LE NAIADI POTREBBERO ESSERE UN AFFARE D
17/08/2018

Le Naiadi potrebbero essere un affare d'oro e invece è diventata una fabbrica di sotterfugi, di sveltine finanziarie, di maneggi a vario titolo, di assenze colpevoli, di coperture inammissibili, di millantati crediti... insomma, un casino.
Per capirci qualcosa di più, rispetto a quanto scritto nei precedenti servizi, facciamo un piccolo riassunto con relative domande e tentativi di risposte, dopo.
Si parte da un Concordato in continuità del gennaio 2015 relativamente alla società Progetto srl il cui Commissario Giudiziale è la dottoressa Claudia Mariani.
Il concordato è richiesto dall'imprenditore che si trovi in crisi, sia essa reversibile sia essa irreversibile, e quindi anche in uno stato di insolvenza1, può proporre ai propri creditori un concordato
preventivo basato su un piano il cui contenuto potrà essere diversamente articolato.
Il piano potrà infatti, prevedere: la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei creditori attraverso qualsiasi forma e gli stessi creditori sono suddivisi in classi secondo posizione giuridica. Per legge è prevista la prosecuzione dell'attività di impresa da parte del debitore, la cessione dell'azienda in esercizio ovvero il conferimento dell'azienda in esercizio in una o più società, anche di nuova costituzione.
Detto questo si passa a un passaggio successivo: I signori Colaneri e D'Orazio acquistano il 70% delle quote della Progetto Sport srl e le quote rimanenti restano al precedente socio per il 30 percento.
Un successivo passaggio porta alla costituzione della Società Progetto Sport Nuoto a r.l. di cui la totalità delle quote della società Progetto Sport che vende a Colaneri, D'Orazio e Serraiocco per novecento (!) euro una società che vale, ad essere molto bassi un milione e trecentomila euro senza darne conoscenza al Commissario Giudiziale. Da questa società si arriva alla costituzione di Sport Life che non è una vera società ma un brand, cioè la precedente società ha cambiato nome ma, almeno nei primi tempi, e forse anche tutt'ora, usa la partita IVA di Progetto Sport Nuoto. Altro passaggio la costituzione di Sport Investiment i sui soci sono Progetto Sport per il 20%, D'Orazio 10%, Sarni 25% Sport Life 45% (i cui soci sono D'Orazio, Serraiocco, Colaneri, Sarni) e Sarni per il 25%.
Prima domanda: Perché Colaneri e D'Orazio acquistano il 70% di una società in Concordato quando, oltretutto si sa che la Convenzione con la Regione scadrà a fine 2018?
Basta ricordare che Progetto Sport era creditore nei confronti della Regione di una cifra piuttosto ragguardevole per lavori fatti e che la Regione si era impegnata, intanto a versare una prima tranche di 750 mila euro che copriva le spese fino al 2012, ma poi c'erano tutte le coperture da fare dal 2013 al 2018. Intanto Perché Serraiocco indice un CDA e in poche settimane, forse qualche mese, fa fuori tutti i vecchi collaboratori che pure erano stati in grado di gestire al meglio la situazione riuscendo sia a farsi pagare dalla Regione sia a farsi riconoscere dall'ACA una riduzione sostanziale del debito pagando il reale consumo dei cinque anni detraendo il surplus non dovuto per situazioni tecniche che l'ACA accettò e altro punto positivo l'adesione alla rottamazione chiesta all'Equitalia. Insomma vanificata un programma di ristrutturazione economica che avrebbe potuto portare Progetto Sport a sistemare le pendenze e a rifare gl'impianti nel lasso di tempo di circa tre anni?
Seconda domanda: Come è stato possibile vendere a se stessi una società senza che fosse informata la dottoressa Mariani?
Terza domanda: Considerando l'operazione Francavilla e di Chieti Scalo, quale valore è stato dato ai relativi contratti?
Quarta domanda: Come mai il notaio De Benedictis ''data l'urgenza'' autentica le forme di un atto che non è completo.
Quinta domanda: Per contratto gli ottantamila euro mensili che Progetto Sport Nuoto avrebbe dovuto pagare a Progetto Port, che fine hanno fatto, sono stati regolarmente pagati? E tutti i ricavi di Progetto Sport nuoto e quelli di Francavilla come sono stati contabilizzati? E anche per questa operazione la dottoressa Mariani afferma di non essere a conoscenza dei movimenti finanziari.
E parlando di movimenti economici intercorsi così assiduamente tra le varie società sono stati riscontri sei le movimentazioni dei corrispettivi combaciano con i saldi dei conti correnti?
Che cosa risponde Serraiocco alle tante inadempienze che hanno portato l'impianto delle Naiadi a non essere a norma, così come è possibile che non si sia attivato per aver il CPI da parte dei Vigili del Fuoco?
E poi, a quanto ammontano i contratti pubblicitari dei vari pannelli esposti in bella vista alle Naiadi, tipo Rodrigo etc...?
Si ha la netta sensazione che la gestione sia stata fatta in questi ultimi mesi con il preciso intento di affondare Progetto Sport e di evitare che pagasse il dovuto secondo il piano del Concordato per farla, probabilmente fallire, a beneficio di chi? E anche la maniera di operare che dà l'idea della ''gestione personale''di chi crede o pensa di essere al di sopra di ogni controllo.
Perché il Commissario Giudiziale, appena resosi conto delle mancate comunicazioni, non ha preteso ci vedere le movimentazioni di denaro considerando che molti pagamenti, compreso quelli dei dipendenti, sono stati fatti per contanti e senza dare la tracciabilità richiesta (anche se la legge è recente)?
Come mai la Regione si è disinteressata sempre delle Naiadi, forse perché non rientra nelle sue competenze? Pensa forse di liberarsi del peso vendendo? E come potrà fare il prossimo bando, che dovrebbe essere bandito a gennaio, se sa di avere una struttura non a norma?
Basterebbe poco, per chiarire ogni aspetto, se ce ne fosse la volontà: un primo controllo contabile per capire le varie entrate come sono state contabilizzate, come mai i tanti movimenti contanti e se c'è rispondenza tra i corrispettivi e i conti correnti bancari. Rivedere le visure delle varie società e farsi dire come mai abbiano dovuto vendere a se stessi una società, forse per eliminare dei vincoli esistenti nella prima e agire in libertà con la seconda?
Dato che il nostro compito non è quello di controllare questi atti e questi documenti, ma solo di portare a conoscenza del pubblico una situazione di disagio riguardante una struttura pubblica, che potrebbe essere una miniera d'oro, e che sta fruttando solo sorrisi a chi ''maneggia'' e smorfie dolorose a chi vede volatilizzare i tanti incassi e il rimborso della Regione, sarebbe opportuno che gli Uffici competenti si attivassero per controllare quanto succede alle Naiadi. (Gianni Lussoso)