PAROLE VUOTE AL VENTO
23/05/2018

Aprire bocca e dar fiato giusto per tentare di incantare ancora , con parole vuote che sanno di nulla, chi l'anello al naso se lo è tolto da tempo e che possono essere raccolte solo dai lecchini reggitori di microfono che non hanno il coraggio di chiedere il perché delle tante situazioni negative.
Daniele Sebastiani, con una faccia tosta più del bronzo ha detto: ''Dopo un periodo così tribolato ora mi fermo io a riflettere sul mio futuro. Da tempo sento dire 'Sebastiani vattene', fino al 30 giugno sono qui per eventuali subentranti. Se arriva qualcuno, porte aperte. Se non ci sarà nessuno, continuerò facendo quello che posso e decidendo di testa mia''.
Sebastiani poi ha parlato anche della panchina della prima squadra, con Giuseppe Pillon ancora in bilico: ''Il mister è stato molto bravo, ma prima di impegnarmi e impegnare altre persone devo capire cosa succede''.
Orbene, sarebbe stato lecito chiedergli di precisare quando ha fatto qualcosa con la testa degli altri, visto che comanda da anni come un padrone vecchio stampo e, credendosi unto dal Signore, è convinto di essere stato abilitato con una laurea in scienze calcistiche e di capirne più di tutti gli altri.
Porte aperte per chi vorrà entrare, ma non ha precisato se, prima di aprire quelle porte, metterà a posto i conti che presentano un passivo abnorme, soprattutto dopo le sue reiterate dichiarazioni di avere una contabilità corretta e precisa e che non c'era debiti da sostenere e da onorare.
In tutto il suo parlare, che ha dato l'impressione di un correre dietro il vento, ha cercato con il sostegno imbelle di chi gli reggeva il microfono, di passare da vittima ed eroe dopo aver compiuto molti misfatti calcistici che sono nella memoria e nel ricordo di tutti.
Einstein diceva che vi sono due cose senza fine: lo spazio siderale e la stupidità umana.
Con tutto il suo bla bla, non ha precisato che ha depauperato quasi tutto il settore giovanile, che di proprietà del Delfino ci sono pochi giocatori, che il meglio se ne va tornando come fine prestito a casa, che ha presentato ufficialmente molte iniziative mai fatte e cadute nel dimenticatoio, ha assemblato una rosa alla rinfusa senza un preciso programma e con la solita strategia di fare cassa senza arricchire, però, il Delfino.
Non starò qui a ripetere il lungo elenco delle castronate fatte, sia per errore e quindi ignoranza calcistica, sia per mero servilismo nei confronti dei suoi consiliori romani, anche perché i lettori del mio blog sanno bene come stanno le cose, invito però a riflettere su quello che non ha fatto e su quello che dice.
Rimango allibito quando il ''nostro'' afferma che, oltre alle tante altre cose che lascerà in eredità alla città (quali, per carità, li vuole elencare?) ci sarà anche il nuovo stadio, allora comincio ad avere il dubbio che abbia bisogno di farsi visitare e da uno buono.
Peccato che gli dia appoggio, forse non voluto, anche Pillon quando dice che questa squadra è da sette e ha tanti margini di miglioramento.
Pillon, di che squadra sta parlando considerando che a fine giugno la metà dei giocatori andrà via? Forse spera di avere una squadra da sette con il prossimo mercato? ma stia attento, che il ''nostro'' in quanto a bugie, se ne frega di Pinocchio, come del resto lo hanno ribattezzato i tifosi biancazzurri. (Gianni Lussoso)