RIFLESSIONI D'AGOSTO FRA DEBITI, TRIBUNALE E CAMPIONATO
24/08/2018

Poco più di un anno fa, il presidente Sebastiani annunciava con tono stentoreo: ''Il nostro è un bilancio sano, senza debiti con le banche e con debiti tributari rateizzati. Tra un anno e mezzo chiuderemo il debito tributario, forse anche prima. Abbiamo una posizione pulita nei confronti delle società e non abbiamo più pendenze Fifa. Abbiamo finito di restituire soldi alle banche. Paghiamo ogni tre mesi 350mila euro di rateizzazione Iva, oltre il 60% del debito tributario è stato pagato. Per il prossimo anno (ndc: 2017-2018) la mia previsione è di chiudere in attivo.''
Queste le parole di Sebastiani sbugiardate dai fatti e dalle cifre.
Da parte sua, il dottor Mancinelli, l'ispettore nominato dal Tribunale delle imprese dell'Aquila per verificare la regolarità di alcune voci dei bilanci 2015/2016 della società biancazzurra, propone un vero e proprio libro nero sulla mala gestione della società ''Delfino Pescara 1936 SpA.
Un dossier di 65 pagine depositato in Tribunale, dove dei dodici punti esaminati dall'esperto, e relativi soltanto agli aspetti evidenziati nella denuncia che fatto scattare il provvedimento del tribunale aquilano, e non dall'esame completo dei bilanci in questione, soltanto due sono usciti indenni dagli accertamenti contabili.
Come dire, per Sebastiani, una Caporetto.
Una delle prime voci che figurano nella consulenza è quella della ''illegittima iscrizione di inesistenti/inesigibili ''crediti per imposte anticipate'' per un importo di 3 milioni e 358 mila euro''. L'ispettore parla di ''indebita permanenza'' di tale somma nel bilancio chiuso al 30 giugno 2015. ''Ciò perché la società ha basato tale iscrizione su un conto economico previsionale che già al momento di approvazione del bilancio era smentito dai fatti: per tale esercizio la società aveva previsto di conseguire un utile di 0,6 milioni di euro mentre il bilancio approvato ha invece mostrato una perdita di 4,7 milioni di euro''
Un altro capitolo riguarda l'emersione di equivoche operazioni per contanti prive di giustificazione''.
Ebbene per il consulente l'iscrizione di crediti per imposte anticipate per 2 milioni e 930 mila euro nel bilancio 2016 «appare supportata da un budget che, non solo non ha trovato conferme nei consuntivi, ma che al momento dell'approvazione del relativo bilancio appare avulso dalla realtà aziendale». Poi ci sono ancora le voci relative alla ''illegittima considerazione nell'attivo di crediti inesigibili o di dubbia esigibilità; l'omessa e/o errata rilevazione del debito verso il fornitore ''Oran srl''; l'appostazione di un fondo di svalutazione crediti del tutto insufficiente''.
La situazione debitoria del Delfino 1936, nonostante il pagamento dell'IVA in sospeso e che aveva prodotto il sequestro dei conti correnti bancari, dissequestro che non è stato ancora ufficializzato, nonostante le nostre richieste di chiarimenti alla Pescara calcio rimaste inevase, sarebbe di 7milioni e mezzo circa, verso il Fisco (che non è solo l'Ufficio IVA), e di oltre due milioni e mezzo, verso Fornitori.
In definitiva si potrebbe anche dire che la situazione debitoria della Pescara calcio - Delfino è nella logica della gestione, e quindi, non porterebbe a non avere timori.
Essi ci sono, invece, per la netta contraddizione tra ciò che ha rilevato il dottor Mancinelli e le dichiarazioni di Sebastiani che ostenta sicurezza ma che ha le sue serie preoccupazioni, specie dopo il risultato dell'ultimo incontro negli uffici del Tribunale dell'Aquila tra il dottor Mancinelli e i ''tecnici'' presentati da Sebastiani e facenti parte di uno studio di Napoli, raccomandatogli da amici romani. Da rilevare che, nell'incontro, non era presente l'avvocato Giuliano Milia, elemento portante del collegio di difesa di Sebastiani - Delfino.
I nodi di questa matassa saranno sciolti entro settembre prossimo, si spera.
Ora, per fortuna, possiamo cominciare a dedicarci al calcio giocato, e respirare un po' di aria più pulita, già fin da domani con il primo incontro della stagione con la Cremonese.
I trenta uomini a disposizione di Pillon, sembrerebbero, sulla carta, idonei a far scendere in campo una rosa dignitosa.
Il reparto più interessante sembra il centro campo che appare ricco di giocatori e con possibilità di alternative piuttosto valide. L'attacco, forse, necessita di una punta di rilievo, ma si spera che Cocco faccia un buon campionato, considerando anche alcuni rincalzi interessanti. In difesa c'è molta esperienza, qualche elemento che dovrà dimostrare il valore inespresso lo scorso anno, in definitiva un reparto che non fa gridare di entusiasmo ma che può fare la sua parte.(Gianni Lussoso)