SERRAIOCCO, L
26/08/2018

Serraiocco, l'ottimista che ostenta esibizione di sicurezza e una presunta superiorità nei confronti della Legge, del Tribunale, del Commissario e di tutti coloro che puntano il dito accusatorio nei suoi confronti.
Diciamo ottimista perché continua a riempire le Naiadi con migliaia di Clienti pur sapendo bene che non è in regola con il Certificato di Prevenzione Incendi, meglio noto con la sigla CPI.
Per i non addetti ai lavori diciamo cos'è il CPI.
Il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) è uno degli aspetti più delicati e importanti della progettazione antincendio ed è la procedura con cui si attesta che l'attività svolta è ancora sicura dal punto di vista antincendio, in regola con gli obblighi di prevenzione incendi e che, pertanto, ha diritto a rinnovare la precedente autorizzazione antincendio costituita dal CPI (o documenti equivalenti) e sono tenuti ad averlo i locali di spettacolo e di trattenimento in genere, impianti e centri sportivi, palestre, piscine sia a carattere pubblico che privato (ex att. 83 del dm 16/2/1982).
La legislazione prevede l’obbligatorietà di verificare e “rinnovare”, tramite un procedimento ad hoc, la conformità antincendio dell'attività precedentemente ottenuta.
Ma Serraiocco, l'ottimista che ha fiducia che nulla possa accadere all'interno delle Naiadi, fregandosene della sicurezza dei suoi Clienti, non ha ancora provveduto al rinnovo del Certificato. Come dire, insomma, che le Naiadi, al momento, sono inagibili o pericolosamente agibili.
Ma tutto ciò non basta a far muovere il sedere sempre più pesante dell'amministratore (è sempre dimissionario?) che, come responsabile della società Progetto Sport, non ha mai provveduto ad alcun riparto nei confronti dei creditori privilegiati, ma soprattutto nei confronti degli ex dipendenti con contratti a tempo indeterminato alcuni dei quali, dopo tanti anni di lavoro e professionalità, sono stati licenziati ingiustamente solo per ridurre i costi di gestione e favorire il famoso Concordato Fallimentare.
Quando la dottoressa Mariani si accorse (a fine maggio) di quello che era accaduto, convocò il Serraiocco per chiarimenti, ma lui non si presentò e fece andare in sua vece Livio Di Bartolomeo, che era l'ultimo socio arrivato e che si rivelò una testa di legno, poiché non sapeva nemmeno (o quasi) di cosa parlasse la Mariani...
E allora nessun dubbio le è venuto, dottoressa Mariani? Eppure risulta, da testimonianze scritte in nostro possesso, che lei è stata sempre informata dei fatti, ma non ha mai provveduto al controllo per la tutela dei lavoratori.
Addirittura ancora oggi non è stata risolta la liquidazione dei TFR né si è provveduto al pagamento degli stipendi del dicembre 2014 (!)
E' regolare il licenziamento dei dipendenti assunti a tempo indeterminato quando è in corso un Concordato Fallimentare?
E, nonostante tutto, la Progetto Sport è stata libera ugualmente di assumere altro personale.
A cosa è servito, si chiedono i creditori che non hanno ricevuto un soldo di quei 720 mila euro pagati dalla Regione, il controllo del Commissario?
Chi controlla il controllore?
Nel disinteresse, almeno apparente, degli Organi Ufficiali, l'ottimista Serraiocco continua a fare i comodi suoi irridendo tutti...
Fino a quando? (Gianni Lussoso)