IL CUORE NON DIMENTICA
04/05/2018

Desidero ricordare ai giovani tifosi pescaresi ciò che avvenne a Superga 69 anni fa.
La sequenza trionfale del Grande Torino, campione d'Italia dal 1942 al 1949, si interruppe tragicamente il 4 maggio 1949 alle ore 17,05. I giocatori del Torino tornavano a casa da una trasferta a Lisbona per una partita contro il Benefica, concordata tra i due capitani delle squadre.
Valentino Mazzola era amico del capitano lusitano Ferreira e volle che la squadra andasse a giocare a Lisbona per onorare il suo grande amico.
Mazzola e Ferreira si erano conosciuti in occasione della gara tra Italia e Portogallo giocata a Genova. Ferreira chiese a Capitan Valentino di disputare con un’amichevole contro il Torino in occasione del suo addio al calcio. Mazzola si disse d’accordo e l'intesa fu presto raggiunta. L’incontro fu fissato per martedì 3 maggio 1949 e il Torino ottenne dalla Federazione il permesso di anticipare al 30 aprile la sfida con l’Inter.
La gara contro il Benfica fu una vera amichevole, la formazione granata sconfitta 4-3 con grandi applausi al capitan Ferreira che abbandonava il calcio, in uno stadio gremito da quarantamila persone.
Il giorno seguente, il 4 Maggio, l'intera squadra salì sul trimotore I-Elce per fare ritorno a casa.
Il tempo era pessimo con nuvole basse e pioggia battente. Dopo l'ultimo contatto con la stazione radio, forse a causa del maltempo o di un guasto all’altimetro, l'aereo si schiantò contro la Basilica di Superga, avvolta in una fitta nebbia. Erano le 17,05 del 4 maggio 1949. Non c’erano più Bacigalupo, Ballarin, Maroso; Grezar, Rigamonti, Castigliano; Menti, Loik, Gabetto, Mazzola, Ossola erano andati via anche i due dirigenti (Agnisetta e Civalleri), i tecnici Egri Erbstein e Leslie Lievesley, il massaggiatore Cortina e tre giornalisti al seguito, Luigi Cavallero, Renato Tosatti e Renato Casalbore.
Dai nomi dei campioni possiamo bene vedere come il Torino di allora fosse, in definitiva, la nazionale azzurra per quasi nove undicesimi.
Nell'aereo doveva esserci anche Nicolò Carosio il grande giornalista che ''inventò'' le radiocronache in diretta ma restò in Italia perché doveva essere presente alla cresima di un suo nipote.
Dopo la tragedia, il Torino continuò il campionato con la squadra giovanile e a vestire la maglia numero dieci del grande capitano Mazzola fu il nostro, ormai possiamo definirlo pescarese, Tony Giammarinaro che del Pescara è stato allenatore e giocatore e vive in via Umbria.
Torino Genoa 4 a 0 fu la prima partita dopo la disgrazia.
Nonostante mancassero quattro giornate alla fine del campionato, la Figc assegnò al Torino, che guidava la classifica con 52 punti, contro i 48 dell’Inter e i 46 del Milan, lo scudetto 1948/1949 (proposta delle stesse società inseguitrici).
Per ogni sportivo, per qualsiasi amante del gioco del calcio, Superga è un simbolo, un luogo sospeso tra una realtà dolorosa e un sogno fascinoso che ha segnato la storia del dopoguerra italiano. Anche la Fifa, ha onorato gli Eroi del Torino proclamando il 4 maggio ''giornata mondiale del gioco del calcio.