SEBASTIANI,
13/08/2018

Il Messaggero scrive di una ''Tegola per Sebastiani di 4,5 milioni''. I tifosi si divertono a lanciare frizzi e lazzi mentre i difensori di ieri, e i vari reggi microfoni, fanno finta di niente e snobbano la notizia. Il presidente dice di essere tranquillo perché il pagamento era programmato.
Intanto il 29 prossimo, in seconda convocazione, c'è l'assemblea dei soci (!). Anche questa una ''furbata'' del presidente nel tentativo di salvarsi dalla ispezione che sta controllando sei ai bilanci del 30 luglio 2017 sono stati rettificati i ''falsi'' del 2015?
L'unica frase che mi rimbomba nel cervello è quella gridata da Sebastiani, ''La società non ha debiti...'' verrebbe da completare con ''solo bilanci falsi''.
Qui non si tratta di dire di essere pro o contro Sebastiani e la sua a volte ''fantasiosa'' maniera di gestire il Delfino 1936, né di sorprendersi del fatto che il calcio è malato a più livelli di gestione, dalla Federazione e Leghe sotto commissariamento, a diverse società che annaspano tra una ''maula contabile'' e l'altra.
Né mi sorprende che oggi siano in tanti a volere la testa di Sebastiani e a considerare ''Meglio l'Eccellenza che questa dirigenza'' e sono gli stessi che, quando in tempo non sospetti, ma molto prima di questo ''exploit giornalistico'' del Messaggero, scrivevo delle malefatte sebastianee, mi accusavano di essere nemico della Pescara calcio.
Nulla di nuovo sotto i cieli pescaresi.
Sono anni che questo signore, partito dal nulla, facendosi largo a gomitate e furbate di vario genere, si è arroccato sulla poltrona presidenziale e, con l'aiuto di strani personaggi del calcio nazionale, diversi dei quali inquisiti e condannati, è diventato esperto di plusvalenze fittizie, di operazioni di sfruttamento del calcio giovanile, di operazioni ambigue nello scambio di prestiti, e tutto questo con il beneplacito dei cretini di turno, e il guaio è che ne sono tanti, che dicevano che ''Rubano tutti che c'è di male che lo faccia anche Sebastiani, l'importante è che tenga il Pescara in Serie B''..
Alla faccia del ''caciocavallo... e simili bestialità fanno parte del corredo morale di tanti che hanno consentito a questo signore di diventare un uomo ricchissimo, come persona, e degno di essere etichettato come il peggior presidente dal 1936 a oggi.
Affermando ciò, alcuni dei soliti nulla facenti del tifo pescarese, ricchi della pacca presidenziale sulle spalle, hanno fatto finta di non capire i maneggi con la Fondazione, con la Gea, con gli scambi poco calcistici del ''tu mi dai un gatto ed io un cane...'' aggiustando i bilanci secondo necessità e presentando situazioni contabili che debbono essere ancora giudicati dal Tribunale dell'Aquila.
Che senso ha, oggi, esprimere sorpresa per il titolo del Messaggero, e alcuni servi incancreniti hanno accusato il giornale e il giornalista di incapacità e di voglia di fare lo ''sgubb'', come se questa notizia fosse una primizia. Sono due anni che il presidente Sebastiani è accusato di fare della contabilità a suo modo e di depauperare il patrimonio calcistico pescarese, ci voleva questo titolo per far risvegliare alcune coscienze di servi sciocchi che hanno consentito al ''parvenu dei colli'' di fare il suo comodo forte del suo credo ''Sono molto intelligente, più degli altri, e non saranno quattro sciocchi clienti a fermare la mia azione...'' Ma ora sono quattro, o forse più, i funzionari della Finanza e avrà poco da fare il furbo e dovrà dimostrare, cifre alla mano, dove sono finiti i milioni di euro incassati e mai spesi per il Delfino, se non in piccola parte.
''Daje e daje, pure la cipolla diventa aje'' e l'aglio, caro Sebastiani, pur se fa bene al sangue, è molto indigesto e fa sentire la puzza sulla pelle e non ci sono profumi di comodo che tengano. (Gianni Lussoso)