IL PESCARA DI PILLON E IL MODULO MIGLIORE.
28/08/2018

I tifosi biancazzurri, dopo il buon pareggio di Cremona, ritenuto buono perché raggiunto dopo un bel secondo tempo giocato con molto carattere e discreta tecnica, hanno cominciato a chiedersi se il modulo proposto a Cremona, il 4-3-3- sia ottimale per la squadra di Pillon.
Molti sono convinti che il vecchio 4-4-2 possa essere più efficace.
Intanto, per i più giovani appassionati di calcio, ai quali sempre mi riferisco, in quanto non ho la presunzione di insegnare nulla ai tifosi maturi, o datati che dir si voglia, voglio ricordare che il 4-3-3 di cui si ha buona conoscenza a Pescara è quello di Zeman che è diverso da quello di Sarri, o di Pillon o di chiunque altro allenatore. Pertanto credo di poter dire che il buon allenatore è quello che adatta il modulo alle caratteristiche dei giocatori di cui ha la disponibilità.
Nella sua carriera Zeman ha sempre adottato il 4-3-3, motivando la sua scelta con l’occupazione ottimale di tutto il terreno di gioco e per la formazione “spontanea” di numerosi triangoli che vengono a formarsi tra gli elementi in campo. Caratteristica principale è che Zeman chiedeva l’immediata pressione sul portatore in caso di perdita della sfera, coi compagni che accorciavano sugli appoggi più vicini. Raramente Zeman faceva effettuare lanci lunghi in quanto, diceva, non si sapeva mai dove la palla andasse a finire e a chi arrivasse. Quindi prediligeva la manovra sul corto, possibilmente sui 2 difensori esterni. Non era raro che il terzino sinistro andasse alla conclusione servito dal terzino destro (!) e il Mister insegnava che se l'azione si sviluppava a destra, il terzino sinistro doveva assolutamente stringere nel mezzo e restare in zona di tiro.
Il vecchio 4-4-2, in maniera estensiva, visto che in realtà i numeri dovrebbero indicare la fase di non possesso, è rimasto a indicare squadre che giocano con due punte e due esterni che rimangono per lo più larghi anche in fase di possesso. Nel calcio di oggi, caratterizzato dall’ossessiva ricerca del gioco nei mezzi spazi, sono ormai in effetti molto poche le squadre che attaccano prevalentemente in questa maniera. Ma, i vari 4-2-3-1 o 4-3-2-1 o 4-4-1-1 o anche i 3-5-2-1 o 3-5-1-2 o anche il 4-2-2 non sono altro che un’interpretazione dinamica del vecchio 4-4-2.
Allora con i giocatori attuali del Pescara, quale modulo sarebbe ottimale?
Credo, innanzitutto, che la difesa debba essere necessariamente a quattro.
Per il centrocampo, date le presenze di Kanoutè, Brugman, Machin, Memushaj, si possa gestire una linea a tre.
In attacco si potrebbe, o continuare con i tre attaccanti, oppure puntare sul trequartista e due punte avanzate.
Gli uomini ci sono?
Per quanto visto finora, tra preparazione Coppa Italia e primo turno di campionato, si potrebbe dire che, in linea di massima, come ha detto chiaramente Pillon, la rosa è abbastanza completa.
A mio modesto avviso, ci sarebbe voluto un attaccante più efficace di Cocco (che però promette di fare un buon torneo), e dare più spazio a Mancuso (non solo per il gol segnato), insegnare a Marras di essere più diligente, ad Antonucci di applicarsi di più, a Monachello di decidersi a prendersi il posto da titolare, e stesso discorso varrebbe per il giovane Capone, senza dimenticarsi di Del Sole.
Per il mio carattere di critico sportivo, mi astengo dal dare un qualsiasi giudizio e limitarmi a queste impressioni colte a volo, e aspetto le conferme di alcuni e i miglioramenti di altri, mentre aspetto con curiosità di vedere se Pillon cambierà il suo 4-3-3 o lo adatterà alle nuove esigenze della squadra. (Gianni Lussoso)