CORRERE DIETRO IL VENTO
02/06/2018

Correre dietro il vento è quello che stanno facendo molti giornalisti, preoccupati di riempire delle pagine che aspettano di essere stampate e lanciano presunti interessamenti per giocatori che, poi, se li chiami direttamente, ti dicono di non aver mai avuto rapporti con dirigenti del Delfino 1936.
Stessa inutile corsa stanno facendo molto sportivi e tanti tifosi che, piuttosto preoccupati, dopo aver accusato di fantasticherie chi vi scrive, ora studiano l'art. 2409 c.c. e si destreggiano in tanti articolati e dimenticano che le irregolarità sul bilancio sono state accertate da un perito già nominato dal tribunale che avrebbe rivelato delle irregolarità che ora saranno i difensori del ragioniere Sebastiani a dover confutare.
Quindi, inutile correre a vuoto dietro il vento, meglio dedicarsi alle varie analisi della situazione concreta del sodalizio e sperare che tutto si accomodi.
In altri momenti, quando anticipando tutti, scrissi di plusvalenze fittizie (badate bene non plusvalenze reali che sarebbero un merito del presidente) venni additato come il nemico personale di Sebastiani e di avercela con lui per partito preso o per non ben specificati altri motivi.
In questo contesto fui tacciato di mettere in risalto la pescaresità di Iannascoli e che la Pescara calcio e il suo presidente avevano fatto male a perdere un collaboratore di tale fatta.
Il mio rispetto per la ''pescaresità'' di Iannascoli è datata e va ben oltre il suo ingresso nella vita sociale e produttiva Infatti, essendo stato un giovane calciatore della Tiburfuoco negli anni Cinquanta, ed essendo stato già da quella giovanissima età interessato a conoscere fatti e situazioni, mi trovai ad avere stima e rispetto per tutta una famiglia, Iannascoli, appunto, che con impegni personali, riuscivano a gestire con successo, e per molti anni, società di calcio giovanili.
Detto questo, solo dopo molti anni ebbi modo di conoscere il loro figliolo e nipote (visto che erano diversi fratelli) nei rapporti quasi quotidiani con il papà e la mamma impegnati nella gestione degli spazi pubblicitari all'interno dello stadio.
Incuriosito notai e apprezzai lo spirito imprenditoriale di un giovane che, da speaker allo stadio era riuscito a entrare da socio importante nella Pescara calcio ed ero certo che il fatto di ''aver mangiato pane e calcio per decenni'' fosse un plus valore (non plusvalenza fittizia) per il Delfino fino al momento in cui, accortosi delle spericolate operazioni, che non condivideva del presidente, decise di dimettersi.
Giornalisticamente, e non per altri motivi che qualche idiota continua a sostenere, giudicai in modo positivo la sua scelta che, poi, è stata avallata anche da una relazione di un perito teramano, del Tribunale dell'Aquila.
Nel frattempo, alcune situazioni societarie e personali legate al calcio a5, hanno portato Iannascoli a prendere delle decisioni piuttosto decise tanto da ritirare la squadra da un campionato perché riteneva di essere stato danneggiato... Non entro in questi dettagli che non conosco e che esulano dal mio campo di lavoro quotidiano che è, soprattutto, il calcio a 11.
Questa mia ''assenza'' ha dato fiato al solito idiota che ha voluto vedere in essa, una mia presa di posizione a favore del signor Iannascoli.
Non ce ne sarebbe bisogno, anche per non dare parità polemica all'idiota di turno, ma solo per completezza di cronaca e di giudizio, ribadisco che, così come non ero e non sono interessato personalmente a criticare Sebastiani, parimenti non sono interessato a perorare la causa di Iannascoli di cui riconosco sempre i valori sportivi suoi e della sua famiglia.
Se poi, per motivazioni che solo lui conosce, ha inteso denunciare Sebastiani e ritirare la sua squadra, da giornalista ne prendo atto e ribadisco che, personalmente, non me ne frega un tubo.
E' chiaro stolto provocatore?
E chiudo, se i miei articoli non le piacciono, non li legga, ma non mi stia a ''sfriculiare'' con i suoi attacchi... e non continui a correre dietro il vento, è da ebeti. (gianni lussoso)