmente, ci sia una parola definitiva su questa che non è una semplice schermaglia tra Iannascoli e Sebastiani, ma il mezzo ufficiale per capire se Sebastiani sia un affarista, che ha trovato nel mondo del calcio il modo di fare soldi, sia a titolo personale e sia per il gruppo che lo sostiene, o se sia invece un abile e attento operatore che ha agito spinto dalla passione calcistica e dalla necessità di far quadrare i conti per il bene del Delfino.
In questi mesi molto si è scritto e molto si è detto, ma la parola ultima, concreta, definitiva, inappellabile, sarà quella del Tribunale che dovrà chiarire questo enigma: Sebastiani diavolo o santo?
Non si poteva evitare che, nel turbinio delle accuse e delle difese, i tifosi rimanessero alquanto perplessi e dubbiosi sulle varie verità espresse.
A questa situazione di imbarazzo generale, ha contribuito, forse, anche la lunghezza delle indagini e della stesura del rapporto del dottor Mancinelli che, probabilmente, avrà trovato, strada facendo, un percorso molto meno agevole e chiaro di quello che aveva creduto quando aveva promesso che entro luglio avrebbe concluso il suo lavoro.
Ci sono voluti altri mesi di controlli e di analisi, anche per l'intervento a difesa di Sebastiani di un ufficio di consulenza arrivato da Napoli.
Una intromissione, forse, non molto gradita dall'illustre avvocato Milia che aveva saputo opporsi all'operato del dottor Mancinelli con una serie di operazioni frenanti che davano respiro a Sebastiani e che non è stato presente all'ultimo definitivo incontro tra il ragioniere e i suoi ''soccorritori''.
A suo tempo Sebastiani disse: ''Situazione paradossale ma c'è e quindi dobbiamo affrontarla. C'è un giudice che deciderà, io ho tanta fiducia negli organi di giustizia e sono sicuro che stabiliranno che la società ha operato bene in questi anni. Se così non fosse stato oggi non saremmo qui. C'è chi mangia e poi si scorda''.
Fu facile al socio Iannascoli ricordargli che aveva in società ben quattro milioni di euro suoi e garanzie personali in essere, comunque, al di là delle chiacchiere, l'8 di ottobre il Giudice, riesaminata la relazione del dottor Mancinelli, rilette le controdeduzioni dei consulenti napoletani, ci dirà finalmente che gestione ha fatto Sebastiani.