NON V'È LIMITE ALLA PERFIDIA
04/06/2018

Ho ascoltato e letto con attenzione le parole di Sebastiani dette al solito referente. A costo di essere ancora considerato dalla sua cerchia un ''nemico personale'', certo come sono che le fandonie possono essere annullate solo con la verità, quella che i suoi reggitori di microfono non direbbero mai, per ovvii motivi, e naturalmente, attaccando Sebastiani e il suo modo di gestire la Pescara calcio, viene automatica, per i cialtroni di turno, la considerazione che sono ''amico di Iannascoli'', perché capire che si può essere cultori della verità, in un mondo di perfidi è cosa insolita.
Partendo dall'atteso pronunciamento del tribunale delle imprese dell'Aquila che dovrà decidere sulle incongruenze nei bilanci 2015 e 2016 evidenziate dal socio Danilo Iannascoli, Sebastiani ha detto: ''Situazione paradossale ma c'è e quindi dobbiamo affrontarla. C'è un giudice che deciderà, io ho tanta fiducia negli organi di giustizia e sono sicuro che stabiliranno che la società ha operato bene in questi anni. Se così non fosse stato oggi non saremmo qui. C'è chi mangia e poi si scorda''.
Infatti, lui ha scordato che il socio Iannascoli ha in società ben quattro milioni di euro suoi e ha ancora garanzie personali in essere e che quando dice che è solo Iannascoli a lamentarsi della sua gestione, fa finta di credere che non si sappia all'esterno che gli altri soci, in buona parte, sono di facciata e non hanno potere, viste le quote risibili che spesso hanno.
Ha poi aggiunto: ''Ci sono delle situazioni in corso che sto portando avanti da diverso tempo, se questa squadra deve passare di mano, deve farlo con persone più brave di quelle che ci sono adesso. Se volessi solo andarmene e togliermi questo problema ci metterei un minuto a vendere, ma sono pescarese e se vado via non voglio avventurieri che dopo 6 mesi fanno sparire la società''.
Mente sapendo di mentire.
La prima caratteristica che connota un bugiardo patologico è dichiararsi sostenitori della sincerità e dei valori.
Si tratta di persone severamente malate, anche se appaiono normali in superficie, e il loro disturbo può provocare gravissime conseguenze a chi sta loro vicino.
Fondamentalmente, si tratta di persone che sono in grado di inscenare una pantomima della realtà fino ad apparire sinceri anche al più attento osservatore, immaginmarsi a chi da anni ha preso la posizione più congeniale a novanta gradi.
A molti capita di incontrare e conoscere persone con tale disturbo; essi si presentano con grande ipocrisia e astuzia come persone buone e sincere, quindi utilizzano questa maschera come copertura al fine di poter mentire e raggirare con maggior efficacia. Perciò è molto difficile riconoscerli e si può facilmente diventarne vittima nelle relazioni di amicizia, di lavoro e sentimentali.
In tutti questi anni in cui ho avuto modo di osservare le sue azioni da una posizione proivilegiata di liberta professionale e l'ho visto manipolare situazioni e persone.
Il manipolatore relazionale è egocentrico; un vampiro psico-affettivo che si nutre dell’essenza vitale delle sue prede. Critica, disprezza, colpevolizza, ricatta, ricordando agli altri i principi morali o il perseguimento della perfezione, ma questo solo quando gli torna utile. E per raggiungere i suoi scopi ricorre a ragionamenti pseudo-logici che capovolgono le situazioni a suo vantaggio.
Si auto-commisera, si deresponsabilizza, non formula richieste esplicite e chiare. Non tollera i rifiuti, vuol sempre avere l’ultima parola per trarre le sue conclusioni, pur non condivise. Muta opinioni e decisioni. Soprattutto mente, insinua sospetti, riferisce malintesi. Simula somatizzazioni ed autosvalutazioni, ma dimostra sostanzialmente disinteresse affettivo, altro che amore per il Delfino e per il Pescara che non ha fatto precipitare in C, con la sua smania del guadagno e basta, per un soffio. (gianni lussoso)