NON SEMPRE IL SILENZIO È D'ORO
12/08/2018

Non sempre il silenzio è d'oro, specie quando chi sa, dovrebbe parlare forte e chiaro e non costringere persone serie e con incarichi ufficiali, a dire: ''Ho solo timore che questa 'pratica', come già accaduto ad altre, non sia seguita con la dovuta attenzione. Comunque, almeno per questa, spero che si faccia chiarezza, perché le Naiadi sono un simbolo di Pescara e devono essere salvaguardate. Bisognerà muoversi con intelligenza e attenzione.''
Oppure: ''Conosco quell'impianto da quando sono nato e le assicuro che entrano tanti di quei soldi che a gestirlo in maniera corretta si potrebbe tenerlo a lustro per sempre, e invece consapevolmente si continua a far ad arricchire privati, chissà per quale motivo, stessa cosa dicasi di tutti gli altri impianti natatori abruzzesi...''
La Finanza, comunque, è da giorni che controlla la situazione interna delle Naiadi ed è giusto che, nell'ambito del suo lavoro, lo faccia con la massima discrezione. Del resto non sono loro, a dover parlare, ma i funzionari della Regione, che sanno i termini della convenzione e come circolano montagne di soldi; i funzionari della BPER, che dovrebbero dire come mai tanta benevolenza verso Serraiocco, tanto da consentirgli di manovrare in poche ore, con assegno circolare di 720 mila euro di cui si dovrebbe avere il tracciato, un rimborso della Regione di 750 mila euro, danneggiando i creditori, chirografari e privilegiati che sono rimasti a secco. La stessa dottoressa Mariani, Commissario Giudiziale, dovrebbe dire come mai in ritardo ha fatto presente le sue giuste ragioni per essere stata tenuta all'oscuro di tante operazioni ''strane'' fatte da Serraiocco, Colaneri e Compagnia bella.
Sarebbe doveroso, oltre che opportuno, chiarire senza ombre di sorta, considerando che le Naiadi sono un bene pubblico, ancorché dato in gestione a privati, che ne hanno fatto un uso ''allegrotto'', come sia stato possibile all'amministratore Vincenzo Serraiocco, che oggi appare, stranamente, dimissionario agire con tale libertà. Infatti, nel mese di gennaio scorso ha ceduto la Società Progetto Sport Nuoto, che è l'asset (termine inglese che indica, in senso molto ampio, ogni entità materiale o immateriale suscettibile di valutazione economica per un certo soggetto) essenziale per garantire l'efficacia del Concordato a, roba da non credere, Serraiocco stesso e Colaneri che è già socio di Progetto Sport e D'Orazio.
Facile intuire che, di fatto, si assiste a una spoliazione della Società Progetto Nuoto, che è lo strumento più importante di realizzazione di introiti di Progetto Sport con i quali dovrebbe pagare i suoi debiti come da Concordato.
E, sempre dalla fervida mente di Serraiocco e Colaneri, è partorita l'idea di cambiare di nome la Società Progetto Nuoto trasformandola in Sport Life che, per contratto, dovrebbe pagare mensilmente, a Progetto Sport, ottantamila euro che avrebbe dovuto utilizzare per pagare parte dei debiti, e si teme (siamo molto vicini al vero) che, da quando hanno fatto la cessione a se stessi, non abbiano onorato tutte le scadenze mensili arrecando ancora un danno a Progetto Sport.
Un altro aspetto da chiarire è che, oltre ad aver venduto la Società a se stesso a un valore nominale irrisorio di 900 euro (!), a fronte di un fatturato medio di un milione e trecento mila a un milione e seicentomila circa, e cosa ancora più curiosa è che l'atto redatto presso il notaio De Berardinis è stato fatto solo con l'autenticazione delle firme...!
E, nella girandola delle società costituite da Serraiocco, ha diritto di operatività anche Sport Investment che è costituita per il 45% da Sport life (cioè dei nostri soliti noti), il 20 % da Progetto Sport, il 25% da Alessandro Sarni e il 10% da D'Orazio.
E' giusto mantenere ancora il silenzio, che non è d'oro, e cominciare, invece, a chiarire la situazione delle Naiadi e di Serraiocco e Colaneri e soci vari? (Gianni Lussoso)