HA DATO GLI OTTO GIORNI ALLA SERVA (LA CITTÀ)
25/05/2018

Quello con la faccia tosta come il bronzo, ha detto che aspetterà sette giorni e se non arrivano offerte concrete, continuerà a gestire il Delfino come gli pare e con i suoi sistemi.
Non si rende conto di come sia diventato ridicolo e di come il giudizio della città è diventato veramente negativo nei suoi confronti: persone appassionate che non parlano più del Pescara; persone appassionate che dichiarano di non voler andare più allo stadio finché ci sarà ''cullù''; persone che aspettano i risultati della indagine della Magistratura. E lui, per tutta risposta, dà gli otto giorni alla Città.
Dimentica di dire che all'eventuale acquirente, che non ci sarà perché nessuno è tanto scemo da regalargli altri euro dopo quelli ''impolpati'', non offre una documentazione reale e veritiera; lascia una rosa di 14 giocatori sotto contratto di cui diversi buoni per altri campionati minori; 5 giocatori in scadenza di contratto; 11 giocatori (quasi tutti hanno giocato da titolari in questo campionato) che vanno via per fine prestito; poi ci sono 16 giocatori che rientrano da fine prestito... come dire un organico rivoluzionato che solo il buon Bepi Pillon può accettare dopo aver imparato la regola che ''non possiamo tarpare le ali al giocatore che vuole andare via...''
Insomma questo signore (si fa per dire) sta giocando sulla pelle dei tifosi come il gatto con il topo. Lui crede di essere il gatto, e considera topi (oltre che quattro scemi e clienti da sfruttare) i tifosi.
Non ha capito che l'aria che tira è diversa.
Che provi a rifare i giochini con la Gea, che provi a vendersi Brugman, che provi a far venire a gustare gli arrosticini ad alcuni bidoni marcati Moggi e poi vedrà se sono topi o se sono tigrotti pronti a farlo correre.
Di infinito ci sono solo l'universo e la stupidità di molte persone... aggiungerei anche l'arroganza del ragioniere che si permette di dare gli otto giorni ai Pescaresi.
Pensi a ravvedersi e a studiare, con i suoi scarsi collaboratori (scelti a sua misura), una politica di comunicazione idonea a far riavvicinare la tifoseria alla quale, sarebbe ora, chiedesse ufficialmente scusa, altro che sette giorni, e non pensi di potersela sempre cavare con i tapini che gli reggono il microfono senza ribattere una sola delle migliaia di parole che pensa di ammannire ai tifosi e alla Città intera.
Spieghi come mai, imprenditori che lui ha detto che stavano a fare la fila per entrare nel sodalizio, sono letteralmente scomparsi dalla sua visuale, e come mai continua ad avere in società personaggi chiacchierati anche da paesi stranieri che nulla avrebbero da spartire con il calcio pescarese. E per finire, ci dice come giustifica ai ''Clienti'' quelle inutili conferenze presso sale consiliari in cui sono stati presentati progetti che dovevano partire ed essere realizzati in massimo due anni e che sono ancora nella sua mente un pochino confusa? (Gianni Lussoso)