PEPPE ADOLFO DE CECCO ENTRATO NELLA GIULIANOVA CALCIO
06/06/2018

Appena giunta la notizia, i tifosi si sono scatenati nei loro siti ufficiali e hanno dato vita a una sarabanda di commenti che lasciano capire come, in definitiva, ci siano rimasti male.
La frase più ricorrente è stata: Ma se aveva voglia di rientrare nel calcio, perché non l'ha fatto con il Pescara?
Ma ci vuole tanto a capirlo?
Basterebbe conoscere un pochino il carattere ''fumino'' del signor Peppe De Cecco per capire che, quando ha intuito il vero carattere di Sebastiani, invece di stare a lottare, perché non è nelle sue corde perdere tempo con certe situazioni, ha preferito mollare tutto senza stare a guardare nemmeno quanto la scelta gli sia costata in termini pratici ed economici.
Non voleva avere a che fare con un certo tipo di gestione e ha lasciato stare.
Che poi ad arte gli sia stata confezionata l'immagine di un ragazzino che ''si riprende la palla e se ne va'', oppure quella di ''zio Sforbicione'', dimostra chiaramente quanto la superficialità dei commenti di alcuni tifosi (qualcuno anche molto vicino a ragioniere) possa essere deleteria.
Infatti, invece di ricostruire un rapporto, fidando proprio sull'amore di De Cecco per il calcio, e per il valore aggiunto che la sua presenza in società poteva rappresentare, si è preferito schernirlo dimenticando anche che il vero artefice della promozione con Zeman fu lui, e i risultati sono questi.
Il padre padrone, che ha dovuto mettere in mano tutta la sua contabilità, per difendersi dai rilievi fatti dal dottor Mancinelli, a uno studio di Napoli (vedi Gea, Moggi...), come se a Pescara non ci fossero studi di commercialisti validi a dimostrare le ragioni di chi ha operato (come dice) in piena regolarità: Ha ''sfasciato'' letteralmente un patrimonio calcistico fondato su un settore giovanile che è ai minimi termini; ha indebitato la società in modo pesante, e tra due settimane sapremo a quanto realmente ammonta il passivo; ha quasi frantumato lo spirito combattivo della Curva Nord, che solo ora si sta riprendendo e si sta ricostruendo per cercare di riavere disponibile quello zoccolo duro che fu capace in altri tempi di salvare il Pescara dall'assalto dei pescecani del calcio. Ha riempito di chiacchiere tutti quanti millantando operazioni che non sono state mai più fatte nonostante le presentazioni ufficiali in sedi anche politiche.
Chiedersi perché De Cecco non sia rientrato nella Pescara calcio significa avere occhi chiusi e cervello in ferie e non aver capito le varie manipolazioni poste in essere da Sebastiani.
I pochi (per fortuna sono ridotti al minimo) difensori d'ufficio, dicono che nessuno ha mai fatto così bene nella storia della Pescara calcio... bene, io che la Storia l'ho scritta e pubblicata in decine di volumi, a questa affermazione resto allibito e dico che chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente. E se poi conoscendola, come certi reggitori di microfono, non la dicono, affermo con forza che lo scandalo non sta nel non dire la verità, ma di non dirla tutta intera, introducendo per distrazione una menzogna che la lascia intatta all'esterno, ma che la corrode, così come un cancro, il cuore e le viscere.
E qualcuno dovrebbe vergognarsi (Gianni Lussoso).