TIFOSI, LA GESTIONE DEL CALCIO È CAMBIATA.
20/08/2018

Sempre più mi convinco, frequentando i tifosi, e seguendo le loro esternazioni sui vari social, che non si sono accorti, o non vogliono farlo, che la gestione del calcio è cambiata, così come sono cambiati i presidenti delle varie società.
L'aspetto più evidente è che non ci sono più i presidenti mecenati che ''stornavano'' parte dei loro guadagni realizzati con le loro aziende in zona, a favore della squadra di calcio anche per avere visibilità e tanta pubblicità di ritorno.
In questi ultimi anni arrivano ''presidenti'' che non sono legati al territorio con le loro aziende, che non hanno nemmeno motivi di passione per la squadra, ma solo interessi economici legati ai vari movimenti che non sono dettati da precise motivazioni tecniche ma solo per produrre plusvalenze, se va bene legali, altrimenti fittizie.
Ecco perché diffido di quei presidenti che pur essendo del luogo, non hanno alle spalle un'attività imprenditoriale di grosso respiro che sia di garanzia per il mantenimento della squadra.
Parlando del caso pescarese, inutile stare a farsi il sangue amaro per le ''diavolerie finanziarie'' che inventa giorno per giorno, secondo una vecchia politica di chi non ha i mezzi, del ''solco copre solco''.
L'unico grosso impedimento per Sebastiani di essere veramente un buon presidente, è il carattere. Conoscenze di tecnica amministrativa ne ha, di tecnica finanziaria anche, ma chi lo mette in stato di perenne aggressività e quindi di operare spesso sopra la linea, è il suo egocentrismo, il suo narcisismo, il suo credersi superiore, e di molto, agli altri, la sua estrazione sociale che lo porta ad atti e atteggiamenti che, con un minimo di vera educazione, non si consentirebbe mai, evitando di alienarsi sia le simpatie dei tifosi, sia la possibilità di avere soci importanti al suo fianco e non delle figure secondarie che lui manipola a suo piacimento.
Da qualche tempo i tifosi fanno dell'ironia sulla società Fano calcio che in queste ore ha annunciato ''di aver acquisito a titolo temporaneo dal Delfino Pescara 1936, i diritti alle prestazioni sportive del giocatore Alexis Jonathan Ferrante''.
I tifosi si chiedono se l'Alma Juventus Fano sia un Delfino bis, se sia una società di Sebastiani, ed altre domande che, però non portano a risposte vere ma solo a una considerazione importante che riguarda tutte le società che si stanno organizzando per avere delle ''società satelliti''.
L’operazione è chiara: tentare un business “dal basso” con il pallone, abbattere i costi di gestione e puntare sul progetto tecnico. Le due squadre si scambiano i giocatori, li fanno maturare e, al momento dell’esplosione, incassano con la cessione.
Più sono le società controllate, più queste opportunità aumentano. Ecco spiegato il perché della manovra di Sebastiani di creare un circuito di società minori tra l'Abruzzo e le Marche e le connessioni con società calcistiche estere.
Piccole società servono per ospitare giovani calciatori che sono prelevati dall'Africa, dall'America del Sud e persino dall'Asia.
Direttori sportivi, fondi d'investimento, procuratori senza scrupoli non esitano a mettere le mani su ragazzini e adolescenti, pronti a alimentare un giro di affari milionario che coinvolge il mondo delle scommesse, le scuole calcio, una serie di intermediari, le famiglie di centinaia di atleti e non ultimi i sogni e le ambizioni dei giovani talenti calcistici che hanno imparato a giocare a pallone nelle periferie povere del mondo.
Il business ha svenduto valori che sembravano intoccabili e alla fine il tifoso non esiste quasi più, meglio parlare di clienti da mungere il più possibile, con il rischio di vedere partite con atmosfere piatte.
La piazza pescarese è stata per anni considerata una tifoseria speciale ricca di entusiasmo e di amore per la propria ''maglia''. Basta leggere le cronache degli ultimi tre anni per capire quanto patrimonio umano e morale la politica di Sebastiani e i suoi atteggiamenti hanno depauperato. (Gianni Lussoso)