FARE MERCATO...
15/06/2018

Ricordo esperienze fatte in un passato lontano, ero al Messaggero, e seguii alcuni ''Mercati''. Allora le squadre erano associazioni sportive, non “società”, cioè soggetti economici con obblighi definiti dal diritto commerciale, quali il bilancio, la gestione finanziaria, i contratti, i marchi, i diritti di immagine, eccetera.
Il calciomercato si svolgeva in sessioni “chiuse” in un unico luogo (tipo l’Hotel Gallia o Milanofiori) dove i presidenti si riunivano, e facevano affari anche sostanziosi e concludendo con una semplice stretta di mano e non ho ricordi di qualcuno che non abbia onorato l'impegno preso.
Non c’erano direttori tecnici, direttori sportivi, amministratori delegati.
C’erano gli intermediari. Queste figure si sono poi evolute diventando procuratori che, oggi, sono rappresentanti di scuderie di giocatori a tutti i livelli e non sempre il loro agire è adamantino.
Oggi, il mondo del calcio si è fortemente professionalizzato, così si è anche progressivamente fatto più complesso.
Come funzionano i bilanci delle squadre di calcio e qual è l’impatto del calciomercato?
Come per qualunque impresa, l’aspetto economico è rappresentato dalla differenza tra ricavi e costi. I ricavi sono rappresentati da: biglietti, diritti televisivi, merchandising e le fantomatiche plusvalenze (parlo sempre di quelle legittime e non di quelle fittizie che sono un reato).
I costi sono rappresentati dagli stipendi dai costi di gestione dagli interessi sui debiti e dagli ammortamenti
In questa ottica, l’acquisto di un giocatore rappresenta – da un punto di vista solamente economico – un aumento del costo relativo allo stipendio e dell’ammortamento, calcolato come valore di acquisto ammortizzato negli anni di contratto.
Quando una squadra ha più ricavi che costi, genera un utile, che può essere ridistribuito agli azionisti attraverso i dividendi: una favola in cui nessuno crede.
L’aspetto finanziario è rappresentato dalla differenza tra entrate e uscite.
I ricavi non necessariamente rappresentano un’entrata finanziaria immediata, così come i costi non necessariamente implicano un esborso finanziario immediato.
Quando le uscite superano le entrate, è possibile finanziare le casse della società con aumenti di capitale degli azionisti o contraendo debiti.
Ci sono poi i casi in cui gli azionisti, invece che immettere fondi con aumenti di capitale, preferiscono fare prestiti onerosi, e ricevere cospicui interessi.
L’acquisto di un giocatore con formule più sofisticate (per esempio, prestito con obbligo di riscatto, pago dilazionato) non ne cambia l’aspetto economico, cioè l’impatto sull’utile dell’anno, ma cambia il peso finanziario dell'operazione.
Quindi, qual è la ricetta per poter creare una squadra forte e sostenibile finanziariamente nel tempo?
Come è possibile mantenere un equilibrio economico-finanziario in un mercato con prezzi gonfiati e stipendi altissimi?
Esistono varie possibilità: Diritti TV. Plusvalenze: il “modello italiano”, basato in comprare giocatori e rivenderli a valori più alti. Generare plusvalenze, così come il valore dei prestiti, comporta aumentare i ricavi totali, ma non quelli operativi. Non è, quindi, un modello sostenibile nel tempo.
Ci sono diversi modi di acquisto: IL più semplice sarebbe pagarlo al momento dell'acquisto ma non la fa nessuno. Si punta sugli scambi, sui prestiti che sono onerosi con obbligo di riscatto.
Il prestito oneroso è sempre esistito. Quando un giocatore va in prestito in una squadra, questa paga sempre una cifra (più o meno alta) per averlo temporaneamente.
Il prestito con obbligo di riscatto è una formula che obbliga l’acquirente ad acquistare un determinato bene dopo aver goduto delle sue prestazioni per un determinato periodo.
Si può anche avere un giocatore in prestito e impegnarsi a ridarlo ad una cifra già convenuta.
Un giocatore può essere acquistato anche a parametro zero se il suo contratto è scaduto ed il giocatore non lo ha rinnovato. In questo caso egli può accordarsi con un altra squadra ed il prezzo del suo cartellino è nullo. Alla fine del contratto il giocatore è come un “normale” disoccupato. Un giocatore svincolato è la stessa cosa: non ha rinnovato il contratto con la propria società e può essere acquistato a parametro zero da un’altra società.
Per una società calcistica assumere un giocatore a parametro zero è sicuramente un grosso vantaggio, mentre per le piccole società vedersi portar via un giocatore a parametro zero è sicuramente un danno. A Pescara, oggi, con i casi di Campagnaro e Bovo assistiamo alla possibilità di fare un contratto a gettone, cioè la società paga una cifra convenuta per ogni partita giocata.