NON CEDERE ALLA PAURA
19/04/2018

Dopo le illusioni alimentate dalla presunzione di Sebastiani e dal cinismo mercantile dei suoi mentori romani, e dopo aver preso coscienza degli errori madornali fatti nell'assemblare una squadra con incerti equilibri nei tre reparti, che solo la bravura di Zeman aveva limitato, il tifoso ha cominciato ad avere paura e si è svegliato dalla narcosi presidenziale.
Ora la tifoseria, cosciente che ha dinanzi quattro scontri diretti dopo la partita contro lo Spezia di domenica prossima, comincia a sentire il morso della paura.
Ma essa deve aiutare a vincere e superare gli ostacoli e non a bloccare la forza che, comunque, questa squadra può esprimere.
E' quando ci accorgiamo che il campionato ci può sfuggire di mano e farci cadere nel baratro della C, allora bisogna essere in grado di diventare uomini completi: noi e l’inconscio, noi e la nostra paura camminiamo mano nella mano.
Le paure sono messaggeri del nostro “lato in ombra”, dell’inconscio, e servono a compensare gli eccessi di una politica portata avanti con molta presunzione da Sebastiani che è diventata troppo umiliante per una tifoseria come quella pescarese che si era persa in questa illusione di grandezza sportiva. Le promesse e le assicurazioni iniziali avevano indotto i tifosi a recitare il ruolo delle persone forti e sicure, ma ci ha pensato il ragioniere, con le sue alchimie finanziarie (che saranno giudicate entro giugno essendo stato completato l'iter di controllo della contabilità), a renderli consapevoli di essere fragili e deboli pur in un campionato non eccelso quello quale della B di quest'anno.
A saperla gestire, la paura ha una funzione positiva di segnalare uno stato di emergenza ed allarme , preparando la mente il corpo alla reazione che si manifesta con la volontà di dare fondo a tutte le più riposte energie e portare il Delfino a riprendere il largo e a nuotare in acque più azzurre.
Pillon dovrà essere capace di scuotere i suoi ragazzi e la tifoseria organizzata, quella che ha costruito il mito della Curva Nord Mazza, dovrà essere all'altezza della situazione e a sopperire agli atteggiamenti notevolmente negativi del ragioniere che ha denunciato chiaramente i suoi limiti nella gestione della società di calcio che rappresenta la città tutta intera e non il suo feudo personale in cui fare bisboccia con i compari.
Ha deluso Sebastiani, ma ancora di più ha deluso Marinelli che, pur con tutta la sua esperienza e con le sue entrature, è riuscito solo a guadagnarsi la poltrona di presidente onorario e non ha saputo dare una scintilla di forza in più al sodalizio che si è sentito due volte tradito.
Mancano solo sei partite al termine, bando alle paure e la Curva Nord abbia un occhio attento alle nuove manovre che stanno escogitando per pappare l'ultimo brandello di carne rimasto attaccato all'osso, e garantisca il sostegno alla squadra e la certezza di una condanna al ragioniere nel malaugurato caso si perda questa dimensione calcistica. (Gianni Lussoso)