TUTTI ALLO STADIO
10/05/2018

Il tam tam è cominciato da un paio di giorni e in queste ore il ritmo del messaggio è ripetuto con scadenze frenetiche: tut-ti al-lo sta-dio, anche con striscioni apparsi su vari muri della città.
Ei biancazzurri dovrebbero essere tanti, sabato, all'Adriatico per rispondere alla chiamata e all'impegno di aiutare la squadra a tenersi la serie B nonostante le tante cavolate fatte dal presidente in questi mesi.
La voce è forte e decisa: tutti allo stadio.
I ragazzi della Curva Nord hanno anche organizzato anche un incontro aperto sotto lo stadio per dare la possibilità, a tutti coloro che hanno a cuore le sorti del Delfino, di partecipare e contribuire a organizzare un pomeriggio di passione e di tifo che spinga i giocatori a dare il meglio delle loro capacità.
Tutti sanno che non è ancora finita e che quel punto serve come il pane a un affamato.
Un punto solo, sembra poco ma è come dover scalare una montagna quando si ha di fronte un avversario, forse meno forte, ma combattivo e motivato come non mai.
Qualcuno, ingenuamente, ha parlato di biscotto: assurdo.
Un pareggio basterebbe solo al Pescara, per l'Ascoli sarebbe una beffa. Gli ospiti sanno che dovranno giocarsi la partita dell'anno e che conta, per essi, solo la vittoria. Il pari, ripetiamo, starebbe bene solo al Pescara.
Ma guai giocare solo per la divisione della posta in palio: potrebbe rivelarsi un suicidio calcistico.
E' una finale da vincere. Si giocherà per vincere dimenticando, per due ore, le cattiverie presidenziali. Si tiferà solo per il Delfino.
Ci sarà tempo e modo per fare i conti e richiamare all'ordine chi ha provocato questo mezzo disastro tecnico.
Sabato conta solo vincere.
Alle cinque della sera sapremo se gioire o soffrire ancora per novanta minuti a Venezia.
Facile richiamare alla memoria le splendide parole del cordoglio funebre per l’amico torero che muore in corrida, ma è anche la tragica esaltazione della corrida stessa, sentita come una sorta di rito religioso, come un supremo confronto tra forza e intelligenza, tra brutalità ed eleganza, istinto e ragione.
Nei versi di Garcia Lorca si parla della corrida, noi vivremo un pomeriggio di calcio come fossimo alla corrida: con lo stesso impegno e con la consapevolezza che una partita di calcio, come la corrida, può essere un accorato e commosso inno alla vita.
Una esagerazione?
Il calcio, per i tifosi, è una esagerazione, è l'esaltazione del coraggio, dell'impegno, dell'amore per i propri colori sociali.
Per chi non sa vivere le emozioni calcistiche, può sembrare una pazzia collegare corrida e calcio, morte e vita, coraggio e omaggio di sé ai tifosi, ma basta essere all'interno di una curva, osservare sul volto dei tifosi tutte le espressioni che esprimono le varie emozioni sentite e vissute, per rendersi conto che non è un'esagerazione accostare le due realtà, anche se per la corrida non si può parlare di sport.
Tutti i colori delle emozioni sul viso dei tifosi e solo il colore biancazzurro nel cuore e pronti a sostenere le proprie ragioni calcistiche contro il destino, contro le volgarità del presidente, contro le forze di polizia, contro gli avversari, tutto condito da passione, vitalità ma anche rispetto per quello che il calcio deve rappresentare per tutti noi. (Gianni Lussoso)