SI CERCANO SCUSANTI INVECE DEI COLPEVOLI
18/04/2018

Posizione in classifica più che deficitaria, tre allenatori in una stagione, deficit societario di diversi milioni di euro, pochi giocatori di proprietà, molti prestiti e scuola calcio a disposizione delle altre società, e i tecnici, i tromboni dei vari salotti televisivi, alcuni giornalisti e parte della tifoseria, sembrano arrivati da Marte e cercano le motivazioni e le scusanti per giustificare questo scempio calcistico e non puntare il dito sul colpevole.
Quando in tempo utile sono stati detti e scritti i pericoli cui si andava incontro per gli errori di Sebastiani nel mercato estivo, reiterati in quello invernale (quelli di cui sopra, essendo su Marte non ne sapevano nulla), invece di fare mente locale e cercare di vedere effettivamente quali erano gli errori e come rimediare, si tacciava il cronista che evidenziava le varie situazioni, di avere motivi personali (sic) contro il presidente Sebastiani e si viveva alla ''tutto va ben madama la marchesa'' certi che ci sarebbero stati, quanto meno, i play off.
Non sto a ricordare i tantissimi errori e le nefaste prese di posizione di Sebastiani e dei suoi servitorelli sciocchi, chi deve sapere sa e chi non vuole riconoscerli continuerà a farlo, ma è opportuno, però, che ci si renda conto di come, per tutto questo periodo si sia stati in balia della tracotanza di un uomo (non mio nemico ma vostro) che ha sacrificato sull'altare della sua ingordigia e della sua presunzione un patrimonio calcistico che potrebbe ancora essere salvato, nonostante la pesante situazione, se ci fosse un ravvedimento generale e completo e un atteggiamento più umile e costruttivo: intanto riconquistare i tifosi e riportarli allo stadio, anche con un politica dei prezzi, e state certi che gli abbonati accetterebbero che i prezzi venissero ribassati.
Nonostante i giocatori siano i primi responsabili di certe leggerezze, scuoterli e motivarli con un premio salvezza.
Dare certezze a Pillon, in modo da farlo lavorare con maggiore decisione e impegno, e non presentargli i fantasmi dei futuri allenatori vedi intervista ultima a Grassadonia.
Ma Sebastiani (il vostro nemico, non il mio) se ne frega dei valori sportivi, tutto preso com'è da quelli commerciali.
Nelle sue operazioni di arricchimento personale, pressato dalle insicurezze derivantegli dai flop subiti in altre sue avventure commerciali, ha puntato tutto sul calcio e ha imparato presto a usare gli accorgimenti, anche se dall'odore di illegalità, usati dai suoi mentori della Gea, e si è votato anima e corpo ad accumulare lo ''sterco del diavolo'', i soldi.
Sono certo che, in cuor suo, il ragionier Sebastiani, ha sempre creduto di essere l'uomo della provvidenza capace di trasformare in successi tutte le sue farneticanti idee che lo hanno portato a volteggiare tra i kazaki, i cinesi, i titolari di lavanderie, i procacciatori di affari, sempre per ''successi finanziari'' che erano sempre tali per lui e non per il Pescara.
Ha potuto farlo perché alcuni idioti gli hanno fatto da copertura e lo hanno giustificato dicendo ''Che mi frega se lui si è arricchito, l'importante è che ci sta facendo fare la B...'' non capendo che il suo arricchimento era l'impoverimento del patrimonio calcistico biancazzurro.
Altri gridano che deve andarsene, facendogli anche un favore. Perché prima di andarsene, dovrebbe sistemare le situazioni di vario genere che ha creato a discapito del Delfino.
Nel momento più clamoroso della sua esaltazione ha detto: ''Uscirò dalla porta principale'' e gli abbocconi hanno creduto e credono alla favola cinese.
Ho speso qualche manciata di euro nel contattare telefonicamente dei colleghi che conoscono il modus operandi dei cinesi e la realtà è che le autorità di Pechino temono che dietro questa febbre d’investimenti si nasconda la volontà di spostare ingenti quantità di denaro all’estero e comportare rischi per la tenuta finanziaria del paese.
E' per questo che le restrizioni approvate da Pechino iniziano a produrre gli effetti voluti e gl'investimenti non finanziari, ma sopratutto quelli nel calcio, sono diminuiti drasticamente e lo saranno sempre di più nei prossimi mesi, con controlli governativi che sono seri e non come quelli italiani all'acqua di rose.