USARE IL CERVELLO NON SOLO I PIEDI
24/04/2018

Perché il Pescara si trova a dover lottare per la salvezza nonostante il presidente Sebastiani avesse avuto a disposizione un allenatore come Zeman e un budget da investire nel mercato piuttosto considerevole?
Per ingordigia e megalomania del presidente.
Passato attraverso diverse traversie, legate a operazioni di finanziamenti, leasing partecipazioni immobiliari e ''umiliato'' dal sentirsi povero tra i ricchi imprenditori legati al calcio, ha cercato di colmare il divario economico con operazioni che altri avrebbero avuto timore di fare affinando le tecniche inventate da Cragnotti, ex presidente della Lazio, e da Moggi senior, oggi consulente sportivo, ex factotum del Napoli e della Juve e dal figlio Alessandro contitolare della Gea, società con sedi a Roma, Londra e Dubai, che si occupa di consulenze nel campo dello sport, per marketing e attività sociali.
Nella mitologia greca, GEA è la dea primordiale, quindi la potenza divina, della Terra.
E tutti questi personaggi, legati alla Gea, si sono sentiti investiti dalla forza della dea e capaci di fare affari importanti senza curarsi troppo di salvare le apparenze, essendo grandi cultori della propria immagine, del proprio io.
Il nostro Sebastiani, fidandosi della sua autostima, che ha raggiunto livelli perniciosi dopo che era riuscito ad allontanare De Cecco, Edmondo, Caldora, Iannascoli, e dopo essersi assicurato la collaborazione di Vincenzo Marinelli e il sostegno di alcuni grossi rappresentati della economia locale e della politica, si è sentito invulnerabile e sotto la spinta emotiva che lo ha portato ad avere una percezione di se stesso molto al di sopra delle reali e concrete possibilità, e lo ha portato a sentirsi adeguato sia alla oggettiva realtà sociale, sia al sistema soggettivo dei valori e dei giudizi.
Tormentato dall’immagine di sé, costretto a mentire per mostrarla grande, dopo le delusioni nel settore del leasing dell'attività immobiliare di alcune partecipazioni in situazioni economiche chiuse malamente, Sebastiani è apparso coinvolto in una drammatica lotta con se stesso e con gli altri per dimostrare che di lui si dovrebbe avere un’opinione elevata e lusinghiera. Ed è così che la soddisfazione del proprio io l'ha trovata in cambiamenti radicali professionali e personali.
Si sa che il megalomane vive in uno stato di eccesso maniacale permanente, cioè di esasperato entusiasmo e di esagerato apprezzamento di sé, perché intuisce che al di sotto di questa sottile lastra di ghiaccio si cela l’abisso della devastazione depressiva.
In realtà egli ha una stima di sé bassissima, collegata ad antiche percezioni primarie (giudizi negativi da parte dell’ambiente). Quindi egli vive da leone, in fuga continua dalla coscienza di sé, che vorrebbe rigettarlo a contatto con la sua immagine interna negativa.
Credendosi un esperto di cose calcistiche, ha bypassato tutti da Pavone a Repetto, a Zeman e ha fatto due mercati calcistici certo di aver realizzato grandi affari e che se le due squadre da lui formate non avessero conquistato almeno i play off, sarebbe stato un fallimento. Su tale credo ha bruciato Zeman e poi Epifani e ora si spera non lo faccia anche con Pillon.
Sebastiani ha preferito fasciarsi di fantasie, ingannare sistematicamente gli altri eludendo ogni possibile confronto; ma alla fine la vita reale o comunque la classifica del campionato di B gli chiedono un conto che egli non è mai in grado di pagare e, in casi non poco frequenti, subisce ad opera della realtà una punizione terribile (fallimenti economici e affettivi, denunce e beghe giudiziarie e l'odio da parte dei tifosi).
IL problema è che si dovrebbe usare il cervello, più che i piedi o in collaborazione con i piedi... intendendo per essi, il valore reale della squadra allestita.
Quindi, per sua colpa, il Pescara si ritrova in questa difficile situazione e ora la squadra è presa da un senso di ansia perché sa che, comunque, il percorso finale è irto di difficoltà.
Cervello e piedi da usare con intelligenza da parte di Pillon in modo da mettere una pezza a col orti agli errori madornali del ragioniere Sebastiani.
Quindi è necessario portare la squadra a non esaltarsi per la vittoria sullo Spezia ma capire che, con una buona dose di entusiasmo e di determinazione, può non perdere a Terni e poi giocarsi martedì prossimo le sue possibilità con il Cesena.
Inoltre si spera che la evidente megalomania non porti Sebastiani a credere che sia stato lui l'artefice della vittoria e quindi a credere già superati gli ostacoli che si frappongono alla salvezza definitiva e pretendere da Pillon che segua le sue intuizioni di neo laureato in scienze calcistiche. (Gianni Lussoso)